Antimo Caputo ed il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo

Annatina Franzese
Antimo Caputo ed il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo
Antimo Caputo ed il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo
Mancano poche ore al taglio del nastro che segnerà l’inizio dell’edizione 22 del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Caputo Cup.
L’ evento, in programma alla Mostra d’Oltremare, dal 3 al 5 giugno, si configura come una competizione internazionale emozionante, appassionante ed oggi più avvincente che mai.
Nonostante i tempi concitati e ristretti, che anticipano ogni grande manifestazione, Antimo Caputo, Ceo di Mulino Caputo, dai suoi uffici, interni alla sede storica di San Giovanni a Teduccio, ci racconta con emozione la trepidazione dell’attesa.
L’azienda di famiglia cresce, senza mai perdere di vista valori e radici, che da sempre contraddistinguono l’attività.
Questo campionato, che conta sull’autorevolezza di un’importante giuria, è una competizione sportiva a tutti gli effetti. I partecipanti, vengono premiati per la bravura certamente, ma anche per la sommatoria di tanti altri fattori“, spiega Caputo.
Oltre 500, quest’anno, i maestri pizzaiuoli, provenienti da più di 100 nazioni, comporranno le 12 categorie di gara.
Il numero dei pizzaioli presenti è notevolmente aumentato nel corso degli anni. Inizialmente, erano all’incirca 30 o 40. In questa crescita, è stato fondamentale il ruolo dell’APN (Associazione Pizzaiuoli Napoletani), che con l’impeccabile organizzazione è stata sin dall’inizio, anello di congiunzione con il mondo dei pizzaioli.
Prima, c’era ritrosia perché il gareggiante tendeva a non accettare il confronto, il giudizio della giuria, la divulgazione della ricetta.
I pizzaioli, non avevano l’abitudine di parlare in pubblico, di raccontare i loro impasti, le loro ricette. Il maestro pizzaiolo viveva la sua vita dietro al banco e lì custodiva i suoi segreti.
Oggi la pizza ha fatto un pezzo di strada importante. I giovani studiano farine, impasti, topping, consistenze ed oltre ad essere esperti di cucina sono degli ottimi comunicatori“, continua il ceo.
In questa edizione, una nuova categoria è stata aggiunta a quelle già esistente ed è la categoria vino/pizza.
Il sommelier sceglierà un vino ed il pizzaiolo dovrà riuscire a realizzare la pizza perfetta per l’abbinamento.
La genesi di questo campionato è da ricercare nella necessità e nella volontà di valorizzare la figura del pizzaiolo quale emblema dell’artigianalità.
La forza della Caputo Cup, e questo ci tengo a sottolinearlo, è quella di essere l’unica sfida itinerante al mondo, che si conclude a Napoli, in grado di intercettare tendenze e professionisti. Eventi come questo servono alla città, alla categoria, al prodotto perché diffondono cultura trasmettendo il senso della condivisione e della comunità“, conclude Caputo.
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Vesuviana DOC come il pomodoro del piennolo, le albicocche, lo stoccafisso, il baccalà e mille altre cose che qui, alle pendici del Vulcano, crescono e si cucinano. Laureata in giurisprudenza e avvocato, ho da sempre la passione per la scrittura ed il giornalismo che coltivo ormai da anni. Mi divido tra il sociale e culturale e il cibo. Dopo esperienze di rilievo sono approdata in "DI Testa e di Gola" dove ricopro il delicato ruolo di Vicedirettore e scrivo di cibo a tutto tondo.
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