Aperitivo da Eccellenze: il racconto del vino secondo Franco Gasbarro a Castel di Sangro

Aperitivo da Eccellenze: il racconto del vino secondo Franco Gasbarro a Castel di Sangro

Aperitivo da Eccellenze è più di un nome: è una dichiarazione d’intenti.

Franco Gasbarro lo ha scelto per raccontare la sua visione chiara del vino di qualità.

Far conoscere le vere eccellenze enoiche, quelle che non trovi ovunque, che emozionano davvero nel bicchiere.

«Non saprei trovare un nome diverso» confida a Vq, mentre nei calici scorre un Crémant di Borgogna, simbolo di una selezione ragionata e mai banale.

Già direttore di alberghi di lusso e sommelier AIS, Gasbarro ha costruito il suo percorso tra ospitalità e alta formazione prima di tornare alle origini, nella sua Castel di Sangro (L’Aquila).

Qui ha trasformato via Porta Napoli 36 nel suo “posto del cuore”.

Franco Gasbarro e Wilma D’Altorio

Eccellenze, enoteca con sala degustazione e dehors che è diventata un piccolo universo del bere bene, dove si brinda e si fa cultura del prodotto.

Aperto nell’immediato post‑Covid, il locale oggi ospita circa 480 etichette selezionate, organizzate per stagionalità tra rossi, bianchi e bollicine dall’Italia e dall’estero, con una scelta accurata anche di rum, whisky e cognac di pregio.

«Amo indirizzare la scelta della clientela su prodotti garantiti, capaci di emozionare, che si tratti di un asporto, del piacere di un calice di qualità o di un percorso di degustazione guidato».

La passione dichiarata per il Pinot Nero spumantizzato lo porta a consigliare innanzitutto le grandi bollicine italiane – Trento DOC, Franciacorta, Oltrepò Pavese – affiancate da etichette mirate di Borgogna, Bordeaux e Alsazia.

Tra i vini fermi, la carta non rinuncia alle annate speciali di Sassicaia, Ornellaia, Solaia, Valentini, Emidio Pepe, a testimonianza di una selezione che guarda alle eccellenze riconosciute senza rinunciare alla curiosità.

«L’Italia c’è tutta, e tengo alto anche il discorso abruzzese» precisa Gasbarro.

«Propongo vini selezionati da uve con denominazione, prodotti da cantine che lavorano bene, non certo quelli che finiscono sugli scaffali della GDO».

L’orgoglio per le sue “scoperte enoiche” traspare in ogni parola: si tratta di etichette che restano lontane dai riflettori, non cercano la ribalta e conquistano chi le assaggia con la sostanza, non con il marketing.

Un esempio recente è il rosso di Fattoria Italiana Martelli, due giovani di San Vito Chietino che Gasbarro ha inseguito fin dalla prima prova di assaggio allo scorso Vinitaly.

Uscito sul mercato a novembre in sole mille bottiglie numerate, nasce da un blend esclusivo di Primitivo coltivato in loco e Montepulciano d’Abruzzo.

Un vino di grande morbidezza ed eleganza, a cui Franco ha voluto dedicare una serata di racconto in enoteca, segno di un’attenzione concreta verso i progetti emergenti di qualità.

Eccellenze

«Il racconto è fondamentale» sottolinea.

«Per me è un momento speciale in cui trasferisco esperienza, passione per le novità, esplorazioni e assaggi di eccellenza che poi farò scoprire alla mia clientela».

Il format funziona.

«Ormai è un rito, molti vengono non solo per bere, ma per ascoltare il racconto del vino» aggiunge la consorte Wilma D’Altorio, spesso presente alle serate.

«Davanti al cliente interessato, il trasporto di Franco è tale da anticipare la degustazione sensoriale, allora mi tocca tirargli la giacca…» racconta con ironia.

Nonostante l’evidente talento nel consigliare, Gasbarro si definisce «un venditore mancato».

L’esempio è chiaro: «Se vedo un gruppo di giovani amici iniziare un percorso di bevuta e poi andare oltre la misura rischiando di rovinarsi, a quel punto do uno stop. Magari continueranno altrove, ma con la coscienza mi sento a posto: hanno bevuto bene, perché andare oltre?».

Il concetto di bere responsabile è parte integrante della sua visione del mestiere.

Accanto ai grandi nomi, c’è spazio anche per il territorio che, notoriamente, non ha una forte tradizione vitivinicola. «Cerco di far conoscere anche il prodotto locale» spiega.

Un esempio è il piccolo vigneto Casadonna, alle spalle del ristorante stellato di Niko Romito: Gasbarro lo sponsorizza volentieri, così il cliente – spesso straniero – che ne ha sentito parlare acquista volentieri quel vino.

«Il business diventa per due: è marketing del territorio» sintetizza, evidenziando come la promozione mirata possa creare valore condiviso.

Da provare il nuovo format aperitivo a base vino, con mescita di grandi maison e piccoli produttori, da accompagnare con gastronomia selezionata anche all’ora di pranzo, dolci d’autore o frutta di stagione nei periodi più caldi.

«La stagionalità della proposta è una costante del nostro servizio: anni di esperienza nel settore non si improvvisano» conclude Gasbarro, riassumendo in poche parole la filosofia di Eccellenze, dove ogni scelta è pensata per unire qualità, racconto e responsabilità.

** articolo a cura della Redazione di Virtù Quotidiane che qui ringraziamo.
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