Assaggiando i vini della “pietra rossa”
- I Lagrein della Tenuta Rottensteiner, con la novità top di gamma Trigon.
- La famiglia Rottensteiner
- Il vitigno autoctono
- La varietà
- La serata
- Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2022
- Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2020
- Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2018
- Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2016
- Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2014
I Lagrein della Tenuta Rottensteiner, con la novità top di gamma Trigon.
Abbiamo partecipato a Roma una verticale di Lagrein prodotto da una storica azienda di Bolzano, capoluogo di una regione di altissime montagne ma inaspettatamente una delle città più calde d’Italia, durante l’estate. La peculiarità del suolo dove da 500 anni i Rottensteiner producono vini, composto in grandissima parte da porfido rosso (in tedesco “roter stein”), diede il cognome alla famiglia. La famiglia si occupa di vino da secoli, (la prima testimonianza a cui si è potuto risalire ci riporta al 1528) ma è dal 1956, anno in cui nonno Hans fondò la cantina, che cominciò l’era moderna dell’azienda.

La famiglia Rottensteiner
All’inizio si partì con soli tre ettari di proprietà, tutti situati nella popolosa frazione di Gries: la produzione era integrata con il conferimento di uve da parte di piccoli viticoltori della zona. Il vino prodotto veniva venduto sfuso in Svizzera. Anche oggi che l’azienda possiede oltre 12 ettari vitati tuttavia, una buona parte dell’uva utilizzata per la produzione vinicola viene dal conferimento di oltre 40 masi della zona, che, alcuni fin dalla fondazione, collaborano con la Tenuta Rottensteiner.
Oggi la cantina è diretta da Hannes Rottensteiner insieme alla moglie Judith, mentre le sorelle Evi e Silvia gestiscono due dei quattro masi di famiglia dove coltivano le uve destinate alla produzioni di “cru” aziendali che testimoniano il legame profondo tra il territorio e la famiglia.

Il vitigno autoctono
Il vino è da sempre uno dei punti di forza della tenuta: vitigno autoctono fortemente radicato a Gries, fu scelto dal padre di Hannes, Toni, per diventare il simbolo e il vino identitario della tenuta Rottensteiner. “Il Lagrein è radicato a Gries e Gries è la nostra patria”, dice con orgoglio Hannes. Prima di Toni Rottensteiner quasi nessun produttore in Alto Adige aveva puntato così tanto su questa varietà per lavorarla con un approccio qualitativo e l’obiettivo di portarla a un livello più alto: “Nostro padre non ha mai prodotto un Lagrein d’annata, – continua Hannes – ma sempre e solo riserve: una scelta che racconta la visione della nostra famiglia e che oggi trova nuova espressione in Trigon, frutto di una selezione rigorosa da una singola particella di Lagrein coltivata su terreni alluvionali profondi e acidi e da viti di oltre 30 anni.”
La varietà
Il Lagrein è, come in genere tutti i vitigni autonomi, una varietà che tende a produrre molto in termini quantitativi, per cui una delle principali attenzioni della famiglia è stata quella di gestire la produzione allevandolo sui tipici suoli di porfido e granito della tenuta, selezionando per qualità e non per quantità prodotta. Il tannino verde che caratterizza il vitigno viene mitigato generalmente dal clima, che come dicevamo in precedenza, fa del capoluogo altoatesino, situato in una conca tra le montagne, una delle città mediamente più calde d’Italia nel periodo estivo. Le migliori vigne di Lagrein inoltre, a causa dell’espansione geografica della città, sono ormai praticamente situate nel centro abitato e non sono pochi i produttori che debbono respingere gli assalti degli speculatori che tentano di acquisire terreni per edificare nuovi quartieri.
Per scelta aziendale tutto il Lagrein che esce dalla cantina fa capo alla linea Select, quella riservata al meglio della produzione dei Rottensteiner: dalla selezione in vigna per abbassare la resa alla fermentazione in cemento, dalla maturazione in barrique e successivamente in botti grandi alla lavorazione in cantina: “Il Lagrein in cantina va trattato come il pinot nero”, ricorda Hannes.
La serata
Nella serata dedicata alla presentazione, presso l’ottimo ristorante giapponese Taki di Roma, del Trigon Lagrein Riserva 2022 Alto Adige DOC, top di gamma dell’azienda, dedicato da Hannes alla sua terra e al padre Toni, abbiamo avuto l’occasione di degustare una verticale di Lagrein riserva doc della linea Select, in cui le bottiglie erano curiosamente tutte di annate pari.
Il costo delle bottiglie in cantina è di circa 25 euro, la produzione oscilla dalle 18.000 alle 30.000 bottiglie per annata.

Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2022
Un’annata caldissima e quasi senza pioggia, con temperature ampiamente sopra le medie in ogni stagione. Un vino fresco, con tannino morbido e non invasivo; in bocca molto evidenti i sentori di frutti rossi. Un’ottima partenza, darà il meglio di sé tra qualche tempo ma già molto piacevole da subito.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2020
Stavolta dopo un’annata che sembrava davvero ottima, dal punto di vista climatico, un terribile inizio di settembre con oltre 200 mm di pioggia in un weekend ha messo seriamente a rischio la vendemmia perfetta che si pregustava. Tannini più ruvidi, ma buon equilibrio generale: un vino più “terroso” ma con un fascino tutto suo.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2018
Il caldo anticipato, diventato poi eccessivo durante l’estate, da vita ad un vino un po’ più chiuso del solito, ma tutto sommato fresco e dai toni balsamici. Un’annata più complicata da gestire
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2016
Nonostante l’annata complicata dal punto di vista metereologico, con un’alternanza caldo-freddo continua, un autunno davvero perfetto (che conferma l’importanza di questa stagione per il Lagrein) rende questo millesimo il migliore tra quelli degustati. Finezza, eleganza, equilibrio: un finale lunghissimo e speziato, ha ancora qualche anno di vita al top.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2014
Come ricordava Hannes un anno senza sole e decisamente umido ha prodotto un Lagrein più “leggero”. Un’annata complicata da gestire, in cui l’acidità ha dato una grossa mano a recuperare un risultato discreto, quasi insperato date le premesse atmosferiche.
Infine ecco il Trigon, il cui nome e persino l’etichetta traggono ispirazione dalla forma a cuneo di Gries: è un vino frutto della selezione manuale da una singola vigna con piante di oltre trent’anni. In cantina si effettuano assaggi e comparazioni tra 25 barrique, poi per la scelta della cuvée finale le barrique scelte si riducono a 12.
Dopo un anno di riposo e ben 18 mesi di affinamento in bottiglia si ottengono solo 2.500 bottiglie di un prodotto di grande livello qualitativo. Grande finezza al naso, complessità in bocca: frutti rossi e spezie, tannino finissimo, struttura definita e capace di sostenerne la longevità per un lungo orizzonte temporale.








