Atlas, come a casa

Atlas, come a casa

Atlas, come a casa

Le storie finiscono, ma a volte si trasformano in qualcosa di diverso che mantiene le fondamenta del passato.

Chi le vive da dentro può credere che siano del tutto morte, ma viste da fuori non è proprio così.

Quindi, se “c’era una volta, a Roma nord, un ristorante strano, Atlas coelestis, la cui porta sembrava quella di un’astronave con dentro un soffitto come una volta celeste illuminata, e sotto i macchinari per la produzione di varie splendide birre”, la chiusura (avvenuta nel 2023, dopo 22 anni di storia) si è rinnovellata (diversamente uguale) nel quartiere di Prati, sotto il neo nome “Atlas”.

Quali, i segni di continuità? Innanzitutto loro due, Cristiano Iacobelli (lo chef) e Cristina Morgia, la regista della sala e dei vini, mai banali.
Poi il loro calore, che nella struttura precedente era più compresso dagli spazi larghi e dai colori freddi, mentre nella nuova realtà decolla perché prevalgono i colori della terra e del legno, anche grazie a quei tronchi di Cesanese e di Lambrusco appesi alle pareti come quadri.

Atlas – sala

Insomma, aiutata da una scala che porta a un soppalco con altri (pochi) tavoli, la sensazione complessiva è quella di un salotto di casa, con dentro tanti clienti che a volte si conoscono tutti.

Infine i piatti, che proseguono sulla costante linea della scoperta stupita (e casuale) dei piccoli produttori.

L’ultimo si chiama Mariotti, alleva dei maiali come fossero i suoi migliori amici fino a sfornare dei salumi eccellenti.

Ogni tanto, preso com’è dallo stupore dei singoli ingredienti, lo chef si perde l’equilibrio complessivo, ma è perché i piatti sono delle cartine geografiche senza bussola, spaziando di continuo dal pesce alle verdure alle carni, selvaggine comprese.

È proprio in questo ambito che è venuto fuori il piatto secondo noi migliore, la Terrina di pernice con salsa di fichi e scalogno.

Lo stesso genere di ampiezza e armonia gustativa l’abbiamo ritrovata in un altro piatto, come una bouillabaisse, una francesizzazione della classica minestra di broccoli e arzilla, con la pasta mista al posto dei semplici spaghetti.

Atlas - piatti
Atlas – piatti

Buoni anche l’Ostrica fritta con puntarelle e mayo allo yuzu (anche se l’insieme comprime un po’ il sapore della regina del mare) e il Gambero con finocchi, topinambur e bottarga (in forma di crema: favolosa, anche da sola).

Pure i dolci sono curati da Cristina, e bene, come testimonia l’ottimo Mont Blanc in versione monoporzione.

Attenzione, Atlas ha aperto alla formula dell’aperitivo: fra i salumi e i formaggi di livello, e i molti vini, ci sarà da divertirsi!

Atlas
via Ciro Menotti 16/18, 00195 Roma

tel 0635072243
www.atlascoelestis.it

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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