BEVETE IL VULCANO FINCHÉ È CALDO! (Parte seconda)

Eccovi il terzo degli articoli dedicati da Vinisfera.pl ai vini di Somló, il paese sulle pendici del vulcano Nagysomló che domina la parte sud-orientale della Kisalföld, la Piccola Pianura Ungherese, a poco più di 50 chilometri a nord del lago Balaton, sulla storica statale E 66 tra Gleisdorf e Budapest. Qui si parla di altri tre produttori, anch’essi tra i principali dei 3.000 che si dividono gli 830 ettari di vigneto, nonché dei loro vini migliori che Mariusz Kapczyński ha degustato in un raid sul posto insieme all’inseparabile Wojciech Bosak. Torno a raccomandarvi  di prendere visione della mappa delle vigne e della fantastica, emozionante, galleria d’immagini di Mariusz Kapzcyński, nella speranza che qualche lettore ci vada, anche se il luogo di cui si parla non è tra gli itinerari turistici più popolari dell’Ungheria, ma certamente fra i più tranquilli e bucolici. I tenori alcolici indicati e i prezzi, quando espressi, sono più o meno indicativi a seconda dell’annata

Il traduttore: Mario Crosta

Bevete il vulcano finché è caldo! (2)

Ecco la quarta parte della serie dedicata ai produttori di vino di Somló. Qui si parla di due grandi cantine (in rapporto alla scala della regione) come la famosa Tornai, passata di generazione in generazione, e la nuova, modernista Kreinbacher, ma anche della piccola, tipica, molto tradizionale cantina di Bogdán Birtok.

Tornai Pincészet

Foto dell’autore – ©

Proprietario: Tamás Tornai

Indirizzo: Somló-hegy, Somlójeno hrsz. 1248

Tel/fax: +36.88.516224, fax +36.88.516226
E-mail: tornaipince@somlonet.hu
Sito web: www.tornaipince.hu
Superficie dei vigneti: 56 ha
Varietà coltivate: Juhfark, Furmint, Olaszrizling, Hárslevelű, Pinot Gris, Zenit, Zeusz, Pinot Blanc
Località dei vigneti: Ilona, ​​Apátsági, Grófi, Arany
Degustazione e vendita sul posto:sì, su richiesta
Possibilità di alloggio: sì

Una delle cantine più grandi e uno dei più noti produttori della regione. In questo momento dispone di una superficie di 56 ettari (vendemmiando però da 48, tra cui un piccolo vigneto sul Lago Balaton per la produzione di vini base). Nelle condizioni di Somló è una superficie enorme, considerando quelle dei vicini che sono di 1 ettaro circa. Si intuisce che Tornai è una delle aziende più organizzate, intraprendenti e dal marketing dinamico. Hanno un moderno wine bar, un ristorante e la più importante offerta di sistemazione (con un hotel pronto ad accogliere più di un centinaio di persone). Nel caso di Somló è estremamente importante, perché qui le strutture della ristorazione e quelle alberghiere zoppicano molto. Inoltre da Tornai c’è un piccolo museo del vino, una grande sala di degustazione, un ristorante. In una parola: la gamma completa e secondo uno standard buono e moderno. Questa famiglia si occupa di produrre vino a Somló già dal 1946. È stato Endre Tornai a iniziare la sua avventura con la viticoltura partendo da un vigneto di 0,8 ha. Negli ultimi anni della sua vita Endre era la guida e il consigliere enologico della famiglia. Purtroppo è morto nel settembre del 2011 all’età di 90 anni. Da allora è il figlio Tamás a condurla con abilità. La cantina unisce il vecchio e il nuovo: a eccezione dei classici ceppi di Somló, nei vigneti si coltivano antichi vigneti ungheresi come Csomorika e Sárfehér. Oltre a questi ultimi ci sono Irsai Olivier, Sauvignon Blanc e Tramini. I vini fermentano in botti da 500 litri (alcuni di essi maturano anche in piccole botti di rovere ungherese). Sembra che sia stata una buona idea quella di dividere nettamente la produzione in tre linee: Solyma (quella di base, con Olaszrizling, Zenit, Furmint e Pinot Gris), Classic (più elegante e importante, in testa c’è lo Juhfark) e Top Selection (la selezione dei migliori appezzamenti, con le uve tutte selezionate). Prezzi attraenti. In generale, i vini di Tornai hanno uno stile abbastanza abbordabile, sono gustosi, semplici, hanno una struttura più matura, densa, anche se meno trasparente.

(4) Ilona Olaszrizling Top Selection

In un primo momento rivela una ricca tavolozza di aromi di verdure (sedano, prezzemolo, melanzane) che col tempo si trasforma in un registro più fruttato. In bocca è morbido, ci sono acacia, nocciola e burro, ma è un po’ carente in profondità. Ci sono note di pesca, mela e accenti che mostrano la botrytis. Prezzo: 2.600 fiorini.

(3+) Mineraux Zenit

Ha il carattere semplice ma tipico di Somló, “vulcanico”, con un po’ di camomilla. Pulito. Ci sono note di erbe aromatiche, erbe officinali e mela. è probabilmente l’unico produttore nella regione a coltivare questo vitigno. Per 600 fiorini (neanche 2 €) è un vino che presenta uno stile dignitoso.

(3+) Nagy-Somlói Furmint Solymász

Piuttosto elegante. Un sacco di sapori diversi. Ci sono note di mele, pere, caramello, cavoli, camomilla, olio d’oliva. Mantiene l’acidità. È abbastanza leggero (forse gli manca anche un po’ di corpo), un po’ sbilanciato, ma vi si può scegliere qualcosa d’interessante. Prezzo: 600 fiorini.

(4-) Furmint Classic

Un Furmint levigato, più che bianco sembra invece di colore tra la nocciola e il tè. Qui c’è un bel po’ di idrocarburi. Un vino che ha una buona struttura e un buon carattere e dopo tanti anni mantiene ancora una buona freschezza e acidità. In bocca rivela un sacco di note di erbe aromatiche, smalto e burro. È un vino interessante, minerale. Prezzo: 2.000 fiorini.

(4) Apátsági Furmint Top Selection

nche in questo caso ci sono aromi che si verificano coerentemente negli altri vini di Tornai: olio di girasole, burro, nocciole, mela cotta. Un vino minerale, vispo e sostanzioso. Qui è molto più visibile la tipicità di Somló. Un vino di buona struttura, lungo, con un finale fruttato un po’ dolciastro. Liscio, cerato e leggermente amarognolo. Molto potente.

(4) Grófi Hárslevelű Top Selection

Dominano le note di camomilla e argilla. Un vino equilibrato, con aromi piacevoli e invitanti: cera d’api, fiori di tiglio e di acacia, mele, pere, olio di girasole e vaniglia. Gustoso, minerale, con un bel finale. Ha carattere e colpisce per la grande quantità di selce. È lungo ed equilibrato. Prezzo: 2.600 fiorini.

(4) Cuvée (bianco) Top Selection

Un assemblaggio di Olaszrizling, Hárslevelű e Furmint. Fermentato in botte, cosa che è facile da vedere, perché dominano le note di burro, mela e un po’ di vaniglia. In bocca ci sono accenti vegetali, cera d’api, crema grassa, sciroppo di cotogna ed è leggermente speziato. Un vino che mantiene un buon livello, ma che provoca la leggera sensazione che manchi un po’ di finezza nel suo complesso e che abbia una struttura un po’ appesantita. Bisognerebbe lasciarlo un po’ di più nel bicchiere.

(4-) Grófi Juhfark

Giallo, saturo di colore. Aromi un po’ tenui. Si sentono note di verdure, prezzemolo, sedano, senape. Estrattivo. Inoltre si sentono note di noci, cera d’api, fiori di campo e fumé. Denso e intenso. Un po’ sbilanciato, quasi vuoto. Qui ci sono note meno “vulcaniche”, ma grasse, lunghe e speziate. Il finale è un po’ amaro. Prezzo: 3.000 fiorini.

Kreinbacher Birtok

Proprietario: József Kreinbacher

Indirizzo: 8481 Somlóvásárhely, Somló-hegy

GPS : 47°8’28.34”, 17°22’45.95”

Tel. +36.88.506212
E-mail: somlo@kreinbacher.hu
Sito web: www.kreinbacher.hu
Superficie dei vigneti: 40 ha
Varietà coltivate: Furmint, Italian Rizling, Hárslevelű, Traminer, Pinot Gris, Juhfark e anche 1 ha di Syrah
Produzione: circa 500.000 bottiglie l’anno
Degustazione e vendita sul posto: sì, su richiesta
Possibilità di alloggio: no

Nel comprensorio di Somló è una proprietà grande e relativamente nuova, in quanto è stata fondata nel 2002 da Joseph Kreinbacher realizzando un bel progetto di buon gusto del famoso architetto ungherese Eclair Dezsö. La tenuta dispone di 40 ettari di vigneto gestito organicamente (in parte terrazzato). József Kreinbacher (un uomo d’affari ungherese, un ricco investitore nel settore delle costruzioni, i cui antenati provenivano dalla Germania) ha fatto un coraggioso investimento su larga scala per quasi 10 milioni di euro, dando così il via all’attività e al fermento commerciale e ideologico in questa micro-regione. L’ha comprato subito perché doveva introdurre un nuovo vigneto e la qualità nel marketing. Kreinbacher produce circa 500.000 bottiglie l’anno. I responsabili della vinificazione sono Norbert Bodorkós e Gyorgy Várszegi. Il vitigno più importante per loro è il Furmint. I vini sono tecnologicamente puliti, ben fatti. La tecnologia moderna e la vinificazione hanno qui la precedenza sull’espressione di quello che in generale s’intende per terroir di Somló. I vini sono fermentati in botti usate da 500 litri di rovere ungherese. Nella ricerca della strada migliore, qui sono i migliori esperti del mondo enologico ungherese a fare da consulenti (spesso proprio i primi nomi). Kreinbacher insegue le novità in modo interessante, per esempio ha piantato gli antichi vitigni ungheresei Mézesfehér, Sárfehér (e qualche altro) per provarli su scala più vasta. Dall’altra parte è l’unico a Somló a coltivare il rosso Syrah su scala commerciale, anche se questo non è in completa contraddizione con la storia del luogo, in quanto le fonti storiche dicono che qui le varietà rosse erano state già coltivate. Sembra perciò che i risultati degli esperimenti attuali non siano poi così tanto destinati alla sconfitta come se fossero il frutto di una forzatura “in rosso” di Somló. Bisogna ricordare anche il successivo investimento di Kreinbacher ai piedi del vulcano Somló-hegy: la cantina di Szent Ilona, molto interessante, progettata dallo stesso architetto e che sarà impegnata nella produzione di vini spumanti prodotti con metodi tradizionali. Ci sono già i vini base predisposti per questa produzione (saranno Furmint e Chardonnay). Non si dica però che due produttori come Kreinbacher e Tornai, che percorrono una strada di marketing non proprio ben vista in questa zona, stanno conducendo l’attuale Somló su binari più affaristici e moderni. Gli investimenti e i piani di sviluppo di queste cantine non hanno intaccato l’integrità di questo luogo unico, tranquillo, dove dai piccoli appezzamenti sulle pendici del vulcano nascono continuamente dei vini straordinari.

(3+) Syrah Rosé, alc. 12,5%

Colore salmone chiaro leggermente saturato. Aromi leggeri, semplici, delicati. Un vino del registro tipico dei rosati, rinfrescante, leggermente fruttato. Ha l’acidità, è semplice e fresco. Neutrale, si beve con piacere. Fatto solidamente. Circa 1.440 fiorini.

(3+) Furmint, alc. 14%

Fermentato e maturato in botte per 10 mesi. È pulito, sa di noci e di miele, ci sono accenti floreali, di latte, è un po‘ verde. Realizzato in modo moderno, vivace e leggero. Mantiene il delicato accento del Furmint. Equilibrato, limpido e fresco, con un delicato amarognolo e un tocco di alcool nel finale. Circa 1.440 fiorini.

(3+) Olaszrizling, alc. 13,5%

Fatto come sopra. Camomilla, vaniglia, banana, meringa, pan di Spagna. Vino in versione fresca, ma ancora “dolciastra”. Un tocco di agrumi, amarognolo. Un vino prodotto nello stile precedente. È pulito, di buon equilibrio, ma gli manca nerbo e l’individualità di carattere. Circa 1.440 fiorini.

(3) Juhfark, alc. 14% 

Fatto con lo stesso metodo del Furmint. Un altro vino pulito e moderno. C’è latte e nocciola, anche se (come tutti questi vini) senza la caratteristica impronta di Somló. Tannini di barile sullo sfondo e vaniglia, un accento di erbe aromatiche. Qui manca molto il taglio locale. Circa 1.440 fiorini.

(4-) Kreinbacher Nagy-Somlói cuvée (bianco), alc. 14%

60% Hárslevelű, 20% Furmint, 20% Olaszrizling. Vaniglia, pan di Spagna, pera. Ci sono aromi migliori, più densi, fruttati. Un sacco di camomilla, fiori di campo, pere. Generalmente, più materia e qualità del fruttato. Suona meglio, è più importante. Prezzo: 1.690 fiorini.

(3+) Syrah, alc. 14% 14 mesi in botti di rovere francese. Un sacco di rosa, ciliegia, mora, lampone, frutti di bosco. Terra, noccioli di frutta, un’aria un po’ grafitica. Fresco, ma un po’ troppo dominato dalla botte. Ha struttura, acidità, l’alcool brucia un po’. Decente, ma non eccezionale. Prezzo: 6.280 fiorini.

Bogdán Birtok

Foto dell’autore – ©

Proprietario: Bogdán Birtok

Indirizzo: 8500 Pápa, Szent István u. 22

Tel. +36.30.3508923

Sito web: www.bogdanbirtok.hu

E-mail: somlotradekft@t-online.hu
Superficie dei vigneti: 17 ha
Varietà coltivate: Juhfark (uno dei vitigni più importanti), Furmint, Hárslevelű, Rizling Italico, Traminer

Località dei vigneti: Szent Ilona, Szent Márton, Kükép
Degustazione e vendita sul posto: sì, su richiesta
Possibilità di alloggio: sì

Bogdán Birtok rappresenta già la quinta generazione di una famiglia che fa il vino a Somló (dal 1849, ndr.), oggi su 17 ettari. Negli ultimi anni hanno fatto un sacco d’investimenti, ampliando la struttura che si trova nella parte sud-ovest della montagna. Il vantaggio è che lavorano anche come pensioncina (in questo momento hanno appartamenti per 10 persone). Il posto è particolarmente indicato per le gite turistiche, aperto ai forestieri desiderosi di degustazioni, grigliate, ecc. La cantina è pronta per l’accoglienza di gruppi di circa 20 persone (terrazza, sala di degustazione). Nei vigneti di Birtok il vitigno più importante è lo Juhfark (con ben 12 ettari), la cui migliore versione è quella della potente annata 2009. Si coltiva sperimentalmente il Sargamuskotaly. Uno stile di vino semplice, alla vecchia maniera, un po’ rozzo, non ricercato.

(3-) Somlai, alc. 12%

Olaszrizling e Furmint (un antico, classico, tipico taglio di Somló, un “mix” naturale perché in molti vigneti entrambe le varietà crescono mischiate nei filari). Fatto correttamente. Fra gli aromi anche i crauti e profumo di detersivo. Acidulo, semplice, sa di mela, erba secca, pera, con una strana nota del sapone “cervo bianco”…

(3 -) Hárslevelű

Mela, uva spina gialla matura. Vino ossidato, con un’acidità leggera. Erbe e albicocche secche nel finale. Non ho annotato la percentuale di alcool.

(3+) Juhfark, alc. 14,5%

Questo è il principale vitigno della cantina. Il colore è più scuro. Limpido, più interessante, più fruttato, leggermente vulcanico. Concentrato. Negli aromi e nei sapori c’è il melone maturo, qualche nota di resina e di alcool. Ha un carattere varietale abbastanza buono. Torsolo di mela, noccioli di frutta, alcool e un po’ di erbe aromatiche nel finale. Corto. Prezzo: 1.500 fiorini.

(3) Primavera, alc. 12%

Rizling/Silvaner. Vino giovane, prodotto con il metodo della riduzione. Nel bicchiere è piuttosto pulito, leggero e fresco. A modo suo è un vino non vincolante, piacevole per gli amanti dello stile semplice, liscio, “senza problemi”. Levigato (10 grammi di zucchero residuo), nel finale c’è un tocco di limone e di mela.

(3) Tramini 

Un vino semplice, leggermente dolce. C’è mela, succo d’uva, un po’ di noce, pera. Un vino facile da bere, fatto per soddisfare i gusti più popolari. Molto conveniente, non complicato. Non ho annotato la percentuale di alcool.

La scala di giudizio:

( 6 ) eccezionale, un vero capolavoro

( 5 ) ottimo, vino di gran classe

( 4 ) buono, interessante

( 3 ) onesto, dignitoso

( 2 ) debole

( 1 ) stare alla larga, vino con evidenti difetti(+ / – ) per aggiungere o togliere mezzo punto)

mariu

Sono giornalista e critico enologico, sono stato collaboratore di Wine Magazine, Wine Time, Alcohol Markets, Kitchen, USTA Magazine, Top Class, SpaEden, AllInclusive, Internet Radio Polacca, Enotime, Wirtualna Polska e altri. Come giurato, prendo regolarmente parte a vari concorsi enologici e polacchi (tra cui Vinitaly, Concours Mondial de Bruxelles, Vinoforum, Vinaria, Vinul.ro, Enoexpo, Orszagos Borverseny, Clean Vodka Tasting). Faccio anche parte dell’organizzazione internazionale di giornalisti e specialisti dell’industria dell’alcool – International Federation of Wine and Spirits Journalists and Writers. Nel 2015 “Magazyn Wino” mi ha assegnato il Grand Prix nella categoria “promozione della cultura del vino in Polonia”. Nel 2018, mi è stato assegnato il capitolo del premio Saint Martin per “l’eccezionale servizio nel campo della promozione del vino polacco”.

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