Birra 4Mori: il cuore dalla Sardegna mineraria

Birra 4Mori: il cuore dalla Sardegna mineraria 

Il birrificio 4Mori
Il birrificio 4Mori

4Mori è un birrificio artigianale che si trova a Guspini, immerso nella storia e nel territorio del parco Geo-Minerario di Montevecchio.

Un progetto con salde radici nel passato ma allo stesso tempo un ponte verso il futuro.

Negli antichi locali della Miniera, nel cuore della Sardegna, nasce una birra artigianale dal carattere e dal gusto profondo.

La riconversione industriale: dalla vecchia centrale elettrica della Miniera di Montevecchio
La riconversione industriale: dalla vecchia centrale elettrica della Miniera di Montevecchio

La produzione avviene con un procedimento accurato e rigoroso, rispettando  “’l’editto della purezza” bavarese del 1516.

L’avventura nasce nel 2013 dall’idea dei due soci fondatori, Paolo Lai e Antonio Zanda, cultori delle birre artigianali e appassionati di sfide imprenditoriali dal forte impatto sociale.

Il punto di partenza fu quella di una riconversione industriale: dalla vecchia centrale elettrica della Miniera di Montevecchio ad un moderno birrificio dove produrre birre nel rispetto dell’ambiente e della comunità locale.

Un sito minerario già attivo in epoca romana assume dignità industriale nel ‘700
Un sito minerario già attivo in epoca romana assume dignità industriale nel ‘700

La storia del sito minerario

Sito minerario già attivo in epoca romana in cui l’attività estrattiva non si è mai interrotta.

Montevecchio assume dignità industriale nel ‘700 grazie all’intervento dell’imprenditore svedese Carl Gustav Mande e della fonderia di Villacidro.

Nella seconda metà dell’Ottocento l’attività entra a pieno regime, grazie all’intraprendenza di un giovane prelato, Giovanni Antonio Pischedda.

L’imprenditore G.A. Sanna in un ritratto di Sciuti
L’imprenditore G.A. Sanna in un ritratto di Sciuti

Il religioso giunto a Guspini intuisce la ricchezza dei filoni minerari della zona e trasforma il territorio in una delle realtà più produttive e più importanti di tutta Europa: la prima vera industria della Sardegna.

Giunto a Marsiglia, in cerca di finanziatori, incontra casualmente un altro giovane sardo, Giovanni Antonio Sanna, colui che sarebbe diventato il fondatore del complesso minerario.

La centrale in una foto d’epoca
La centrale in una foto d’epoca

Sanna fonda la Società per lo sfruttamento della miniera di piombo argentifero di Montevecchio alla quale nel 1848 viene assegnata la concessione perpetua relativa a tre appezzamenti di terreno, fino al 1933 guiderà le sorti della miniera.

Una realtà internazionale

Aperte le prime gallerie a giorno (galleria Anglo-Sarda) e la laveria Rio, intorno al 1856 sorgono nel piccolo centro di Gennas Serapis le prime costruzioni destinate ai dirigenti cui seguiranno negli anni i complessi abitativi per gli operai, con la crescita del polo minerario, arrivarono importanti infrastrutture.

La prima fu la ferrovia Montevecchio Sciria – San Gavino Monreale, a seguire l’apertura dell’ospedale, riconosciuto come il più all’avanguardia dell’Isola.

Nel 1900 la società mineraria è presente all’Esposizione Universale di Parigi come una delle maggiori produttrici di piombo e zinco, ed ottiene numerosi riconoscimenti per l’innovazione e il miglioramento dei sistemi di lavoro.

Storia di un declino

Foto d’epoca dell’impianto minerari e dei minatori
Foto d’epoca dell’impianto minerari e dei minatori

Nel 1933, quando la famiglia Sanna divide l’azienda in due tronconi la Montecatini acquisirà quello delle miniere, la Monteponi quello metallurgico.

A cavallo del secondo conflitto mondiale la società, con il nome di Montevecchio SIPZ, raggiunge il picco della produttività, grazie agli investimenti fatti sotto la direzione dell’Ing. Guido Donegani.

Nell’immediato dopo guerra la produzione si ferma, piegata dalla gravosa situazione economica che coinvolge tutto il paese, per riprendere poi sino agli anni ’60, quando la Monteponi prende in mano tutta la società.

Il passaggio di proprietà del 1971 alla Sorgersa segna il declino della miniera, culminato con la storica protesta e la contingente occupazione del pozzo Amsicora del 1991 da parte di circa 86 minatori rimasti 27 giorni nelle viscere della terra.

Siamo all’epilogo di una realtà industriale vanto della Sardegna  la cui storia è fondamentale nel racconto del territorio e della sua popolazione

Il peso della galena

Rievocazione storica della famiglia Sanna a cura dall’associazione culturale Quiteria di Sassari (foto: Laura Lanza)
Rievocazione storica della famiglia Sanna a cura dall’associazione culturale Quiteria di Sassari (foto: Laura Lanza)

L’affascinate e poco conosciuta storia della miniera e della saga storico-familiare della famiglia Sanna è alla base del volume della professoressa Laura Lanza dal titolo “il peso della galena”.

Il volume “il peso della galena” di Laura Lanza
Il volume “il peso della galena” di Laura Lanza

La galena è il minerale argentifero estratto nelle miniere. Il suo “peso” simboleggia l’amaro prezzo pagato dalle donne della famiglia, divise tra l’immensa ricchezza acquisita e la ricerca di una felicità autentica e personale.

La storia della famiglia Sanna procede parallela a quella dell’Unità d’Italia attraverso le capitali di Torino, Firenze e Roma, offrendo un intimo spaccato sulle vicende che hanno caratterizzato il nostro Risorgimento.

Il quadro di riferimento è quello di una rivoluzione industriale che, scardinando il sistema delle antiche ricchezze nobiliari, ha portato all’affermarsi di una nuova potente classe borghese.

Giovanni Antonio Sanna. dalle origini modeste, riesce a costruire un enorme impero economico ottenendo dal re Carlo Alberto la concessione mineraria di Montevecchio.

Il volume “Le donne di G.A. Sanna all'ombra di Montevecchio” di Laura Lanza
Il volume “Le donne di G.A. Sanna all’ombra di Montevecchio” di Laura Lanza

In un secondo saggio di approfondimento dal titolo “Le donne di G.A. Sanna all’ombra di Montevecchio” la scrittrice, attraverso una narrazione appassionata e un’attenta analisi delle fonti, ricostruisce il lato più segreto e femminile di chi ha vissuto all’ombra dell’attività mineraria, offrendoci uno sguardo prezioso anche sulla condizione femminile di quell’epoca.

Il birrificio

3Mori
3Mori

4Mori nasce dall’idea di trasformare un pezzo di storia dell’industria sarda in un birrificio artigianale all’avanguardia.

Questo ha reso l’azienda profondamente radicata nel territorio e nella sua storia, rispettosa della tradizione in ogni fase del processo di produzione.

Allo stesso tempo siamo di fronte ad una realtà proiettata verso un futuro ecosostenibile: si minimizzano le emissioni, si  scelgono  le materie prime locali, si valorizzano le risorse degli spazi e della comunità ospitante.

3Mori nasce dall’idea di trasformare un pezzo di storia dell’industria sarda in un birrificio artigianale all’avanguardia
3Mori nasce dall’idea di trasformare un pezzo di storia dell’industria sarda in un birrificio artigianale all’avanguardia

L’incontro con il mastro birraio bavarese Matthias Müller ha condotto al passaggio dal sogno alla bottiglia permettendo di avviare la produzione.

Da semplice consulente, professionista interpellato per studiare le prime ricette, Matthias è diventato socio del birrificio: innamorato della Sardegna e convinto della bontà di questa birra, ha voluto diventare parte integrante del progetto.

Nascono così le “birre pozzo” un omaggio ai pozzi di estrazione della miniera, che ora sono bevute e apprezzate in tutta Italia.

Le “birre pozzo” un omaggio ai pozzi di estrazione della miniera
Le “birre pozzo” un omaggio ai pozzi di estrazione della miniera

Un progetto che guarda al domani, fatto di storie come quella di Fabio Serra, oggi responsabile della produzione, entrato nel birrificio come semplice appassionato, per poi fare della sua passione un lavoro vero e proprio.

Serra, diplomandosi presso la scuola professionale della camera di commercio di Monaco di Baviera come “Mastro Birraio Maltatore” è uno dei pochi italiani che abbia portato a termine questa prestigiosa formazione.

Dal 2013, anno di nascita del birrificio artigianale, la famiglia 4Mori è cresciuta, aggiungendo professionisti che, ognuno nel suo campo, partecipano a tutte le fasi della produzione.

Un team ma anche una piccola famiglia.

La produzione secondo tradizione

La produzione
La produzione

Le birre sono prodotte seguendo i dettami dell’”Editto di purezza bavarese“del 1516, firmato da Guglielmo IV di Baviera nel 1516.

Si tratta di birre, non pastorizzate e non filtrate, in cui si utilizzano solo materie prime selezionate privilegiando i prodotti locali.

Non vengono utilizzati conservanti né additivi né materie prime geneticamente modificate.

Le birre Pozzo sono prodotte con lentezza: maturano nei fermentatori per un periodo non inferiore ai 40 giorni.

Un vero esempio di economia circolare che limita gli sprechi e abbatte le emissioni.

L’ottima acqua del territorio, malto d’orzo, luppolo, lievito e niente di più, per permettere di gustare il sapore autentico di una birra di alta qualità artigianale, prodotta nel rispetto dei tempi necessari.

La decozione, il metodo di ammostamento tradizionale impongono tempi lunghi.

La scelta delle materie prime avviene in maniera molto attenta e accurata.

La scelta delle materie prime avviene in maniera molto attenta e accurata
La scelta delle materie prime avviene in maniera molto attenta e accurata

Viene utilizzato orzo coltivato in Italia che viene integrato, in alcune produzioni, con materie prime locali quali le castagne biodiverse del Gennargentu, il miele e il grano duro sardo.

La tecnologia

Il birrificio è dotato di moderne tecnologie che riducono l’impatto ambientale.

Vengono utilizzati macchinari che consentono di recuperare energia nei vari processi di produzione che sono automatizzati e controllati in modo da ottimizzare i consumi energetici.

Gli scarti di lavorazione sono recuperati: fornendoli agli allevamenti zootecnici come alimento per gli animali.

Si è scelto di utilizzare fusti in acciaio al posto della plastica in modo da minimizzare l’inquinamento ambientale.

Per garantire ai consumatori birre di elevata qualità viene utilizzato un impianto produttivo realizzato con tecnologia 4.0.

Questa tecnologia consente la stabilizzazione dei processi e il controllo di tutte le fasi, compresa la cantina di fermentazione.

E’ di ausilio un laboratorio interno che effettua tutti i controlli chimico-fisici e microbiologici.

La tecnologia consente la stabilizzazione dei processi e il controllo di tutte le fasi
La tecnologia consente la stabilizzazione dei processi e il controllo di tutte le fasi

Tutti i componenti del team hanno una formazione di elevata professionalità avendo frequentato corsi specifici.

Ogni fase del processo di produzione avviene sotto lo sguardo attento e scrupoloso di Fabio Serra, maltatore-birraio.

Il lavoro di tutta la squadra costituisce la vera forza del Birrificio 4Mori.

Le birre di pozzo 

Le birre di pozzo
Le birre di pozzo
Pozzo 16

È una birra a bassa fermentazione prodotta in doppia decozione, stile Lager Helles, con una delicata luppolatura e gradevole frizzantezza, dove prevalgono i sentori del miele.

E’ stata la birra d’esordio del birrificio, un prodotto che consentisse di avvicinare in maniera graduale le persone verso il mondo delle birre artigianali.

Pozzo 9

È una birra a bassa fermentazione prodotta in decozione, con una schiuma cremosa e persistente, stile Vienna Lager, stile classico tedesco. Prevalgono i sapori del malto, il gusto deciso e note di caramello.

Pozzo 5

È una birra a bassa fermentazione prodotta in decozione, con una schiuma compatta e persistente, stile Dunkler Bock in cui è utilizzato un malto di frumento, affumicato con il legno di quercia

Pozzo 20

È una birra ad alta fermentazione, stile American Pale Ale.

Le speciali note caramellate dei malti accompagnano gli intensi profumi tropicali e il gradevole e persistente amaro dei luppoli americani. È una birra fresca e dissetante.

Pozzo 3

È una birra a bassa fermentazione prodotta con castagne di Sardegna e con una sapiente selezione di malti dove il profumo e il gusto delicato della castagna richiamano i sentori del bosco autunnale.

Realizzata con castagne biodiverse del Gennargentu di ottima qualità sottoposte ad un processo di tostatura e affumicamento.

E’una birra che si beve facilmente, nonostante sia una birra strutturata con un corpo importante.

Pozzo 6

È una birra a bassa fermentazione prodotta in decozione.

La luppolatura è tipica delle German Pils, stile che condivide la parte maltata con la Pozzo 16, ma con un equilibrio decisamente spinto verso la freschezza del luppolo e un amaro più accentuato.

Pozzo 7

È una birra cruda ad alta fermentazione, in stile HefeWeissbier, caratterizzata da un corpo pieno e dagli inconfondibili profumi di banana e chiodi di garofano.

Fortemente caratterizzata dalla presenza per il 50% di Malto di Frumento che la rendono più opalescente e fresca; luppolata delicatamente con Hallertau tettnanger e Tradition.

Pozzo 8

È una birra chiara ad alta fermentazione in stile Pale Ale, una birra che ricorda le classiche bevute da pub inglese.

E’ caratterizzata da una leggera nota maltata accompagnata dalla freschezza dei suoi luppoli di origine americana ma coltivati in italia: il Comet e il Columbus.

Pozzo X

È una birra a bassa fermentazione prodotta in decozione, in stile Märzen.

Prodotta per l’Oktoberfest, si caratterizza per i riflessi dorati e le sue note maltate in perfetto equilibrio con la freschezza del luppolo.

Prodotta ispirandosi alla scuola Bavarese, ogni anno ne viene modificata la ricetta in modo da creare sempre la giusta curiosità e aspettativa.

Ogni anno nel birrificio in occasione dell’Oktoberfest, vengono creati degli eventi dove è possibile degustare la Pozzo X accompagnata da caratteristici piatti tedeschi. 

Ogni anno nel birrificio in occasione dell’Oktoberfest, vengono creati degli eventi dove è possibile degustare la Pozzo X accompagnata da caratteristici piatti tedeschi
Ogni anno nel birrificio in occasione dell’Oktoberfest, vengono creati degli eventi dove è possibile degustare la Pozzo X accompagnata da caratteristici piatti tedeschi
Pozzo 21b

È una birra cruda ad alta fermentazione, in stile White Ipa. Chiara e torbida, caratterizzata da una densa schiuma bianca.

Nasce con l’intento di rivoluzionare la birra di frumento aggiungendo una spiccata luppolatura esotica. Originata dall’unione dei caratteri freschi del malto di frumento alle note fruttate dei luppoli e i lieviti Weiss

Pozzo 25

È la birra Natalizia del birrificio: a bassa fermentazione con riso, cannella e chiodi di garofano.

Gli aromi e il corpo richiamano il calore e i profumi delle festività.

Molto adatta ad essere bevuta anche con i dolci.

I premi

Il birrificio 4Mori è ormai riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la produzione di birre a bassa fermentazione. Negli anni numerosi i premi ricevuti dal birrificio e singolarmente   dalle loro “Pozzo”.

Numerosi i premi ricevuti dal birrificio e dalle “Pozzo”
Numerosi i premi ricevuti dal birrificio e dalle “Pozzo”

L’ospitalità: scoprire il birrificio 

Accanto alla produzione si inserisce anche un progetto di turismo brassicolo
Accanto alla produzione si inserisce anche un progetto di turismo brassicolo

Accanto alla produzione si inserisce anche un progetto di turismo brassicolo: il birrificio si apre ai visitatori, al racconto del legame tra birra, territorio e cultura locale e con un’ospitalità che si basa sulla scoperta del paesaggio e delle tradizioni.

Le birre divengono così nuove pagine aggiunte ad un libro antico in cui lo spirito della miniera continua a vivere e la sua storia può essere ancora raccontata.

E’ possibile effettuare dei percorsi guidati, che comprendono la visita agli impianti con spiegazione del processo produttivo, e la   degustazione delle birre Pozzo.

E’ disponibile anche la visita  alla Tap Room dove, oltre alle Birre, si possono  degustare degli ottimi taglieri realizzati con salumi e formaggi del territorio.

Contatti:

Birrificio 4Mori

Località Scirìa – Montevecchio – Levante S.P.66 km 5,6

GUSPINI(VS)

mailto:luppoloebirra@gmail.com

+39 070 7539362

Per approfondire la storia di Montevecchio:

Laura Lanza, Il peso della galena, Rossini

Laura Lanza, All’ombra di Montevecchio. Le donne di G. A. Sanna, Carlo Delfino Editore

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Laura Manunta, è nata a Roma da famiglia con antiche origini che si dipanano tra diverse aree geografiche della Sardegna, le cui tracce documentali trovano riscontro sul territorio già dal XV secolo. All'isola è profondamente legata e suddivide il suo tempo vivendo a cavallo tra la città di Sassari e la capitale. È custode e conservatrice di un antico archivio documentale e fotografico che comprende testimonianze relative a molteplici contesti storici e tradizionali sardi. In questo ambito collabora con istituzioni e associazioni dedite all’approfondimento di tematiche culturali, alla rievocazione storica e alla conservazione del patrimonio delle antiche corporazioni d’arti e mestieri della città di Sassari. I suoi studi si sono svolti presso la facoltà di farmacia dell’università La Sapienza di Roma dove ha effettuato una tesi sperimentale in metodi fisici in chimica organica con lunga esperienza di laboratorio e di preparazione farmaceutica. La lunga pratica in ambito musicale la ha condotta all'approfondimento della musica antica rinascimentale, barocca e dell’antica tradizione persiana, perfezionandosi presso il conservatorio “Alfredo Casella" dell'Aquila. Numerosi viaggi la hanno portata a conoscere e approfondire le culture di molteplici paesi, tra cui in particolare quella del sud est asiatico connessa con la tradizione del tè in tutte le sue declinazioni. La passione per le culture orientali la ha condotta poi ad ottenere attestati relativi alla degustazione e alla conoscenza del tè e a fondare nel centro storico della capitale la sala da tè Fiorditè, specializzata nella somministrazione e nella vendita del tè in foglia. Luogo vocato alla promozione della cultura e della conoscenza di questa bevanda, punto di riferimento per esperti e amatori, nei circa vent’anni di attività è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti da parte della stampa e di organizzazioni del settore. Si è dedicata inoltre alla promozione e alla conoscenza del mondo del cioccolato e del caffè "d'autore" ricevendo formazione specifica, ospitando e promuovendo molteplici iniziative di divulgazione e approfondimento.
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