Bruno Damini candidato al Premio Strega 2026 

Bruno Damini candidato al Premio Strega 2026 

Il primo a prender fuoco fu Totò (Edizioni Minerva, 192 pagine, 16,90 euro) è tra i libri proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026, su candidatura dello scrittore Roberto Barbolini, che ne ha sostenuto ufficialmente la qualità letteraria e il rigore della ricostruzione storica.

La trama

Il romanzo racconta la straordinaria vita di Giuseppe Masotola, detto monsù Peppino, cuoco napoletano nato nel 1889. La sua lunga e avventurosa carriera attraversa scenari cruciali tra Otto e Novecento: dalla Napoli di fine secolo all’Africa coloniale, dal Giappone alle navi della Regia Marina, fino a diventare cuoco personale di Guglielmo Marconi sullo Yacht Elettra.

Il viaggio si conclude con il ritorno a Napoli, nelle dimore aristocratiche frequentate da Totò, il “principe della risata”, figura simbolo della cultura partenopea.

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La vicenda personale di monsù Peppino si intreccia con i grandi snodi storici del Novecento, offrendo uno sguardo originale sulla Grande Storia attraverso la prospettiva di un uomo che ha fatto della cucina la propria vocazione e il proprio destino. Il romanzo unisce ricerca documentaria rigorosa e narrazione coinvolgente, trasformando le fonti storiche in racconto vivo e appassionato.

La candidatura al Premio Strega 2026

Grande soddisfazione da parte dell’editore per la candidatura al Premio Strega 2026. Nella presentazione ufficiale, Roberto Barbolini scrive:

«Damini ricostruisce l’esistenza straordinaria di quest’uomo ordinario, facendo rinascere monsù Peppino e il suo mondo dalle loro ceneri col sortilegio d’una scrittura tanto sobria quanto appassionata.»

Roberto Mugavero, editore di Minerva, dichiara:

«Siamo estremamente orgogliosi che Il primo a prender fuoco fu Totò di Bruno Damini sia tra i titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026. Il romanzo nasce da un lavoro di ricerca rigoroso e da un lungo confronto con le fonti, ma trova la sua forza nella capacità di trasformare la documentazione in racconto vivo. Crediamo che questo libro dimostri come la narrativa possa ancora essere uno strumento potente per rileggere la storia e restituire voce a chi ne è rimasto ai margini.»

L’autore

Bruno Damini
Bruno Damini

Bruno Damini è giornalista e scrittore, parmigiano di nascita, cresciuto tra Parma e Napoli e bolognese d’adozione. Fino al 2014 è stato direttore Comunicazione e Marketing di Nuova Scena–Arena del Sole–Teatro Stabile di Bologna.

Appassionato di cucina, predilige vivere i ristoranti “dalla parte delle cucine” e preferisce le cantine ai salotti. Nella cucina e nella pratica dello yoga trova un equilibrio personale. Racconta con ironia che, da quando ha fatto il baciamano a Jeanne Moreau, conserva ricordi sfocati di tutto il resto.

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Principali pubblicazioni

  • Tarabàcli, Cose di case che non vale la pena ricordare (CasadeiLibri, 2014)

  • Bologna ombelico di tutto (Minerva, 2016)

  • L’uovo di Marcello. Fame e fama dalla voce di grandi attori (Minerva, 2019), da cui sono state tratte 18 puntate per Rai Radio3

  • Buttami in pentola. La cucina degli avanzi per trasformare le zucche in carrozze (Pendragon, 2019)

  • I Fagioli Ribelli (Minerva, 2021), da cui è nato l’omonimo progetto nazionale di educazione terapeutica all’alimentazione per pazienti pediatrici con Malattia Renale Cronica, approvato dal bando “Scienza Partecipata” dell’Istituto Superiore di Sanità

  • Borìdola! Ai bambini che saremo. Favoletta morale, con postfazione di Moni Ovadia (Minerva, 2023)

  • Il mondo dei Fagioli Ribelli. Il diritto alla normalità dei bambini con MRC (Minerva, 2024)

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