Caminende e Assazende ad Osilo

Caminende e Assazende ad Osilo

Caminende e Assazende: Osilo celebra il gusto, la tradizione, il patrimonio culturale

Osilo, antichissimo borgo di pietra arroccato sul monte Tuffudesu caratterizzato dal suo profilo inconfondibile, ad agosto si è trasformato ancora una volta in un palcoscenico del gusto.
>La terza edizione di “Caminende e Assazende”, il percorso enogastronomico organizzato dall’Associazione Osilmente, ha riportato nel cuore del centro storico una festa diffusa che unisce cibo, cultura e identità.

Il nome, in logudorese, significa “Camminando e Assaggiando”: una definizione che racchiude perfettamente lo spirito dell’evento, pensato come una passeggiata tra vicoli, corti e piazze, scandita da tappe di degustazione e incontri con produttori, artigiani e custodi delle tradizioni locali.

Osilo: un borgo di pietra, storia e tradizioni

Osilo è uno dei borghi più suggestivi del Logudoro, nel nord-ovest della Sardegna, a circa dodici chilometri da Sassari.
>Sorge sulla più settentrionale delle tre cime del Monte Tuffudesu, a circa seicento metri di altitudine, in una posizione che ne ha determinato nei secoli il carattere.

Un paese alto, panoramico, protetto, capace di osservare il territorio circostante come un antico guardiano.
>Il profilo del borgo è dominato dal Castello Malaspina, che ne definisce la fisionomia e permette di riconoscerlo anche da grande distanza.
Poco più in alto, sulla cima più elevata del Tuffudesu, si trova l’antichissima chiesa di Nostra Signora di Bonaria, protettrice dei naviganti.

E’ l’edificio di culto più alto del Sassarese, un luogo carico di spiritualità da cui lo sguardo abbraccia un panorama a 360 gradi che spazia dal Golfo dell’Asinara fino alla Corsica.
>Il territorio di Osilo è costellato di chiese: l’Immacolata Concezione, Santa Croce, la Beata Vergine del Rosario, la Santissima Trinità (detta Babbu Eternu), Santa Lucia, oltre alle affascinanti chiese campestri che punteggiano la campagna circostante.

Il territorio di Osilo è costellato di chiese:

Il Castello Malaspina: una storia di battaglie e dominazioni

Il Castello Malaspina: una storia di battaglie e dominazioni

La storia del Castello Malaspina è complessa e stratificata. L’edificio fu eretto nel XII secolo, sfruttando resti ancora più antichi, probabilmente di epoca romana.
>Per secoli fu al centro di contese e battaglie: passò dalle mani dei Malaspina agli Aragonesi, ai Doria, agli Arborea, ai Pimentel, ai Tellez, fino al riscatto del 1839 con la soppressione del sistema feudale.
>Oggi restano le due torri e la cinta muraria, rovine imponenti che raccontano la potenza del passato e che vegliano sul paese sottostante, rimasto fedele al suo impianto medievale fatto di stradine ripide e tortuose.

Origini del nome e memoria del territorio

Il nome e la memoria del territorio

La più antica attestazione del toponimo Osilo (in lingua locale Osile) compare nel Condaghe di San Pietro di Silki come Ogosilo. La forma più antica richiama il termine Othila, di matrice sardiana o protosarda, dal significato non del tutto noto ma legato alle radici più profonde dell’isola.

La Valle dei Mulini: acqua, pietra e ingegno

La Valle dei Mulini:

Nella frazione di San Lorenzo si trova la suggestiva Valle dei Mulini, racchiusa tra rocce calcaree modellate dall’acqua che scorre formando salti e cascate.
>Questa conformazione naturale spinse gli abitanti a costruire mulini per sfruttare la forza idrica.
>Oggi alcuni di questi opifici sono visitabili: il Mulino Comunale, acquistato e restaurato dal Comune, e il Mulino Pisano, di proprietà privata ma aperto ai visitatori, uno dei più interessanti testimoni dell’attività molitoria del passato.

La Corsa all’Anello: orgoglio equestre di Osilo

La Corsa all’AnelloLa Corsa all’Anello è una delle tradizioni più antiche e identitarie del paese, radicata nei secoli e legata alla maestria osilese nell’allevamento e nella doma dei cavalli.
>Osilo è fiero della sua cultura equestre, che trova nella Corsa all’Anello la sua espressione più spettacolare.
>I cavalieri, lanciati al galoppo, devono infilare con uno spadino di legno uno dei tre anelli sospesi lungo il percorso, entro un tempo stabilito.
È molto più di una competizione: è un rito collettivo, un momento di orgoglio comunitario in cui abilità, coraggio e tradizione si fondono.
Uomini e donne partecipano rigorosamente in abito tradizionale, celebrati dalla comunità intera.

Una cornice perfetta per Caminende e Assazende

Questa ricchezza di storia, cultura e tradizioni rende Osilo la cornice ideale per Caminende e Assazende, la manifestazione che celebra il territorio attraverso il gusto, la memoria e la comunità.
>Il borgo, con le sue vie medievali, le sue chiese antiche e il suo castello, diventa ogni estate un luogo dove camminare significa scoprire, e assaggiare significa conoscere.

Video della manifestazione

Un percorso tra sapori e memoria

Un percorso tra sapori e memoria

La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, si è svolta il 2 agosto, trasformando Osilo in un itinerario del gusto.
>Lungo il percorso, i visitatori hanno potuto assaporare alcune delle eccellenze che definiscono la cultura gastronomica del paese:
-Pecorino di Osilo, lavorato a latte crudo e riconosciuto a livello nazionale
-Matza Frissa, specialità calda a base di panna vaccina o ovina e semola
-Pane tradizionale e dolci osilesi, preparati secondo le antiche ricette
-Miele, olio e vino locale, espressione della produzione artigianale del territorio
Un percorso che non è solo gastronomico, ma culturale: ogni tappa racconta un pezzo della storia agropastorale di Osilo, un paese che ha saputo conservare tecniche, saperi e ritualità legate al cibo

Osilo, un paese che ha saputo conservare tecniche, saperi e ritualità legate al cibo

Gli espositori: la mappa viva delle eccellenze osilesi

la mappa viva delle eccellenze osilesi

Caminende e Assazende è soprattutto incontro con i produttori, con le botteghe, con le famiglie che da generazioni custodiscono mestieri antichi.
Ecco l’elenco degli espositori della terza edizione:

le postazioni degli espositori per le vie del borgo

-Caseificio Barone Chessa
-PMG Vini e Liquori – Le bontà di zio Antonio
-Società Agricola Altea Antonio e Giovanni
-Caseificio Turra
-Pierolea – Olio extravergine biologico
-Società Agricola Fratelli Dore – Caseificio artigianale
-Miele Osilo – Sardinia Queens HSC
-Cooperativa Oz-El – Dolci tipici di Osilo

gli espositori

Un insieme di realtà che raccontano la biodiversità gastronomica del territorio: formaggi, miele, olio, vino, dolci, strumenti musicali tradizionali, produzioni agricole e trasformazioni artigianali.

Un insieme di realtà che raccontano la biodiversità gastronomica del territorio

L’abito tradizionale di Osilo: ricercatezza e unicità

Nel pomeriggio é stato possibile assistere all’interessantissima vestizione dell’abito tradizionale nelle sue varianti.
L’abito di Osilo è uno dei più ricercati e distintivi della Sardegna. Viene esibito nelle grandi manifestazioni dell’isola — dalla Cavalcata Sarda a Sant’Efisio, dal Redentore alle sagre locali — e si distingue per la raffinatezza dei tessuti e la complessità della confezione.
>L’elemento più singolare è la capitta, una cappa in velluto di seta ricamata a fiori che copre il capo e scende sulle spalle, sotto la quale viene indossato un velo di tulle bianco.
La gonna cerimoniale, la faldetta, richiama gli stessi motivi: velluto di seta scarlatto con una balza di raso bianco decorata con motivi floreali.

Fabrizio Sonnu, vero esperto e conoscitore della storia e della tradizione dell’abito osilese, presso il Museo Sanna con l’abito di famiglia

L’abito festivo della donna osilese è completato dal groppittu, corpetto di terziopelo rosso con maniche chiuse da bottoni in filigrana d’argento o d’oro.
Sotto c’è l’imbustu, busto in broccato bianco a fiori e  la camicia di tela, elemento di base del vestiario tradizionale.
L’abito feriale mantiene la stessa struttura, ma varia nei tessuti, nelle fogge e nei copricapi, adattandosi ai diversi momenti della vita quotidiana.

La Rassegna Folk “Colli del Tuffudesu”: il cuore identitario della serata

La Rassegna Folk “Colli del Tuffudesu”

Alle 21:30, la manifestazione si è intrecciata con la 4ª Rassegna Folk “Colli del Tuffudesu”, organizzata dal Gruppo Folk Tuffudesu.
>Un momento di grande partecipazione, dove musica, balli e costumi tradizionali hanno trasformato il borgo in una festa a cielo aperto.
>Sul palco si sono alternati:
-il Gruppo Folk Tuffudesu, custode delle danze e dei rituali locali
-il Mini Folk Tuffudesu, con i più piccoli protagonisti della tradizione
-l’Associazione Il Sorriso di Ittiri
-il Gruppo Folk Ortachis di Bolotana
-il Gruppo Folk Città di Ossi
-l’Associazione per le Tradizioni Popolari Tiscali di Dorgali
Una rassegna che ha celebrato la bellezza del patrimonio culturale sardo e l’importanza di tramandarlo alle nuove generazioni.

Un evento che unisce comunità, territorio e cultura del cibo

Un evento che unisce comunità, territorio e cultura del cibo

 

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Laura Manunta, è nata a Roma da famiglia con antiche origini che si dipanano tra diverse aree geografiche della Sardegna, le cui tracce documentali trovano riscontro sul territorio già dal XV secolo. All'isola è profondamente legata e suddivide il suo tempo vivendo a cavallo tra la città di Sassari e la capitale. È custode e conservatrice di un antico archivio documentale e fotografico che comprende testimonianze relative a molteplici contesti storici e tradizionali sardi. In questo ambito collabora con istituzioni e associazioni dedite all’approfondimento di tematiche culturali, alla rievocazione storica e alla conservazione del patrimonio delle antiche corporazioni d’arti e mestieri della città di Sassari. I suoi studi si sono svolti presso la facoltà di farmacia dell’università La Sapienza di Roma dove ha effettuato una tesi sperimentale in metodi fisici in chimica organica con lunga esperienza di laboratorio e di preparazione farmaceutica. La lunga pratica in ambito musicale la ha condotta all'approfondimento della musica antica rinascimentale, barocca e dell’antica tradizione persiana, perfezionandosi presso il conservatorio “Alfredo Casella" dell'Aquila. Numerosi viaggi la hanno portata a conoscere e approfondire le culture di molteplici paesi, tra cui in particolare quella del sud est asiatico connessa con la tradizione del tè in tutte le sue declinazioni. La passione per le culture orientali la ha condotta poi ad ottenere attestati relativi alla degustazione e alla conoscenza del tè e a fondare nel centro storico della capitale la sala da tè Fiorditè, specializzata nella somministrazione e nella vendita del tè in foglia. Luogo vocato alla promozione della cultura e della conoscenza di questa bevanda, punto di riferimento per esperti e amatori, nei circa vent’anni di attività è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti da parte della stampa e di organizzazioni del settore. Si è dedicata inoltre alla promozione e alla conoscenza del mondo del cioccolato e del caffè "d'autore" ricevendo formazione specifica, ospitando e promuovendo molteplici iniziative di divulgazione e approfondimento.
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