Campagna pere Emilia-Romagna 2026, APO Conerpo: “Il sostegno della Regione è fondamentale per il rilancio della pericoltura”
Pera dell’Emilia-Romagna IGP, dalla Regione 1,3 milioni di euro per sostenere i produttori agricoli e promuovere la qualità del prodotto in Italia e all’estero. Vernocchi e Aldrovandi: “Dopo anni difficili, la filiera continua a investire nel futuro della pericoltura emiliano-romagnola”
Entra nel vivo la campagna delle pere dell’Emilia-Romagna 2026, con la filiera che guarda alla nuova stagione con prudente fiducia e con l’obiettivo di consolidare il percorso di rilancio della pericoltura emiliano-romagnola.

APO Conerpo accoglie con favore il nuovo intervento della Regione Emilia-Romagna a sostegno della Pera dell’Emilia-Romagna IGP, che mette complessivamente a disposizione 1,3 milioni di euro attraverso due misure complementari: 600mila euro destinati alle aziende agricole aderenti al regime di qualità e un nuovo bando da 700mila euro per la promozione e valorizzazione della pera in Italia e all’estero.
“Accogliamo con grande favore l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna e vogliamo ringraziare il presidente Michele de Pascale, l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi e tutta la Giunta per l’attenzione che continuano a riservare a una produzione che rappresenta un patrimonio storico e strategico per il nostro territorio”, commenta Davide Vernocchi, presidente di APO Conerpo.
Pericoltura emiliano-romagnola, una filiera strategica da sostenere
“La pericoltura dell’Emilia-Romagna – prosegue Vernocchi – viene da anni estremamente complessi. Il cambiamento climatico, la cimice asiatica, il ritorno e la diffusione di fitopatie, insieme a gelate, grandinate, siccità e altri eventi estremi, hanno messo duramente alla prova le aziende agricole e ridotto in modo significativo il potenziale produttivo di un comparto che per decenni ha rappresentato uno dei punti di forza della frutticoltura regionale”.
Nonostante le difficoltà, la filiera non ha smesso di investire nel futuro. “C’è un elemento che considero fondamentale: né i produttori né la Regione hanno smesso di credere nelle pere. Le imprese hanno continuato a investire, innovare e cercare soluzioni; le istituzioni regionali hanno mantenuto aperto un confronto costante con la filiera e messo in campo strumenti concreti di sostegno”.
Per APO Conerpo, sostenere la produzione di pere in Emilia-Romagna significa tutelare un patrimonio che va oltre la singola coltura.
“La pera in Emilia-Romagna è storia, competenza, tradizione ed esperienza accumulata nel corso di generazioni. Ma è anche lavoro, reddito per le imprese agricole, occupazione lungo tutta la filiera e presidio del territorio”, sottolinea Vernocchi.

Come Organizzazione di produttori, APO Conerpo è impegnata quotidianamente nella tutela e valorizzazione della pericoltura, accompagnando i soci nell’innovazione tecnica e varietale, sostenendoli nell’installazione di sistemi di difesa attiva e lavorando per fare riconoscere dal mercato il valore delle pere dell’Emilia-Romagna.
“Per questo riteniamo particolarmente importante che l’intervento regionale agisca contemporaneamente sulla produzione e sulla promozione: abbiamo bisogno di consolidare la base produttiva, ma anche di raccontare meglio ai consumatori il valore, l’origine e la qualità delle nostre pere”.
Campagna pere 2026, prudente fiducia dalla filiera
Il nuovo intervento regionale arriva nel pieno della campagna 2026 delle pere dell’Emilia-Romagna, una stagione attesa con particolare attenzione dagli operatori del settore.
“Ci affacciamo a questa campagna con la speranza che possa rappresentare un ulteriore passo nel percorso di rilancio della pericoltura regionale”, sottolinea Adriano Aldrovandi, vicepresidente di APO Conerpo, presidente del Consorzio Opera e presidente di Unapera.
“Il quadro non è uniforme: in alcuni areali le prospettive produttive sono più incoraggianti rispetto alle annate più recenti e ci sono condizioni che fanno ben sperare sia sotto il profilo dei volumi sia per quanto riguarda la qualità. In altre zone, invece, l’andamento climatico è stato più severo e ritroviamo alcune delle difficoltà con cui abbiamo dovuto fare i conti negli ultimi anni”.
Secondo Aldrovandi, la situazione conferma la necessità di continuare ad accompagnare il rilancio della filiera della pera in Emilia-Romagna.
“Abbiamo alle spalle stagioni nelle quali la pericoltura emiliano-romagnola ha dovuto affrontare problemi che nessuna azienda avrebbe potuto governare da sola. Per difendere e sostenere il potenziale produttivo dei nostri soci occorrono tempo, investimenti, ricerca, organizzazione e soprattutto una visione di filiera”.
Pera dell’Emilia-Romagna, investire oggi per costruire il futuro
“Il sostegno della Regione assume quindi ancora maggiore importanza proprio adesso, mentre è nel pieno svolgimento una nuova campagna e continuiamo a lavorare per dare prospettiva a questa coltura”.
La sfida, secondo APO Conerpo, è costruire condizioni adeguate affinché la pericoltura emiliano-romagnola possa affrontare le trasformazioni del settore agricolo, dal cambiamento climatico alle nuove esigenze del mercato, mantenendo competitività e qualità.
“La sfida – conclude Aldrovandi – non è semplicemente conservare ciò che abbiamo avuto in passato, ma mettere la grande esperienza della pericoltura emiliano-romagnola nelle condizioni di affrontare un contesto profondamente cambiato”.
“Abbiamo competenze, strutture, organizzazioni e produttori che continuano a credere in questa coltura. Gli strumenti messi in campo dalla Regione aiutano a trasformare questa volontà in una prospettiva concreta e rafforzano un messaggio importante: la pera dell’Emilia-Romagna resiste, deve avere un futuro e merita di essere sostenuta, prodotta e valorizzata”.



