Cantina Torre Zambra: una nuova vecchia realtà

Cantina Torre Zambra: una nuova vecchia realtà

Cantina Torre Zambra: una nuova vecchia realtà

Prima Laurentino De Cerchio e poi il figlio Riccardo hanno consolidato e ampliato la loro realtà vitivinicola, facendo dell’etichetta Torre Zambra una delle realtà più vecchie ed importanti di quella che è divenuta una delle Doc più piccola d’Italia, Villamagna Doc.

Stiamo parlando sempre di Montepulciano, ma di un areale molto particolare, di soli 85 ettari.

Particolare non solo per collocazione, tra il mare e la Maiella, ma anche per il terroir. Era il 2011 quando la Doc Villamagna nacque.

Era il 2018 quando Federico De Cerchio, quarta generazione di vignaioli, acquisiva la proprietà dell’azienda di famiglia, segnandone un salto imprenditoriale importante non solo per qualità, ma anche per quantità e capacità di vendita.

Alla cantina Torre Zambra si affiancano l’abruzzese Idi di Marzo, la siciliana Peri Peri, la pugliese Pajaru.

Alle 180.000 bottiglie prodotte che caratterizzano l’etichetta Torre Zambra, se ne aggiungono oltre un milione con le altre etichette acquisite.

Ma se il padre Riccardo, a cui si deve la qualità del marchio, era prevalentemente orientato sul territorio, Federico ha aperto i suoi prodotti al mondo, che per il 90% trovano destinazione estera.

Federico De Cerchio, classe 1987, laurea triennale in Economia all’Università di Padova nel 2009, completa la sua formazione con studi in Business & Administration in Svezia e in Germania.

Nel 2012, fonda Wineowine.it, uno dei principali portali di vendite di vino online in Italia, con cui tra il 2013 e il 2017 raccoglie 1.5M€ di capitali di rischio tra fondi di venture capital e angel investors.

Nel 2018, vende la sua quota e reinveste il capitale nell’azienda di famiglia, diventandone il proprietario.

Tra i suoi investimenti c’è il restauro della Torre che fa da scenografia al Resort, sei stanze ampie che affacciano su una piscina, sopra il Ristorante Contemporaneo che ha fatto della carne il suo fulcro.

Anche la scelta della carne è stata una scelta di sostenibilità, in questo caso sociale, perché il suo ristorante preferito, l’unico nell’immediata zona sottostante Villamagna, ha come caratteristica la cucina di pesce.

Non voleva esserne un concorrente.

Dal carpaccio alle tartare, ovviamente senza dimenticare i vari tagli e tipologie di carni, il ristorante Contemporaneo assicura l’esser soddisfatti per chi ama la carne e le bistecche, in particolare.

Ha anche altre pietanze, alcune delle quali si richiamano alla tradizione abruzzese, ma lo si capisce entrando scorgendo le carni disposte nel frigorifero in attesa di essere tagliate, che è meglio non distrarsi.

Sotto la piscina il wine bar, dove puoi prendere un bicchiere o dividerti una bottiglia con gli amici, approfittando di taglieri, bruschette, cac’ e ova, ma anche di tacos.

Tutto questo mi era apparso inizialmente come una cattedrale nel deserto, pensando ai duemila abitanti di Villamagna.

Ma era solo una questione di orario.

Ho dovuto ricredermi appena qualche ora dopo, assistendo all’allestimento, nella zona della piscina, di una festa per i quarant’anni con tanto di dj-set.

cantina wine bar
cantina wine bar
festa 40 bis
festa 40 bis
festa 40 anni
festa 40 anni

Non ho potuto poi non fare caso che il ristorante si era riempito, come i tavoli esterni del wine bar dove siamo finiti a bere un bicchiere della staffa.

Un fattore che credo importante per giustificare tale successo, non è solo la qualità ma anche la disponibilità dell’offerta: se hai interesse a fare un bagno in piscina paghi l’ingresso solo per quella, non c’è niente che ti spinge ad unire uno svago all’altro.

Il sogno di Federico va avanti, non si è ancora fermato.

Manca la suite nella Torre, va completata, ma soprattutto la nuova cantina, più moderna e soprattutto più adatta ai volumi attuali.

La vecchia sarà però rimessa a nuovo per fare spazio solo all’etichetta Torre Zambra. La nuova cantina ospiterà una Spa e un centro eventi/convegni.

il braciere per la carne
il braciere per la carne
la cantina storica
la cantina storica
la bistecca
la bistecca

Insomma il vino sta con la ricettività oltre che con la buona cucina.

E tutto questo ha un beneficio sulla popolazione, perché i posti di lavoro sono destinati a coloro che abitano quel territorio e solo se non si trova l’esperto si va un po’ più lontano, ma non troppo.

Ovviamente il fulcro del nostro racconto sono i vini di Torre Zambra.

Si inizia con il Trebbiano di Abruzzo Doc Piana Marina 2024.

La peculiarità di questo vino è il terreno dove viene coltivato il vitigno, un vigneto posto a 300 metri di altezza, la collina più alta di Villamagna, nella zona di Pian di Mare dalla quale prende il nome, una zona sabbiosa e con molti fossili marini che testimoniano l’origine di quel terreno, e che ritroviamo nella sapidità e mineralità di questo vino, dai sentori agrumati e di gelsomino all’olfatto, con delle note di idrocarburi.

La produzione non va oltre le 3800 bottiglie l’anno e dopo una fermentazione in barriques per il 40% del mosto, proseguono l’affinamento in cemento per un anno.

E veniamo ai Montepulciano.

Il primo è il Colle Maggio, Montepulciano d’Abruzzo Doc 2024: in purezza come tutti quelli che abbiamo degustato, siamo di fronte ad una delle più sinceri e migliori espressioni di questo vitigno e di questa regione.

All’olfatto incontriamo i sentori tipici, nettamente distinti, della frutta di bosco, con note di terziarizzazione come il cuoio.

Al gusto il tannino, che Federico De Cerchio considera un nemico, è morbido, nonostante i 45 giorni di macerazione sulle bucce, la beva riempie al palato ed è persistente, con una nota ammandorlata sul finale.

Il secondo Valle Maris Montepulciano d’Abruzzo Doc 2024: anche qui la macerazione è lunga, 30 giorni e il tonneau fa la sua parte senza intaccare il gusto. Leggermente meno corposo, ha un tannino levigato con note di frutta rossa e bacche.

Questi due vini rappresentano una parte importante della produzione dell’etichetta Torre Zambra con 25000 bottiglie annue il primo e 35000 il secondo.

montepulciano collemaggio 2024
montepulciano collemaggio 2024

Ora tocca ai Villamagna Doc Riserva.

La degustazione ci ha portato a gustarne tre annate, la 2021, la 2019 e la 2016.

Stiamo sempre parlando di Montepulciano ma gli 85 ettari di quella che alcuni definiscono la Doc più piccola al mondo, ne esalta la qualità.

I tre vini, la cui produzione si aggira intorno alle 4000 bottiglie annue, si presentano decisamente più strutturati, con un grado alcolico che nonostante l’importanza, 15%, non prevarica, al contrario.

Rosso rubino con effetti granati, ai sentori di frutta di bosco accompagna note speziate e balsamiche.

Al gusto è morbido ed avvolgente con una notevole persistenza e la decisa voglia di volerlo bere ancora.

Delle tre annate, 2021, 2019, 2016, la prima mi è apparsa come la più equilibrata, mentre la 2016 pagava il prezzo, forse, di un’apertura un po’ troppo a ridosso.

Il Villamagna Doc di Torre Zambra è un vino destinato ad invecchiare, anche a lungo.

Questo non ha impedito all’annata 2022, l’ultima imbottigliata, di ricevere il riconoscimento de i 3 bicchieri del Gambero Rosso.

In questo contesto si comprende perché Torre Zambra, nella stessa occasione, sia stata la cantina premiata come la Cantina Emergente dell’Anno per la Guida Vini d’Italia 2026.

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Giornalista professionista dal 1994, ha lavorato per diverse testate nazionali, stampa, radio e video, oltre che per alcune istituzioni politiche. Laureato in lettere, indirizzo storia contemporanea, da oltre venti anni lavora alla comunicazione di istituti scientifici, legati allo spazio e all’astrofisica spaziale. È stato Fondatore e Direttore Editoriale del magazine cartaceo Globalscience e del giornale online Artemis Scienza. È tra gli autori e curatori del libro Italia Dello Spazio 1948-2008. È autore, con Marco Spagnoli che ne è anche il regista, del documentario Spazio Italiano, dalle Origini al San Marco prodotto da Istituto Luce. Dal 2023 è sommelier professionista ed ha ripreso ad occuparsi giornalisticamente del settore agroalimentare.
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