Casatiello e Scudetto: il segreto portafortuna della pizzeria San Ciro

Annatina Franzese

Casatiello e Scudetto: il segreto portafortuna di Ciro di Maio a Brescia

Ciro di Maio, chef e pizzaiolo originario di Frattamaggiore (NA), titolare della pizzeria “San Ciro” a Brescia, ha finalmente rivelato un curioso retroscena legato all’ultimo scudetto del Napoli: un boom inaspettato di ordini di casatielli tradizionali, considerati dai tifosi napoletani “in esilio” come veri e propri amuleti portafortuna.

Il Casatiello: da delizia pasquale a talismano dello scudetto

Il casatiello, rustico tipico della Pasqua napoletana, è diventato per la comunità partenopea al Nord il nuovo simbolo di buon auspicio per la vittoria del campionato. Ciro racconta di essere stato sommerso da telefonate, anche notturne, con richieste pressanti del suo casatiello, segno non di fame, ma di una vera e propria “fede” scaramantica. “Un cliente ha guidato per due ore pur di ritirarlo caldo,” racconta Ciro, evidenziando l’intensità di questa “fede” culinaria.

La ricetta seguita da Ciro è quella della tradizione più autentica: farina, lievito madre, strutto, uova, salame, formaggio e pepe, lavorato a mano e cotto nel forno a legna. Questa preparazione meticolosa, secondo Ciro, è ciò che permette la “magia” di un casatiello dalla crosta croccante e dall’interno umido, capace di evocare il profumo di casa.

Durante i giorni della Pasqua e la fase finale del campionato, la pizzeria “San Ciro” si è trasformata in un vero e proprio epicentro borbonico a Brescia, con 120 casatielli ordinati in soli tre giorni. Un fenomeno che ha superato ogni aspettativa di Ciro, che inizialmente lo aveva messo in menù più per nostalgia che per fini commerciali.

La storia di Ciro di Maio: passione, riscatto e successo

Nato a Frattamaggiore nel 1990, Ciro di Maio ha iniziato a lavorare giovanissimo nel mondo della ristorazione. Nel 2015, da pizzaiolo in una catena lombarda, è diventato titolare di “San Ciro”, trasformandolo in un punto di riferimento per l’autentica cucina napoletana a Brescia. Il suo locale è rinomato non solo per la pizza verace e il battilocchio, ma anche per un menù variegato che esplora la gastronomia partenopea con estro e rigore. Le sue pizze, racconta con orgoglio, sono “tirate per le orecchie” per avere personalità e vengono realizzate con ingredienti veri, non industriali.

Oltre al successo imprenditoriale, Ciro è un uomo profondamente impegnato nel sociale. Collabora con progetti che mirano al riscatto, formando pizzaioli nelle carceri e portando corsi online nel Rione Sanità. Per lui, la pizza è un mezzo per trasmettere valori di riscatto e seconde opportunità, ispirato dalla sua stessa strada difficile.

Con un sorriso, Ciro ammette che, seppur non ufficialmente, una parte dello scudetto è merito anche del suo casatiello, che, non a caso, ne conteneva quattro di uova. Un tocco di scaramanzia che, a quanto pare, ha portato fortuna a tanti tifosi. Chissà che in futuro, il casatiello firmato San Ciro non diventi un simbolo da sollevare accanto alla Coppa.

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Vesuviana DOC come il pomodoro del piennolo, le albicocche, lo stoccafisso, il baccalĂ  e mille altre cose che qui, alle pendici del Vulcano, crescono e si cucinano. Laureata in giurisprudenza e avvocato, ho da sempre la passione per la scrittura ed il giornalismo che coltivo ormai da anni. Mi divido tra il sociale e culturale e il cibo. Dopo esperienze di rilievo sono approdata in "DI Testa e di Gola" dove ricopro il delicato ruolo di Vicedirettore e scrivo di cibo a tutto tondo.
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