Chefs in Rome
Come si fa a raccontare Roma, che è una, nessuna e centomila?
Bisogna trovare una chiave d’ingresso trasversale, che riesca a mettere insieme le sue molte anime.
Secondo Chefs in Rome, il docufilm che – dopo la presentazione avvenuta il 29 gennaio 2024 presso la Casa del Cinema di Roma – verrà messo in onda su Canale 10 a distanza di due anni esatti, quest’anima sarebbe la cucina, che è una specie di crocevia storico e culturale.
A evidenziarlo sono i quattro chef intervistati, romani di nascita o d’adozione: Francesco Apreda, Iside De Cesare, Davide Del Duca e Daniele Usai.
Le domande, uguali per tutti, li hanno portati ad affrontare numerosi temi cruciali.
L’unicità delle singole stagioni.
Le materie prime e i sapori più rappresentativi.
I molti (troppi?) monumenti sparsi ovunque.
L’ internazionalità socio-culturale di Roma.
L’importanza dell’acqua, fra il Tevere e il mare.
La continuità dell’innovazione, che diventa poi tradizione.
I personaggi pubblici di riferimento.
L’immaginario collettivo gastronomico generato dal cinema.
Il bisogno di preservare il passato attraverso una cucina più concreta.
Il risultato finale è l’unità nella pluralità, che ha quindi richiesto degli approfondimenti, rispetto al documentario.
Sono le Experience, cioè dei pranzi e delle cene organizzate presso altri chef importanti.
Luisa De Miccoli, Sara Scarsella, Matteo Compagnucci, Claudio Prossomariti, Valerio Esposito, Roberto Campitelli, Vincenzo Mancino, Daniele Di Grazia, Gianluca Guidi e Giuseppe Di Iorio.
Nel 2024 i piatti proposti dai singoli sono stati tratti da un libro, Chefs in Rome – 7 sfumature di gusto, che è stato scritto dallo stesso ideatore del documentario, Cristiano Bucciero.
Nel 2025, invece, i piatti hanno tratto ispirazione dai principali monumenti di Roma, uno per chef.
Il bravissimo e stellatissimo Giuseppe Di Iorio, ad esempio, non poteva non ispirarsi al Colosseo che – dalla meravigliosa terrazza del suo ristorante, Aroma – sembra si possa toccare con le mani: si tratta di un dessert (chiamato appunto Colosseo) fatto di crema di ricotta alla vaniglia con gelatina di visciole, meringhe, pasta frolla e sorbetto alle visciole.
Il piatto, ideato dai pasticceri di Aroma, Irene Tolomei e Roberto De Santis, ha sullo sfondo un’immagine del Colosseo fatta con una polvere di frutti rossi.



