Colle Raro: l’olio extravergine Gentile di Chieti dal cocuzzolo di Fara d’Archi.
La famiglia Sirolli celebra l’oro verde Colle Raro, extra vergine di Gentile di Chieti, emblema del paesaggio collinare di Fara d’Archi (Chieti), con un evento esclusivo intorno allo storico frantoio di fine ‘800, rimodernato e riportato in vita insieme al borgo rurale.

La nuova immagine, moderna ed elegante in “simmetrica” continuità con la tradizione, è opera del premiato logo designer Luca di Francescantonio, pensata per lanciare l’identità farese partendo dall’eccellenza autoctona dell’olivo Gentile di Chieti.
La serata, sold out per 230 ospiti (molti imprenditori locali), ha offerto degustazioni guidate dell’olio fresco “appena filtrato” dal sommelier Fabio Marchetti, cena gourmet firmata da Antony Zinni (Tenuta Micoli, Frisa), con spadellata live di cavatelli alla pecorara mantecati all’olio nuovo dallo chef wild Davide Nanni – “modello di ispirazione per nuovi clienti del frantoio”, secondo la regia di Alberta Tarquini (marketing social da 3991 di Italia Borzillo con Clarissa Cerrone).
Atmosfera vivacizzata da musica live e dirette social.
“La nostra contrada è vocata all’olivo: fino a poco fa contava 3 frantoi, ogni famiglia aveva le sue piante”, spiegano i Sirolli, titolari dell’oleificio.
Giuseppe Sirolli: “Oltre 3.000 piante, soprattutto Gentile di Chieti, varietà trascurata che vogliamo rivitalizzare riunendo terreni produttivi e piantando nuove varietà simili”.

“La Gentile di Chieti è l’orgoglio del nostro cocuzzolo, senza trattamenti chimici. Equilibrio tra dolcezza e fruttato intenso, ideale per il consumo raw: perfetta sulla bruschetta dopo 10-15 giorni per coglierne profumi, leggerezza e fragranza”.
Antony Zinni (Tenuta Micoli): “L’intensità di Colle Raro è unica, con profumi che esaltano vegetali, carni e persino dolci come la mousse all’olio d’oliva del menu”.
I Sirolli: “Questa serata promuove il territorio e il borgo recuperato per accoglienza, ristorazione e ricettività (in completamento). Un progetto familiare per valorizzare questo ‘colle raro’. Ricordiamo i frantoiani che salivano per ‘migliorare’ il loro olio con il nostro, irritando i familiari”.
Oggi il frantoio usa impianti moderni: estrazione a freddo in 2 fasi, circuito chiuso. Dopo lavaggio, frantumazione e separazione olio. Innovazione che esalta le qualità del prodotto. Annata promettente, buon rapporto qualità-prezzo.
Foto: Studio Testa Production.
** articolo a cura della Redazione di Virtù Quotidiane che qui ringraziamo



