Olio extravergine d’oliva: come scegliere il migliore – parte II

Acquistare un olio extravergine d’oliva (conosciuto anche come olio evo) di qualità non è sempre facile viste le insidie che possono incontrarsi al momento della scelta. Un prodotto di dubbia provenienza e mal conservato è una spesa inutile che fa male al portafoglio e al nostro corpo.

Ecco dunque una serie di consigli che puoi seguire quando acquisti l’olio evo.

Cosa deve essere scritto sull’etichetta?

Verifica sempre la presenza di tre requisiti importanti:

  • 𝗗𝗲𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗢𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗢𝗹𝗶𝗼 (DOP, IGP, Italiano, Comunitario ecc.)
  • 𝗦𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗮 𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼 (ovvero durante la spremitura l’olio non ha mai superato i 27° preservando così le sue proprietà)
  • Anno 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

In ogni caso, cerca sempre di prediligere un prodotto di qualità, biologico, possibilmente a chilometro zero, in ogni caso italiano.

La normativa prevede che l’etichetta di un olio extravergine d’oliva debba riportare la seguente dicitura: “ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante processi meccanici”. Questa dicitura assicura che nel prodotto non è previsto alcun trattamento diverso da quello meccanico (frangitura e separazione).

Quanto tempo si può conservare l’olio extravergine d’oliva

L’olio perde naturalmente i suoi nutrienti con il passare dei mesi, per cui è più efficace per la nostra salute un olio extravergine di recente produzione, cioè dell’annata in corso.

Da qualche anno troviamo in commercio anche il cosiddetto ‘olio novello’ che è un extravergine non filtrato dal sapore molto vivace e molto gradito ai consumatori. Val la pena rimarcare che tale prodotto va consumato nel giro di pochissime settimane per godere a pieno dei benefici della recentissima frangitura. Infatti quella velatura che lo rende opaco e corposo al gusto, e che spesso lo fa denominare ‘grezzo’, altro non è che la sospensione di piccolissime particelle residue di acqua di vegetazione e polpa dell’oliva che col passare del tempo si depositano sul fondo e danno luogo a fermentazioni anaerobiche che inevitabilmente rovineranno il prodotto conferendogli il caratteristico difetto di morchia ben riconoscibile all’olfatto e al gusto.

In ogni caso, un extravergine di qualità correttamente conservato può rimanere buono anche fino a 18 mesi durante i quali perderà qualche nota di freschezza acquisendo un profumo ed un gusto più morbidi e rotondi ma sempre piacevoli e avvolgenti.

3 regole per conservare bene l’olio evo

L’olio extravergine di oliva è molto delicato ed è importante conservarlo correttamente per evitare che irrancidisca.

Esistono 3 semplici regole per la corretta conservazione dell’olio evo:

1) tenere la bottiglia di olio extravergine 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲, 𝗰𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗼𝘀𝘀𝗶𝗴𝗲𝗻𝗼, in un luogo asciutto e fresco ad una temperatura compresa fra i 14 ed i 16°;

2) conservarlo in 𝗯𝗼𝘁𝘁𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗿𝗼, evitando di utilizzare contenitori di plastica;

3) assicurarsi di 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝗼𝘁𝘁𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗼 dopo ogni utilizzo.

Tutto sulla cottura dell’olio extravergine d’oliva

Prendiamo come esempio una fettina di vitello. Io consiglio sempre ai miei pazienti di cuocerla prima alla brace o in una padella antiaderente e di aggiungere solo dopo un filo d’olio a crudo.

Stessa cosa per quanto riguarda la verdura alla quale va aggiunto un giro d’olio e magari anche una spruzzata di limone solo dopo averla cotta con poca acqua e per poco tempo, come spiego in maniera più approfondita qui.

Questi consigli servono a non appesantire la digestione e il lavoro del fegato, gustando a pieno i benefici dell’alimento portato in tavola.

E per la frittura?

L’olio evo è ottimo per la frittura. Io la consiglio spesso ai miei pazienti come modalità di cottura da proporre una volta a settimana senza esagerare con le porzioni. Se fatta bene, seguendo delle semplici regole che trovi qui, la frittura non fa male, anzi (a meno che non siano presenti patologie epatiche). La frittura stimola il fegato e lo aiuta a lavorare più velocemente, accelerando così il metabolismo. Insomma, una vera goduria per il palato e per la salute purché sia fatta con olio evo, naturalmente!

Per maggiori informazioni visita il mio blog (QUI) e la mia pagina facebook (QUI).

nemi

Dietista, Nutrizionista, Specialista  in Scienze della Nutrizione Umana, Perfezionato in Fitoterapia. Docente al corso di Laurea in Dietistica e al Master di I e II Livello in Nutrizione dell’Università Cattolica di Roma (Policlinico Agostino Gemelli). Docente e Cultore della Materia in Endocrinologia e Nutrizione Umana presso Scienze Motorie, Università Cattolica Milano. Riceve presso lo studio medico di Roma, via di San Pancrazio 7A. Telefono: 06 96 70 18 88 – loretonemi@gmail.com – Sito webFacebook

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