Contra los gourmets – Manuel Vázquez Montalbán

Contra los gourmets – Manuel Vázquez Montalbán

“Prima lo stomaco, poi la morale.”

Bertolt Brecht (cit. in Montalbán, p. 68)

Nel 1985 lo scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán pubblica Contra los gourmets.
Il titolo sembra una provocazione: un libro contro gli amanti della buona tavola.

Ma basta aprirlo per capire che la provocazione è solo apparente.

- Advertisement -

Perché Montalbán, in realtà, è un gourmet.

Uno scrittore con una conoscenza sorprendentemente ampia della cultura gastronomica: vino, formaggi, pane, utensili di cucina. Il galateo come liturgia sociale capace di trasformare un atto di sopravvivenza in un atto di comunicazione. Il libro attraversa la storia della cucina spagnola e catalana con capitoli che spaziano dall’origine dei piatti tradizionali fino a una vera e propria “etimologia” della gastronomia iberica. Non manca neppure un’analisi che parte dal Neolitico e arriva alla modernità, passando per la nascita della ristorazione e per i padri della nouvelle cuisine.

Contra los gourmets non è quindi una polemica contro la cucina o contro chi la ama. È piuttosto lo sguardo ironico e lucidissimo di uno scrittore che osserva la trasformazione della gastronomia in fenomeno culturale, proprio tra gli anni ‘80 e ‘90.

Montalbán capisce molto presto che il cibo sta cambiando statuto. Non è più solo nutrimento o tradizione domestica: sta diventando linguaggio sociale, simbolo di distinzione, spettacolo. In questo senso il suo libro appare oggi quasi profetico. Molti anni prima che la cosiddetta rivoluzione della cucina spagnola conquistasse il mondo, da Ferran Adrià a El Bulli , Montalbán aveva già identificato i tratti di questa trasformazione: i nuovi protagonisti, i punti di rottura, la nascita di una nuova cultura gastronomica.

La forza del libro sta proprio in questo paradosso: il titolo promette una polemica, ma ciò che troviamo è l’analisi colta e divertita di uno dei grandi osservatori della società spagnola del secondo Novecento.

- Advertisement -

Forse Montalbán non poteva immaginare un 2020 in cui tutti sono gourmet (o almeno chiamati ad esserlo) perché “fa figo”. Non poteva sapere che la democratizzazione dell’alta cucina avrebbe generato un nuovo paradosso: la dittatura della creatività e del commento.

Oggi l’edizione originale di Contra los gourmets è diventata quasi un oggetto da collezione. Le copie circolano soprattutto nel mercato dell’usato e non è facile trovarne una. Per molti anni il libro è rimasto fuori catalogo, fino alla ripubblicazione del 2023 in lingua originale (spagnolo).

Una nuova edizione, magari accompagnata da una traduzione italiana, permetterebbe a molti lettori di accedere a un testo che ha saputo leggere la gastronomia con un anticipo sorprendente. Prima che la cucina diventasse spettacolo globale, Manuel Vázquez Montalbán aveva già capito che il cibo non racconta solo ciò che mangiamo, ma anche chi siamo diventati.

- Advertisement -

Forse mangiare per sopravvivenza è meno nobile. Ma ha almeno il vantaggio di essere reale.

Questo articolo è stato visualizzato: 38798 volte.
Condividi Questo Articolo
Mi sono persa nel labirinto gastronomico circa vent’anni fa. Mi chiamo WildKitchen perché un giorno sono scappata. Ho cucinato per miliardari e per emarginati (credo in egual misura). Esploro la cucina olistica e la sostenibilità, cercando di far incontrare gli attori delle catene alimentari prima che diventino fantasmi. Scrivo di cibo perché cucinarlo e mangiarlo non mi basta. linkedin https://www.linkedin.com/in/valeria-wildkitchen
Nessun commento

Lascia un commento