Conversando di enogastronomia con Rosa Anna Argento, presidente di Faro Convention Citizens of Europe
Arrivo nello studio di Rosa Anna Argento un pomeriggio d’inizio maggio. Fuori fa caldo, la temperatura segna 26 gradi e sono parecchio accaldata. Rosa Anna, non Rosanna, mi porta dell’acqua su un vassoio d’acciaio e, con sorpresa, accanto alla bottiglia ed al bicchiere di vetro noto l’etichetta gialla di una boccetta di Anice Tutone. E’ una piccola chicca che, con un semplice gesto, mi presenta Rosa Anna, donna, mamma, architetto restauratrice, poliedrica artista ed orgogliosa presidente dell’associazione culturale Faro Convention Citizens of Europe.
Mi racconta subito di averlo di recente riscoperto e mi invita a versarne qualche goccia nel bicchiere d’acqua per dissetarmi meglio, mentre tornano alla memoria certi ricordi d’infanzia personali e della Sicilia tutta, quando gli Arabi vi introdussero lo zammù (da sambuco), insieme con le panelle, lo zibibbo, la giuggiulena o la cassata.
Acqua e zammù
Acqua e zammù è la “bevanda” lattiginosa tipicamente palermitana ottenuta mescolando acqua fresca con generose gocce di distillato concentrato all’anice che, nel capoluogo siciliano, è sempre stato associato allo storico marchio Tutone, che lo produce dal 1813. Nell’Ottocento e Novecento, soprattutto, era la soft drink da passeggio più servita dai numerosi chioschi del centro storico perché assai economica e davvero molto dissetante. Era parte di un rituale culinario collettivo che molti palermitani non più giovanissimi ricordano e che dovrebbe essere trasmesso anche alle nuove generazioni, perché è parte integrante di quel patrimonio culturale che, ogni giorno, Rosa Anna Argento e l’associazione Faro Convention Citizens of Europe si occupano di valorizzare in quanto, come lei stessa ha enfatizzato, “Il patrimonio è un diritto di tutti.” Il nome dell’associazione richiama, infatti, la convenzione che il Consiglio d’Europa ha sottoscritto nella città portoghese di Faro nel 2005.
La Convenzione di Faro
E’ un trattato che mette al centro il concetto di patrimonio culturale come bene comune, condiviso e da condividere; ma anche il concetto di partecipazione attiva in iniziative comunitarie, di valorizzazione delle comunità locali e di cultura intesa come strumento sociale e civile. Il nome della sua associazione, quindi, è un vero e proprio pubblico “riconoscimento” al grande significato comunitario della Convenzione di Faro, alle sue importanti azioni sulle comunità territoriali ed al grande senso di appartenenza che vuole, in un certo senso, incentivare perché, come Rosa Anna Argento afferma “L’appartenenza avvicina al patrimonio”.
E questo patrimonio non è solo architettonico come le chiese o i musei ma riguarda anche le processioni religiose, la storia o le tradizioni agricole, gastronomiche ed etnoantropologiche: “Tutti bottom up, dal tabaccaio al fruttivendolo fino ai grandi professionisti, possono pensare di sentirselo proprio” e le azioni di Faro vogliono rafforzare questo senso di appartenenza in tutti i cittadini d’Europa.
Rosa Anna Argento, dal 2021, anno della nascita della sua associazione, lavora, soprattutto in Sicilia, proprio sui temi di promozione del patrimonio attraverso eventi ed incontri culturali, mostre d’arte, attività educative negli istituti scolastici, progetti territoriali e laboratori legati alla memoria e alle identità culturali.
La Faro Convention Citizens of Europe e l’enogastronomia
A proposito di enogastronomia, Faro Convention Citizens of Europe è facilitatore nazionale nella rete dell’enogastronomia. Ha, infatti, creato una rete con numerose comunità patrimoniali in Italia ed, in particolare in Sicilia e a Palermo, all’Istituto Alberghiero Pietro Piazza, e a Pachino, all’Istituto Alberghiero Piero Calleri, entrambe sedi della Comunità Patrimoniale Faro Cucina Siculo-Mediterranea.
La rete
La rete Faro Enogastronomia promuove le varietà agronomiche, i prodotti e le ricette della tradizione. In tal modo riunisce le comunità patrimoniali che si dedicano alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso la tutela, soprattutto, delle varietà enoagronomiche antiche ed autoctone ed alla difesa dei prodotti e delle ricette della tradizione locale, identificati in base ai principi di autenticità, tracciabilità e qualità.

Ogni anno scolastico, in particolare, l’associazione Faro Convention Citizen Of Europe propone di organizzare un piccolo contest. Questo contest fa lavorare insieme il settore cucina ed il settore accoglienza degli istituti alberghieri che decidono di aderire. Propone agli studenti di lavorare su un tema molto radicato al territorio d’appartenenza come, ad esempio, il Barocco, o come è avvenuto per l’anno scolastico 2025/26, la cucina nella letteratura siciliana.
L’abbinamento enogastronomico nel contesto storico-culturale
A tal punto i ragazzi del settore cucina scelgono un piatto e lo preparano – pensiamo alle varie prelibatezze citate nei racconti e romanzi di Andrea Camilleri o al Trionfo di Gola de “Il Gattopardo”! I colleghi del settore accoglienza, invece, lo abbinano ad un monumento di interesse storico-culturale. Ne raccontano storia e curiosità ma associano anche le aree dell’Isola dove certi ingredienti sono varietà agronomiche locali da far conoscere e valorizzare.

Coadiuvati dai loro insegnanti si filmano e caricano i loro video e fotografie su Faro Italia Platform che mette in relazione tutte le reti di Faro italiane. Poi incoraggia un processo di apprendimento reciproco, decentrato e permanente, che consente di valorizzare le varie reti tematiche di comunità patrimoniali. In tal modo facila le relazioni tra loro perché, per concludere, come ha affermato Rosa Anna Argento,
“Fare comunità contrasta l’imperversante nichilismo della società e contribuisce a divulgare conoscenza e tutela del nostro patrimonio culturale.”
Sarà forse simile all’anice nell’acqua che, se non è ben miscelato, non diventa zammù.
Per conoscere Rosa Anna Argento artista, vi invito a leggere “Nel favoloso mondo creativo di Rosa Anna Argento”. E’ il mio post sul blog Panormittania in cui racconto di lei e dei suoi progetti culturali.



