Cresce il food ” rich – in” per sportivi, cala il biologico

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Con la ripresa delle attività, nel sell out di prodotti healthy nella Gdo spiccano i trend dei rich-in, dei prodotti con proteine e dei preparati per l’alimentazione sportiva. E si rafforza la spinta dei discount, anche nel bio

 

Mentre le vendite complessive omnichannel in tutta Italia dei prodotti di largo consumo food&beverage sono cresciute del +1,3% a valore, il sell out dei prodotti collegati al mondo del benessere e della salute ha registrato un +3,8% in termini di fatturato, e quello degli alimenti e bevande bio è calato del -0,5 per cento. È quanto attestano i dati NielsenIQ, relativi all’a.t. maggio 2022, presentati in esclusiva per Food e pubblicati sul Report Healthy e Bio Trends 2022.

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A più di due anni dallo scoppio della pandemia, in un mercato cross category così ampio e articolato come quello dell’healthy f&b vanno considerati sempre meno gli effetti dei lockdown, e semmai quelli della riapertura: per esempio, la ripresa delle attività sportive all’aperto e la riapertura dei locali notturni hanno rilanciato le vendite di categorie come i preparati per l’alimentazione sportiva, con +44% a valore, e gli energy drink, con +25%.

TRA I RICH – IN SI AFFERMANO I PROTEICI

Il trend salutistico più direttamente connesso alla ripresa di una nuova normalità è stato probabilmente quello della crescita a valore del +2% degli acquisti dei prodotti rich – in, che riportano cioè in etichetta claim relativi all’apporto elevato di un particolare nutriente: sono 9.642 referenze, pari al 12% del totale dei prodotti alimentari e delle bevande monitorati dall’Osservatorio Immagino Gsi1Italy (in collaborazione con NielsenIQ), che nel 2021 hanno sviluppato un fatturato di 3.797 milioni di euro (13,5% del giro d’affari complessivo del paniere Osservatorio Immagino). Tra I prodotti rich-in, a far la parte del leone è stato il claim “proteine”, che lo scorso anno ha ottenuto l’aumento delle vendite a valore più significativo (+6,4%), scavalcando pure il claim “fibre” e affermandosi come il numero uno in termini di incassi, con 1,1 miliardi di euro, pur rimanendo al secondo posto per numerosità dell’offerta (2.589 referenze).

proteine alternative

IL GRANDE RITORNO DEI SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI

In frenata, invece, dopo un 2020 più che positivo, è il business dei prodotti free from, che conta ben 14.242 referenze (il 17,8% del totale del paniere Osservatorio Immagino): senza conservanti, olio di palma, coloranti, sale, additivi, glutammato, zuccheri aggiunti e così via. Nel 2021 il fatturato s’è fermato, segnando -0,1% e restando sulla soglia dei 7,2 miliardi di euro, pari al 25,6% di quello complessivo del paniere: in ascesa del +10,4% sono risultati i prodotti recanti in etichetta il claim “pochi zuccheri” (3,1% del paniere Osservatorio Immagino), che hanno superato i 976 milioni di euro di sell out, e con +10,6% i 1.391 prodotti con il claim “senza zuccheri aggiunti” (1,7% di incidenza), che hanno raggiunto i 465 milioni di euro.

Sempre all’interno del mondo free from, si è segnalato come particolarmente dinamico il claim “poche calorie”, presente su 450 referenze, che nel 2021 hanno incassato oltre 144 milioni di euro, ossia il +10,9% rispetto al 2020, grazie all’espansione sia della domanda (+4,8%) sia dell’offerta (+6,1%), soprattutto nelle categorie degli integratori, delle acque aromatizzate, degli energy drink e delle confetture.

Con il +1,9% a valore, toccando i 4.134 milioni di euro (14,7% del paniere totale Osservatorio Immagino), è cresciuto ancora, invece, il macrosegmento delle referenze legate alle intolleranze (10.462 item, pari al 13,0% del totale): in primis le lactose free, ma anche quelle senza lievito e senza uova. Nel 2021, sono stati i prodotti senza lattosio a mantenere una spinta importante, con +4,3% a valore, mentre i senza glutine (con il claim, ma senza il logo dell’Aic-Associazione italiana celiachia) hanno messo a segno un +0,7 per cento.

IL BIO CRESCE QUAND’È ASSOCIATO A UN PLUS SALUTISTICO

L’ultimo anno, infine, ha riportato i riflettori sullo stallo degli acquisti di prodotti biologici in Italia, e in particolare nella Gdo: un trend riscontrabile, peraltro, anche in un mercato di maggiori dimensioni e dinamismo come quello francese. I prodotti bio, comunque, sembrano performare bene quando il plus della coltivazione e lavorazione senza chimica viene associato a un vantaggio salutistico-funzionale: in tal caso, si registra infatti un +5,4% a valore.

Nell’a.t. maggio 2022, il giro d’affari complessivo dei prodotti bio ha superato la soglia degli 1,93 miliardi di euro (-0,5% rispetto al periodo precedente), pari al 2,9% del fatturato totale omnichannel del food & beverage a livello nazionale. In calo risultano tutte le principali aree merceologiche, con le sole eccezioni dell’ortofrutta (+3,0% a valore) e delle carni (+17,2%).

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