Cucine di confine
Sapori che uniscono, storie che accolgono
Il confine non è sempre una linea che separa.
A volte è una soglia da attraversare, un luogo di scambio dove il “mio” diventa il “nostro”.
È questo il messaggio potente portato da “Cucine di Confine”, ’evento che si è tenuto il 29 gennaio nella bellissima cornice del Teatro Civico, cuore antico della città di Sassari.

Organizzato dal Comune– Settore Diritti sociali, Inclusione e pari opportunità, l’incontro ha rappresentato un momento importante tra le strategie di inclusione sociale operate dal Progetto LGNET3.

L’alimentazione viene identificata come linguaggio universale proprio in un momento storico in cui è fondamentale riscoprire il senso di comunità.
La ricerca di una via di connessione tra gli stranieri e la città prende come punto di partenza il cibo: un aiuto ai nuovi cittadini per professionalizzarsi e quindi per inserirsi nel tessuto sociale.
L’identificazione della convivialità come strumento di inclusione.

“Cucine di Confine” ha esplorato il viaggio del cibo e delle preparazioni ad esso connesse: un percorso che lungo i secoli ha attraversato continenti e popoli.
Questo viaggio così articolato e complesso ha trasformato la diversità mutandola in una grande ricchezza.
Il suggestivo palco del Teatro Civico è divenuto così un luogo di dialogo e riflessione su come la gastronomia possa essere strumento di inclusione e di collegamento.
Un ponte tra le mille storie personali e la memoria collettiva, rendendo alla fine familiare ciò che era originariamente estraneo.
Le voci dell’incontro

A tessere le fila di questo racconto corale Laura Careddu,

Assessora ai Diritti Sociali, Inclusione e pari opportunità, che ha brillantemente moderato gli ospiti, portatori ognuno di una personale prospettiva sul mondo del cibo.
Le varie prospettive
- La prospettiva storica affrontata da Giovanni Fancello:

Chef gastronomico, giornalista e scrittore, ci ha guidati alla scoperta delle radici profonde della nostra cucina.
Ha svelato le antiche contaminazioni e dimostrato che ogni piatto tradizionale è figlio di un viaggio come ad esempio nel caso di patate, caffè e pomodoro.
Ha poi sottolineato che il concetto di cucina italiana è stato l’oggetto di una costruzione: l’Italia gastronomica arriva solamente con l’unità d’Italia.
La creatività italiana, il sapere gastronomico della penisola, le ricette sono in continua evoluzione.
Il suo prezioso contributo ha identificato il cibo nell’ottica di un percorso che valorizza il cibo come strumento di inclusione e integrazione.
- La prospettiva dell’Innovazione affrontata da Luca Frau:
Executive Chef di Mesa e Oro, tiene i corsi LGNET ed ha seguito i ragazzi in un percorso iniziato nel novembre 2025.
Ha portato la testimonianza dell’alta cucina contemporanea, dove la tecnica si sposa con l’apertura al mondo e alla valorizzazione delle differenze.[10]

Ha sottolineato l’importanza del voler trasmettere ai suoi allievi la parte emozionale oltre alla parte di preparazione del cibo.
Con la collaborazione di Mauro Sanna e Simone Palmas ha sviluppato un menù studiato per l’insegnamento delle tecniche.
Ha auspicato la partecipazione degli stranieri a “A fora li brasgeri“, tipico appuntamento sassarese di “street food” che si ricollega ad un’antica tradizione cittadina.
- La prospettiva dell’accoglienza affrontata da Antonello Spanu:

Direttore della Caritas Diocesana di Sassari.
Ha manifestato la sua visone del cibo: primo gesto di cura finalizzato al riconoscimento dell’altro mirato nell’ottica dell’integrazione.
Poi ha sottolineato il ruolo della Caritas quale “braccio operativo” della diocesi nell’interazione con i cittadini stranieri.
Ha indicato come importante obiettivo da perseguire il riconoscimento dell’altro come una parte di noi e lo sviluppo della percezione di appartenenza ad una “casa comune”.
Infine ha promosso una riflessione sui confini visti come luogo di unione nel tentativo di cercare di rimuovere ciò che ci separa dall’altro.
La “degustazione interculturale”

Dopo il dialogo con esperti e chef, il teatro civico ha quindi ospitato una degustazione interculturale preparata dai “nuovi cittadini”.
L’offerta delle specialità nazionali di ciascun paese, interamente preparate dai partecipanti al Laboratorio di Ristorazione del progetto LGNET 3.
Sicuramente la parte più attesa ed emozionante, con la scoperta dei sapori appartenenti alle culture di ognuno di loro.
Uomini e donne provenienti da paesi lontani, oggi nuovi cittadini sassaresi, hanno messo tutto il loro impegno, passione ed orgoglio per portare in tavola i profumi e i sapori delle loro terre d’origine.
Non una semplice degustazione ma un gesto dal profondo valore simbolico: un atto di restituzione e condivisione in cui ogni assaggio ha raccontato una storia di speranza di un nuovo futuro costruito nella nostra città.
Davvero la perfetta conclusione di una mattinata di festa, uno spunto ulteriore di riflessione e valorizzazione di questo “evento unico”
I partecipanti e le loro specialità
- Ucraina: Holubtsi
involtini di cavolo ripiene di carne, riso e verdure

- Filippine: Adobo
Carne, pesce e verdure marinate nella salsa di soia e aceto

- Senegal: Thiepboudien
Stufato di pesce secco o fresco accompagnato da riso

- Russia: Insalata russa
Con verdure, maionese, pollo, uova

- Marocco: Tajin
con carne e frutta secca

- Bolivia: Empanadas
Involucro di pasta ripieno di verdure, carne tritata, olive, peperoni

Progetto LGNET 3: finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027




