Dal 8 al 10 giugno: XXIII Campionato Mondiale del Pizzaiuolo a Napoli
La Mostra d’Oltremare di Napoli ospiterà la XXIII edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, uno degli eventi internazionali più importanti dedicati all’arte della pizza.
Saranno tre giornate intense di gare, confronti professionali e sfide tra pizzaioli provenienti da tutto il mondo. L’edizione 2025 si preannuncia la più internazionale di sempre.
Appuntamento internazionale
Per la prima volta nella storia del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo parteciperanno concorrenti provenienti da Finlandia, Armenia, Porto Rico e Bosnia ed Erzegovina.
L’evento conferma così la sua vocazione globale. La selezione dei partecipanti è durata un anno e ha coinvolto oltre 100 Paesi attraverso le numerose tappe della Caputo Cup.
I vincitori delle diverse selezioni internazionali arriveranno a Napoli per contendersi il prestigioso Trofeo Caputo e il titolo di Campione del Mondo.
Oltre 600 concorrenti
Quest’anno saranno oltre 600 i concorrenti in gara, provenienti da 35 Paesi. Tra questi figurano Stati Uniti, Corea, Giappone, Taiwan, Cina, Serbia, Svizzera, Austria, Polonia, Canada, Germania, Argentina, Regno Unito, Messico, Paesi Bassi, Uruguay, Nuova Zelanda, Thailandia, Belgio, Croazia, Romania, Slovenia, Francia e Spagna.
«La nostra è stata un’intuizione visionaria che abbiamo portato avanti nel tempo», afferma Antimo Caputo, CEO dell’omonimo Mulino. «Abbiamo creato un evento capace di attrarre pizzaioli da tutto il mondo proprio a Napoli, città in cui la pizza è nata.»
«L’obiettivo è trasmettere l’arte del pizzaiuolo napoletano, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, a giovani professionisti di numerose nazionalità», aggiunge Caputo.
Secondo il CEO del Mulino Caputo, i momenti di incontro e condivisione sono fondamentali per la crescita del settore. Consentono di apprendere nuove tecniche, confrontarsi con altre culture gastronomiche e sperimentare nuove idee.
Le tendenze del mercato
È proprio dall’incontro tra tradizioni e competenze diverse che nascono le nuove tendenze del mercato. Un esempio è il rilancio della Pizza Americana artigianale di alta qualità.
Questa tipologia unisce le caratteristiche della pizza d’Oltreoceano con l’eccellenza delle materie prime campane. Il risultato genera benefici per l’intera filiera agroalimentare.
Dalla farina ai pomodori, dall’olio ai latticini, cresce infatti un trend virtuoso che favorisce l’export dei prodotti di alta gamma e del know-how alimentare italiano.
Le dichiarazioni del presidente dell’APN
Grande soddisfazione anche da parte di Gianluca Pirro, presidente dell’APN – Associazione Pizzaiuoli Napoletani.
«Lo scorso anno abbiamo introdotto la categoria Pizza&Vino, nata per valorizzare il miglior abbinamento tra l’arte della pizza e le eccellenze enologiche», spiega Pirro.
L’iniziativa ha ottenuto importanti riconoscimenti e sta diventando un modello di riferimento nelle competizioni del settore.
Anche nel 2026 saranno 12 le categorie di gara. Tra queste spicca la Pizza Napoletana S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita), la competizione più prestigiosa dell’evento.
Sarà proprio questa categoria a decretare il Campione del Mondo del Pizzaiuolo. Un titolo che, come dimostra il palmarès delle passate edizioni, può rappresentare una svolta decisiva nella carriera professionale dei vincitori.



