Dal Piemonte con sapore
L’antica tradizione contadina della “merenda sinoira” sbarca nella capitale. A proporla lo chef Antonio Giordano nella sua Bottega Popolare al mercato Trionfale.
“Apericena” o “merenda sinoira”?
Una delle parole più brutte coniate negli ultimi tempi è il termine “apericena“. Per non essere troppo cattivi, diciamo che l’intenzione è quella di descrivere la tendenza di molti locali di accorpare il momento conviviale dell’aperitivo a quello della cena vera e propria, rinforzandolo con piatti e preparazioni più ricche dei soliti tramezzini e salatini proposti insieme al calice di vino, di bollicine o al classico spritz.
In realtà qualcosa del genere, nata però per motivazioni assai differenti da quelle di oggi, esisteva già da più di un secolo. Stiamo parlando della merenda sinoira, un’usanza tipica del Piemonte contadino. Perché, è ben ricordarlo, fino a non molti anni fa, parliamo di un paio di generazioni, l’Italia era soprattutto un paese dall’anima agricola. Ed è proprio dalle tradizioni della cultura contadina che viene questo “antesignano” dell’apericena.
La merenda sinoira, letteralmente merenda-cena, dal dialettale “sin-a”, termine che indica la cena, nasce intorno alla metà dell’ottocento in Piemonte. Era un momento di festa per le comunità di contadini che si riunivano con le famiglie alla fine del lavoro nei campi o nei pascoli, nel tardo pomeriggio, nel periodo che va dalla primavera al periodo della vendemmia.

Cos’è la merenda sinoira?
Era un’iniziativa spontanea, all’insegna della convivialità e della solidarietà, che consentiva anche a chi non aveva nulla o aveva molto poco da condividere, di consumare un pasto in compagnia. Ognuno portava qualcosa, dal vino al formaggio dal pane ai salumi, dalle uova alle verdure: si attingeva dalle magre dispense della casa per approntare una tavolata a cui tutti, anche chi non aveva possibilità, poteva sedere: non mancava la fisarmonica con cui fare festa in compagnia, e ci si riuniva all’esterno delle fattorie, magari sotto un pergolato.
Ancora oggi è una tradizione portata avanti nelle osterie tipiche della regione, le “piole”.
Lo chef Antonio Giordano, piemontese trapiantato a Roma da oltre 15 anni, ha così deciso di proporre questa tradizione nella sua “Bottega popolare”, il box progettato e realizzato insieme agli architetti Vargiu e Campanelli nello storico mercato Trionfale di via Andrea Doria.
Il box
Accomodati sugli sgabelli, nella tipica atmosfera di un mercato rionale sempre affollato di persone che fanno la spesa quotidiana, i suoi clienti gustano le versioni “street food” di molte delle storiche preparazioni piemontesi, con qualche incursione nelle specialità della confinante Liguria: dai “plin” al sugo di arrosto al vitello tonnato, dalla farinata alla lingua in salsa verde, dalla guancia di manzo alle animelle, dalle zuppe di montagna al bonet.
Tutti i piatti sono serviti in contenitori monouso, sia per il consumo sul posto sia nella versione takeaway da portare in ufficio o a casa.
La proposta
Dal 6 febbraio lo chef proporrà, ogni fine settimana la sua versione di merenda sinoira. Sarà formata da un tagliere in cui saranno proposti tutti gli assaggi della merenda originale: l’uovo sodo con salsa tonnata, l’acciuga al verde, i fantastici peperoni in bagna cauda, uno dei piatti iconici della cucina piemontese, la Toma accompagnata da salame e grissini fatti dallo chef, la giardiniera casalinga, i tomini freschi “vestiti” di salsa verde o rossa, una fetta di pane con burro, salame e acciuga.

Insomma una vera e propria merenda contadina, proposta tra i 12 e i 15 euro bevande escluse: da bere, dato che il locale non ha possibilità di effettuare la mescita, ci sono buone bottiglie di vino da acquistare, stappare in loco e portare a casa quel che rimane, se non si finisce la bottiglia, dopo la merenda.
Info
Bottega Popolare di Antonio Giordano – Box 113
Mercato Trionfale
Via Andrea Doria – Roma






