Dalla Coca-Cola agli Oreo: “Il cibo che ha fatto l’America”. Il ritorno in Tv di Adam Richman

Snack Wars, Tutti i segreti del ‘junk food’ o meglio dell’industria alimentare americana

Prima che fossero grandi marchi o multinazionali erano persone brillanti, visionarie e anche spesso spietate. Portavano cognomi come Kraft, Hershey, McDonald, Monaghan, la cui storia, il cammino che li ha portati a costruire grandi colossi del cibo, non sempre è nota al grande pubblico.

‘Snack Wars, Tutti i segreti del junk food made in Usa’ (titolo originale The Food That Built America, di History Channel), dal 13 maggio in onda su Blaze (canale 124 di Sky), è la serie che svela i segreti dell’industria alimentare made in Usa. ‘Snack Wars’ ha come voce narrante quella degli stessi produttori dei diversi marchi, con testimonianze di esperti e il commento di Adam Richman (il ‘masticatore’ del programma Man VS Food).

What Adam Richman Wants You To Know About The Food That Built America -  Exclusive

“E’ molto riduttivo definire ‘junk food’ questi marchi – ha spiegato all’ANSA Richman -. E’ vero, non è il cibo più salutare, ma bisogna inserirlo in un contesto all’epoca rivoluzionario. Questi marchi non solo hanno creato lavoro per milioni di persone, ma hanno anche contribuito alla sicurezza alimentare. E hanno reso note città prima sconosciute, le hanno rese vive”.
    La serie accende i riflettori sul ‘dietro le quinte’ di prodotti iconici come Oreo, Cheetos, Domino Pizza, le barrette di cioccolato Hershey, la stessa Coca-Cola.
La storia di una delle bevande più popolari al mondo, la Coca-Cola, è iniziata nel 19/o secolo nello scantinato di un farmacista di Atlanta, John Pemberton. Da veterano della Guerra Civile, Pemberton stava cercando di creare un modo per alleviare il dolore delle sue vecchie ferite di guerra con una bevanda frizzante e dissetante.

Domino's Pizza annuncia l'apertura a Roma

In 60 anni Domino’s, da un solo negozio in Michigan specializzato in un piatto italiano poco noto negli anni ’50 – la pizza – è diventato un impero da 15 miliardi di dollari. Oltre che la prima catena di pizzerie al mondo con una moderna organizzazione in franchising e con il lancio della consegna a domicilio, garantita in 30 minuti.
    Richman spiega anche che ogni famiglia americana ha un ricordo legato a questi marchi e prodotti. “I miei – continua – sono legati agli anni del college, quando ci veniva data la possibilità di usare Domino come refettorio. Oppure le barrette Hershey durante Halloween. Ci tengo di nuovo a sottolineare che è vero che non sono il massimo da un punto di vista culinario, ma questi marchi hanno messo cibo sulle tavole di chi non poteva permetterselo, hanno esportato tecnologia in tutto il mondo e sicuramente hanno contribuito a diffondere globalmente cibi una volta conosciuti solo a livello locale, come la pizza”. 

fonte: Ansa.it

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