Dalla Sagra del Gallo alle Sagre del Frico: in Friuli il mese di agosto è conviviale
Il Friuli Venezia Giulia offre un ricco calendario di sagre e feste popolari.
Tra gli eventi clou, spicca il Festival di Majano (UD), un tempo Sagra del Gallo, nata oltre sessanta anni fa come sagra tradizionale con i chioschi di ordinanza.
Le sagre dedicate al gallo celebravano il suo ruolo centrale nella cultura contadina.
Re del pollaio, simbolo del risveglio e di buon auspicio.
In campagna il gallo era un bene prezioso e la festa segnava momenti chiave dell’anno, come la fine dei raccolti.
Un appuntamento che a Majano ha saputo evolversi nel tempo e oggi unisce lo spirito festoso e conviviale della classica festa paesana friulana alle proposte di un festival musicale di livello internazionale: in programma il concerto di Caparezza il 16 agosto prima del grande spettacolo pirotecnico conclusivo.

I piatti forti, simbolo della festa sono oggi il galletto allo spiedo e la carne alla brace, accompagnati dal prosciutto di San Daniele e da specialità della cucina carnica e mitteleuropea.
Il legame con le origini storiche della festa si riflette anche in appuntamenti sportivi come la staffetta amatoriale “3 X 1 Gallo”.
Il 15 agosto a Flaibano (UD) si fa festa con il frico, emblema della cucina friulana.
La Sagra del Frico a Flaibano, organizzata dalla Pro Loco locale, è una delle manifestazioni enogastronomiche più attese e uno degli eventi clou dell’estate.
Nata nel cuore del Friuli collinare, la festa che si abbina ai festeggiamenti per la ricorrenza di santa Filomena, propone il frico, formaggio Montasio cotto in padella, in diverse varianti, oltre alle due classiche: croccante o morbido.

Sempre rigorosamente in accompagnamento alla polenta fumante.
Comuni anche la declinazione con patate e quella con cipolle, ma qui a Flaibano la fantasia degli organizzatori si scatena e seduce.
Siamo sicuri infatti che il vero protagonista della festa che attira ogni anno migliaia di visitatori sia proprio questo piatto antico, a cui oggi fanno da corona spettacoli e musica.
Ma, udite udite, anche a pochi chilometri di distanza, a Carpacco, negli stessi giorni, a metà agosto, c’è un’altra Sagra del frico. Una festa nata per spirito pratico e per necessità.

La latteria aveva bisogno di lavori, ma non c’erano abbastanza soldi.
Alcuni soci del caseificio decisero di fare una festa.
La chiamarono Fieste de Latarie – Festa della Latteria, e per valoizzare i prodotti della latteria scelsero il frico.
Fino all’anno 1985 la festa si svolse in via Rodeano, proprio dove era ubicato il caseificio, e la cucina fu allestita in una casa ora di proprietà della famiglia Pividori.
A partire dagli anni ’90 la festa era intanto diventata Sagra del Frico di Carpacco. E la storia continua.

Un cenno storico che ha il suo peso: Il frico entra manuali di cucina già nel XV secolo, lo nel Libro de arte coquinaria di Maestro Martino, cuoco del Patriarca di Aquileia Lodovico Trevisan, lo cita come “caso, da caseus cioè formaggio “in patellecte”.
Anche Bartolomeo Sacchi detto il Platina nello stesso secolo lo menziona come “caseus frictus” che in latino significa formaggio fritto.



