Dettori: i vini naturali di Sardegna

Dettori: i vini naturali di Sardegna

Le tenute Dettori di Badde Nigolosu
Le tenute Dettori di Badde Nigolosu

Le tenute Dettori

Le tenute Dettori
Le tenute Dettori

Il mio incontro con i vini delle cantine Dettori avvenne circa vent’anni fa. Li scelsi come il perfetto corollario alla mia attività di ristorazione dedicata a prodotti di altissima qualità, biologici e in armonia con la filosofia vegana.

La prima scoperta fu quella di un vino unico, il moscato “chimbanta e bàttoro”, che mi condusse ad aggiungere nel giro di poco tempo tutti i loro vini alla mia carta, proponendoli anche in originale abbinamento con il cioccolato artigianale di elevatissima qualità.

Mi appassionai, condividendo l’amore per la nostra terra sarda,  anche alla loro storia che ebbe inizio nei primi anni del secolo scorso.

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Una famiglia di agricoltori e pastori cominciò la sua attività vendendo il vino in damigiana arrivando solamente  nel 1981 ad imbottigliare una parte della propria produzione.

Le tenute Dettori, custodi del Cru “Badde Nigolosu”, sono collocate nella Romangia, subregione del Logudoro, fra Sassari e Castelsardo, nel nord ovest della Sardegna.

Ia sub-regione della Romangia
Ia sub-regione della Romangia

Si tratta di una zona affacciata sul golfo dell’Asinara,  storicamente vocata al cannonau.

Vengono coltivati solo antichi cloni di uve sarde,  lavorati secondo i principi dell’agricoltura biodinamica con vinificazioni naturali e affinamenti esclusivamente in cemento, senza uso di legno.

Dettori, vignaioli naturali
Dettori, vignaioli naturali

Le viti sono allevate in un luogo incontaminato a ridosso di un bosco di macchia mediterranea ad altitudine compresa tra i 250 e 300 metri in cui il clima è influenzato dalla presenza del mare.

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Ogni singolo vigneto origina un singolo vino che ha caratteristiche uniche, ognuna legata ad un terroir specifico per il Vermentino, il Moscato ed il Cannonau.

I vitigni tradizionali sono vinificati in purezza, in clos separati,.

Fu subito scelto di rinunciare alla DOC per mettere così in evidenza il terroir e non le uve.

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Il benvenuto di Alessandro e Paolo Dettori:

https://vimeo.com/767468350?fl=pl&fe=sh

Con lIGT sapevamo che non avremmo potuto indicare il vitigno, ma è stato proprio questo a convincerci della scelta. Nonostante le maggiori difficoltà la abbiamo scelto la denominazione Romangia IGT.

Estata una scelta faticosa farsi ascoltare parlando solo di Territorio anziché mettere davanti il vitigno. Oggi, finalmente seppur con venticinque anni di ritardo, siamo soddisfatti nellosservare come in Sardegna si parli di denominazioni territoriali anziché varietali e si cerchi di lavorare luva in purezza e specificando in etichetta il vigneto da cui provengono le uve.”

Storia e territorio 

La Romangia
La Romangia

Noi facciamo i vini di Sorso Sennori, senza il suo territorio non potremmo esistere” 

La Romangia,  dove non esiste la monocoltura, è incastonata tra il golfo dell’Asinara e le cime rocciose dell’Anglona e di Osilo,

Il territorio in soli dodici chilometri passa dai 766 metri di Osilo alla spiaggia della Marina di Sorso e Platamona.

In Romangia la vitivinicoltura ha radici millenarie: Terroir storico del Cannonau dove solo qui sopravvive il biotipo antico chiamato “Retagliadu Nieddu”.

Un  terroir antico anche per altre decine di vitigni: il Moscato di Sorso-Sennori, il Vermentino, il Pascale, il Cagnulari e la Monica di Sorso, per citarne alcuni.

Nel passato era impensabile basare il proprio reddito agricolo sulla coltivazione di una sola varietà d’uva.

Un territorio che è un  susseguirsi di migliaia di ettari tra vigneti, oliveti, frutteti ed orti in cui sono custodite ancora gelosamente diverse specie autoctone orticole e frutticole.

I campi coltivati, gli uliveti ed i vigneti, sono avvolti nella macchia mediterranea, principalmente caratterizzata da arbusti o piccoli alberi sempreverdi a foglie coriacee.

Tra le piante arboree presenti il carrubo, l’oleastro e l’alloro.

Tra le specie arbustive il mirto, il lentisco, la fillirea, il corbezzolo, l’alaterno, ed il pungitopo.

Le viti di Tenute Dettori vivono al centro di un ambiente incontaminato protetto da 20 ettari di bosco di macchia

mediterranea:  un ecosistema autonomo con chilometri di muretti a secco che circondano la proprietà.

Le viti di Tenute Dettori vivono al centro di un ambiente incontaminato protetto da 20 ettari di bosco di macchia mediterranea
Le viti di Tenute Dettori vivono al centro di un ambiente incontaminato protetto da 20 ettari di bosco di macchia mediterranea

Con oltre i mille ettari è uno dei tre maggiori terroir vitivinicoli della Sardegna, dove oltre il 60% delle viti sono ancora alberelli non irrigui.

L’alberello a “sa sardisca”viene rinnovato  continuamente con rigorose e scientifiche selezioni di antichi vitigni storici. 

il 60% delle viti sono ancora alberelli non irrigui
il 60% delle viti sono ancora alberelli non irrigui

I processi

Tutti i processi vengono ragionati e svolti dai vignaioli Paolo e Alessandro coadiuvati dalle donne e dagli uomini di Badde Nigolosu.

Tutti i processi vengono ragionati e svolti dai vignaioli Paolo e Alessandro coadiuvati dalle donne e dagli uomini di Badde Nigolosu.
Tutti i processi vengono ragionati e svolti dai vignaioli Paolo e Alessandro coadiuvati dalle donne e dagli uomini di Badde Nigolosu.

Non è per niente facile districarsi tra i tanti e diversi puzzle di terreni, ognuno con unidentità forte, a volte troppo forte. Fasi fenologiche e maturazioni differenti nonostante vicinanze di pochi metri. Perché non si tratta di appezzamenti di vigna ma di diversi organismi viventi, delimitati da chilometri di muretti a secco.

La produzione di vino a Badde Nigolosu è una continua rinascita, un imparare ogni giorno di nuovo daccapo. Non possono esserci schemi predefiniti quando hai a che fare con infinite variabili, alcune di esse non misurabili. Una continua prova di modestia e un esercizio di ‘serena rassegnazione’”.

La cantina

La cantina
La cantina

La Cantina è semplice, tradizionale, sarda. Pensata e realizzata solamente per il Vino e per  chi lo accompagna.  La sua realizzazione e la sua gestione sono il proseguimento del lavoro naturale svolto in Vigna.

Costruita totalmente interrata dopo anni di osservazione ed analisi. Lo scavo è stato lasciato aperto per tre stagioni invernali di modo da studiarne la tenuta e le infiltrazioni d’acqua.

Grazie a ciò è stato possibile individuare l’area da destinare alla vinificazione e quella per la maturazione in bottiglia. La Cantina vive di coibentazione naturale grazie al respiro delle pareti spesse due metri.

Le uve, il mosto, il vino si muovono per caduta.

L’energia elettrica è usata solo per la diraspatura e la macchina di imbottigliamento.

La geologia

Le caratteristiche geologiche del territorio
Le caratteristiche geologiche del territorio

Ciò che rende le Tenute Dettori così insolite è la formazione geologica: Badde Nigolosu si trova in una precisa area di intersezione di diverse ere geologiche.

La formazione dei substrati abbraccia un arco di tempo compreso fra il Miocene e l’Olocene con formazioni di origine vulcanica e sedimentaria.

Terre bianche marnose e calcaree, a tessitura franca e argillosa, di buona aggregazione e ben drenati.

Arenarie e conglomerati del miocene ma anche terre rosse ricche di ferro figlie del disfacimento trachitico.

La storia

L’affascinante storia della Romangia
L’affascinante storia della Romangia

Il vino in Romangia è stato prodotto e commercializzato in modo professionale dall’Antico Popolo Sardo a partire dal XIV secolo a.C., oltre 3.300 anni fa.

Una vasta area archeologica attorno a Badde Nigolosu,  un asse di tre chilometri e mezzo, collega con una retta immaginaria il villaggio nuragico  “Su Nuraghe”, la tomba dei giganti di “Badde Nigolosu-Oridda” e la necropoli di “Serra Cabriles”.

Questo luogo ha continuato ad essere vissuto sino all’arrivo dei Romani, che hanno popolato l’area già dal II secolo a.C.

Non fu poi  più possibile vivere lontano dai villaggi più importanti come Sennori e Sorso, per via delle continue scorribande degli eserciti dei conquistatori di turno.

L’insediamento rurale fu  abbandonato  tra il 1300 e 1400 ma  le vigne però sono rimaste e si è continuato a coltivarle.

La storia del vino in Romangia, affonda le radici nella civiltà nuragica, ma si consolida con la prima colonia romana (Turris Libisonis) nel 46 a.C.. Caratterizzato da calcare e sabbia, il territorio è noto per l’antica vocazione vitivinicola e la produzione di eccellenze come il Moscato di Sorso-Sennori e il Cannonau.

Ecco i punti chiave della storia e gli esempi di produzione:

  • Antichità: Ritrovamenti di askos (contenitori vinari) risalenti al 900 a.C. e influenze Micenee testimoniano una viticoltura antichissima.
  • Epoca Romana: I romani incentivarono la coltivazione di vigneti e uliveti, rendendo la zona, insieme a Cagliari, il “granaio” e fornitore di vino di prestigio per l’Impero.
  • Medioevo: Il vino era un motore economico fondamentale, come citato anche da Mariano I De Thori nel XI secolo.

Nel XIV e XV secolo importanti eventi legislativi si susseguono al fine di tutelare le produzioni vinicole e regolamentarne  il commercio

  • Produzione Moderna: Dal 1995 è attiva la Romangia IGT. La zona conta su circa 200 produttori e una ventina di cantine che imbottigliano.

I vini

I vini
I vini

I vini Dettori, integralmente prodotti ed imbottigliati nella zona d’origine,  sono prodotti con una selezione manuale di tutti i grappoli fatta su un  tavolo in acciaio costruito appositamente. L’uva viene diraspata ma non pigiata e viene lasciata a macerare nei tini.

Il Cru è il Badde Nigolosu, un anfiteatro naturale sulle colline più alte nel Comune di Sennori.

9 vigne per 9 vini

Nove vigne per nove vini completamente diversi ma con un legame forte tra loro: l’armonia, l’eleganza, la finezza, l’equilibrio e soprattutto la longevità.

Vini rari e preziosi prodotti artigianalmente  vinificando solo  le uve coltivate dall’azienda.

Nel cru da ogni singola vigna nasce un vino unico ogni anno, che porta il nome della vigna stessa: Dettori Bianco, Tuderi, Tenores, Dettori, Chimbanta, Ottomarzo, Moscadeddu.

Non vengono mai effettuate analisi chimiche sulle uve prima della raccolta per non condizionare l’esperienza e l’istinto.

Per questo motivo i gradi alcolici dei vini variano di anno in anno.

La lavorazione

Le macerazioni avvengono nei tini di cemento aperti senza usare il piede di partenza e senza usare mai la solforosa.

La durata della macerazione dipende dalle caratteristiche dell’uva e del mosto e  può durare dai due ai dieci giorni.

La svinatura avviene sempre a mano per preservare la buccia.

Il mosto prosegue il suo cammino nelle piccole vasche di cemento sino al suo imbottigliamento.

Non tutte le vasche verranno imbottigliate, alcune verranno declassate ed imbottigliate come Renosu.

Non viene fatto uso del legno per addomesticare i tannini: le uve arrivano in cantina già con tutto quello che serve per fare un grande vino.

Non viene praticato il filtraggio ma viene effettuata una chiarificazione  per decantazione naturale.

La lavorazione
La lavorazione

Il vino procede dall’uva delle vigne alla bottiglia senza aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico.

Ogni  singola bottiglia è diversa ed è numerata.

Si tratta di un vino adatto ai Vegani: non sono stati utilizzati alimenti, ingredienti, coadiuvanti, ausiliari, tecnologici, filtri, membrane e altri ausiliari di fabbricazione di origine animale.

Per scelta i vini non sono mai stati definiti secondo il vitigno, ma secondo la vigna:  la vigna del Tuderi, del Tenores, del Dettori, del Chimbanta, e così via.

Secondo la filosofia seguita Il vino deve essere pura espressione di un luogo e non di una razza

Non vengono presi appunti sulle annate agrarie passate  ma ci si affida puramente al presente.

“Ogni anno è una nuova avventura e va affrontata con leggerezza dazione, libertà di movimento e senza nessun condizionamento.

La razionalità porta allomologazione. Listinto è artigianalità.”

Le uve 

Le varietà di uve
Le varietà di uve
  • L’uva Retagliadu Nieddu-Cannonau di Sorso Sennori

Vitigno Autoctono Sardo,  ha origine nell’Isola prima ancora che nel resto dell’Europa. Numerosi sono gli atti ufficiali che testimoniano ciò. Tutti i vigneti di cannonau Detttori sono “Retagliadu Nieddu” l’antico clone del cannonau della Romangia.

  • L’uva vermentino

Vitigno iscritto nel Registro nazionale delle varietà italiane di vite coi sinonimi di Carbesso, Favorita e Verlantin e incluso nell’Elenco delle varietà raccomandate della Liguria, della Toscana marittima e della Sardegna.

  • L’uva Moscato

Vitigno dalle origini antichissime, presente in Sardegna già al tempo dei romani.

Presente in quasi tutte le aree viticole del Mediterraneo, in Sardegna  prevalentemente nei terreni calcarei e soleggiati della Romangia, con Il tradizionale allevamento ad alberello.

  • L’uva Monica

Le prime citazioni del vitigno in Sardegna riportano il nome di Monaca ma già nel 1836 Moris introduce il termine “Vitis nectarea, Vern. Monica.

In Romangia la Monica è chiamata “Monica di Sorso”ed è un clone molto diverso dalla classica Monica di Sardegna.

  • L’uva  Pascale

Le prime citazioni del vitigno in Sardegna risalgono al Manca dell’Arca che tratteggia la varietà Pascale coi “grani rotondi, grossi e racemo grande”.

Tenute Dettori è la prima azienda ad aver vinificato ed imbottigliato il Pascale in purezza.

Le caratteristiche generali dei vini Dettori:

  • Longevità: 20-25 anni.
  • Allevamento:Alberello.
  • Comune: Sennori.
  • Cru: Badde Nigolosu.

Vinificazione: Naturale. seguendo i principi, i processi ed i metodi che la Natura usa per sé. Vinificato ed elevato in Cemento senza l’aggiunta di lieviti ed ogni altro additivo e coadiuvante. Nessun parametro chimico è stato aggiustato. Non filtrato, non chiarificato, non affinato in legno.

Le etichette

Le etichette
Le etichette
  • Dettori Bianco
Bianco e Rosso Dettori
Bianco e Rosso Dettori

Romangia IGT Bianco.

Vigneto “Dettori Bianco”

Di colore dorato con  struttura, polpa, acidità, sentori di ginepro, lentisco e artemisia, fresco e profumato.

  • Dettori

Romangia IGT Rosso.

Vigneto “Dettori”

Un  vino arcaico come ormai è difficile trovarne, esprime la cultura e la sapienza.

Uh  Vino che unisce  passato e presente, un vino che tutti avevano dimenticato.

Un viaggio di antropologia della Romangia e della Sardegna enoica.

Nel calice,  esibisce una veste rosso rubino vivo dalle flebili sfumature granato.

L’ampiezza e l’intensità del panorama olfattivo con note di visciola, mirto, essenza di viola e lavanda, lentisco, mentuccia e timo, che si fondono a profonde sensazioni di cacao, carruba, grafite e pepe nero.

Lo sviluppo gustativo si alimenta dell’antagonismo tra la morbidezza, data dal calore e dal delicato residuo zuccherino, l’accesa verve fresco-sapida e la trama tannica fondente. Il tutto si unisce in un contesto di sorprendente equilibrio e grande corrispondenza gusto-olfattiva di particolare persistenza.

E’ dimostrazione di  come potenza ed eleganza possano coesistere, dando vita a un connubio armonioso e unico che evoca lo spirito della Sardegna.

  • Chimbanta
Chimbanta e Ottomarzo
Chimbanta e Ottomarzo

Romangia IGT Rosso.

Vigneto “Chimbanta”

Di grande  profondità, scuro, è un vino che si vuol far scoprire: profumi di frutti intensi,  della susina e del mirto.

Il sorso è cangiante, elettrico, potente, guidato da tannini gentili seppur poderosi.

Un finale lunghissimo, che profuma il bicchiere vuoto per ore: un assaggio potente di Mediterraneo.

In “limba” Chimbanta significa Cinquanta, nato per celebrare i cinquant’anni di Paolo con l’augurio “A Kent’Annos”.

  • Ottomarzo

Romangia IGT Rosso.

Vigneto “Ottomarzo”

Con carattere,  ruvido ed elegante, un sorso diventa morso di macchia mediterranea, di frutta maturata al sole, il  finale come un vento caldo.

l’Ottomarzo:è il solitario protagonista di un vitigno quasi dimenticato.

Il nome deriva dalla  forza di un  ricordo: l’ 8 Marzo 1920 è la data di nascita di Giovanni Antonio Dettori.

  • Tenores
Tenores e Tuderi
Tenores e Tuderi

Romangia IGT Rosso.

Vigneto “Tenores”

Un’armonia che mette insieme la robustezza della polpa con la delicatezza dei tannini, il calore del sorso con la freschezza salata del mirto e di tutte le erbe officinali della macchia mediterranea. Equilibrio, folle e spontaneo, un canto armonico e vibrante che viene dalla Terra.

Un rosso da concedersi anche da solo, come vino da meditazione a fine pasto.

  • Tuderi

Romangia IGT Rosso.

Vigneto “Tuderi”

Come un soffio fresco nella giornata calda: centrato sui profumi delle erbe più aromatiche dell’Isola e avvolto da tannini eleganti, vestiti di velluto. Un vino di gioia e identità, una espressione fedele di Badde Nigolosu.

  • Moscadeddu
Moscadeddu e Renosu
Moscadeddu e Renosu

Romangia IGT Bianco Passito.

Vigneto “Moscadeddu”

Il profumo del Moscato di Sennori si libera dal bicchiere come un’onda, sale e zucchero, l’arancia e il rosmarino.

Aromatico, intenso, Balsamico, al sorso la dolcezza si fa abbracciare dalla lunghissima freschezza della macchia mediterranea con tutte le sue bacche.Dolcemente salato

  • Renosu Bianco

Vigneto di Badde Nigolosu.

Un “vino quotidiano”, profumato, semplice e diretto, un calice di grande piacevolezza. Da bere fresco.

Renosu, vuol dire sabbioso nella nostra lingua. Un vino bianco quotidiano che sa unire la complessità dell’acidità con la potenza della dolcezza.

Esprime una singolare tonalità oro ramato, chiara e brillante. Fini e fragranti i richiami di pera matura, pesca tabacchiera, fiori bianchi, finocchietto e macchia mediterranea, combinati a cenni di pasticceria reminiscenti di burro e cannella. Il tutto è sostenuto da nitide sensazioni di mare, in un contesto dolce e minerale. Il sorso è avvolgente, morbido e slanciato al contempo. Il finale mielato e floreale.

  • Renosu Rosso

Vigneto di Badde Nigolosu.

Un “vino quotidiano”,  profumato, semplice, vero. Il vino rosso da stappare con gli amici, per un calice di grande piacevolezza, un vero jolly da abbinare. Non è un’idea originale ma deriva dalla tradizionale consuetudine, per i vini quotidiani, di unire vini di diverse uve rosse.

Alla vista si presenta di colore rosso rubino dall’orlo granato.

Il corredo aromatico è definito da profumi di gelso, ciliegia candita, polvere di caffè e grafite, associati a sentori mediterranei di mirto, paté di olive e rosmarino e da gradevoli note vinose perfettamente integrate.

L’ingresso al palato è rotondo e immediato, prontamente tonificato dal marcato timbro sapido e dalla delicata trama tannica, in una progressione coerente con le sensazioni dell’olfatto.

  • “Chimbanta e Battoro”
Cimbanta e Battoro, un vino indimenticabile
Cimbanta e Battoro, un vino indimenticabile

Romangia Rosso Passito “Chimbanta e Battoro” IGT 2007

Questo vino indimenticabile rappresentò anni addietro il mio primo incontro con i vini Dettori.

Fu prodotto in occasione di un compleanno importante del signor Paolo, prodotto da uve Monica  fatte appassire naturalmente sulla pianta.

Un vino molto prezioso fatto come una volta, accompagnava momenti solenni di festa.

Colore rosso granato vivo e profondo, marasche sotto spirito, note balsamiche sentori di grafite e cipria, una bella acidità e sapidità.

Una perla rara davvero.

Ospitalità

L’ospitalità, il ristorante agricolo di Cantine Dettori
L’ospitalità, il ristorante agricolo di Cantine Dettori

Il ristorante agricolo di Tenute Dettori, collocato nell’agriturismo a Badde Nigolosu, associa cucina del territorio con i vini Dettori.

Propone una selezione di diversi piatti della nostra tradizione alla carta, preparati ogni giorno dalla Signora Giuseppina Dettori con ingredienti locali e stagionali.

Ai piatti è possibile abbinare una bottiglia, un calice oppure disegnare un percorso dei nostri vini accompagnati, in questa scelta, dalla gentilezza e dalla professionalità dello staff.

E’ possibile partecipare alle visite con degustazione e cucina e conoscere da vicino il meticoloso lavoro di Tenute Dettori, scoprendo la storia del Territorio e le scelte agronomiche ed enologiche.

E’ possibile partecipare alla visita in Cantina dove trovare tutte le etichette in degustazione e potrete avere anche percorsi personalizzati  di degustazione.

È possibile degustare calici delle annate storiche, selezionate esclusivamente dal Vignaiolo, abbinando a richiesta un tagliere di salumi e formaggi del territorio, un tagliere vegetariano o vegano oppure scegliere tra piatti della nostra tradizione alla carta, anche vegetariani e vegani, preparati ogni giorno dalla Signora Giuseppina Dettori con ingredienti locali e stagionali.

E’ possibile su prenotazione degustare anche piatti vegetariani e vegani rispettando lo stile tradizionale di Tenute Dettori.

Le persone

Le persone
Le persone

Alessandro, Paolo, Giulia: Tenute Dettori non appartiene a nessun gruppo societario e/o Società quotate in borsa.

Tenute Dettori non ha direttori commerciali e non si avvale di consulenze agronomiche, enologiche o di marketing.

L’unico titolare è l’imprenditore agricolo professionale Alessandro Dettori.

Le Certificazioni

Le certificazioni
Le certificazioni
  • Certificazione Biologica
  • Cerificazione Biodinamica
  • Membro di Vignaioli e territori, Renaissance des Appellations, vignaioli indipendenti

Contatti

Clienti in Italia: clienti@tenutedettori.it

Clienti all’Estero: export@tenutedettori.it

Nuovi Clienti: commerciale@tenutedettori.it    Altre informazioni: info@tenutedettori.it

Press: press@tenutedettori.it

Tel +39 079 515511

Visite e degustazioni

visite@tenutedettori.it

Tel +39 079 515511 (https://wa.me/39079515511)

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Laura Manunta, è nata a Roma da famiglia con antiche origini che si dipanano tra diverse aree geografiche della Sardegna, le cui tracce documentali trovano riscontro sul territorio già dal XV secolo. All'isola è profondamente legata e suddivide il suo tempo vivendo a cavallo tra la città di Sassari e la capitale. È custode e conservatrice di un antico archivio documentale e fotografico che comprende testimonianze relative a molteplici contesti storici e tradizionali sardi. In questo ambito collabora con istituzioni e associazioni dedite all’approfondimento di tematiche culturali, alla rievocazione storica e alla conservazione del patrimonio delle antiche corporazioni d’arti e mestieri della città di Sassari. I suoi studi si sono svolti presso la facoltà di farmacia dell’università La Sapienza di Roma dove ha effettuato una tesi sperimentale in metodi fisici in chimica organica con lunga esperienza di laboratorio e di preparazione farmaceutica. La lunga pratica in ambito musicale la ha condotta all'approfondimento della musica antica rinascimentale, barocca e dell’antica tradizione persiana, perfezionandosi presso il conservatorio “Alfredo Casella" dell'Aquila. Numerosi viaggi la hanno portata a conoscere e approfondire le culture di molteplici paesi, tra cui in particolare quella del sud est asiatico connessa con la tradizione del tè in tutte le sue declinazioni. La passione per le culture orientali la ha condotta poi ad ottenere attestati relativi alla degustazione e alla conoscenza del tè e a fondare nel centro storico della capitale la sala da tè Fiorditè, specializzata nella somministrazione e nella vendita del tè in foglia. Luogo vocato alla promozione della cultura e della conoscenza di questa bevanda, punto di riferimento per esperti e amatori, nei circa vent’anni di attività è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti da parte della stampa e di organizzazioni del settore. Si è dedicata inoltre alla promozione e alla conoscenza del mondo del cioccolato e del caffè "d'autore" ricevendo formazione specifica, ospitando e promuovendo molteplici iniziative di divulgazione e approfondimento.
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