Dolci al cucchiaio: la pasticceria vegetale a portata di tutti

Crema di latte vegetale con frutta secca e cannella (Foto: Francesca Luise)

Dolci al cucchiaio: la pasticceria vegetale a portata di tutti

Dopo le feste con le tavole imbandite e – spesso – gli eccessi alimentari, non viene male prendere spunto per preparare qualche dolce utilizzando ingredienti vegetali.

Ecco che avere a disposizione degli spunti su come preparare dei dolci belli da vedere e buoni da mangiare, ma utilizzando degli ingredienti vegetali, può essere un’opzione non solo per chi vuole proporre dei piatti vegani ai propri commensali, ma anche per chi ha semplicemente il piacere di offrire un’alternativa ai classici della tradizione.

I dolci al cucchiaio sono preparazioni morbide, servite fredde o a temperatura ambiente, consumate con il cucchiaio e spesso presenti nei contesti familiari o in occasioni collettive.

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La loro versione vegetale esclude ingredienti di origine animale come latte, panna, uova o gelatina.

Questo tipo di dessert è adatto non solo a chi segue un’alimentazione vegana, ma anche a chi ha intolleranze o allergie.

Nel tempo, questi dolci hanno attraversato luoghi e società diverse, assumendo forme e nomi variabili.

Sono nati spesso in ambienti domestici, dove l’uso di ingredienti semplici e conservabili ha favorito ricette di facile esecuzione che ci permettono di stupire di nostri ospiti a tavola, senza incappare in complicate sperimentazioni chimiche di alta pasticceria.

In altre situazioni, invece, si sono sviluppati all’interno di cucine aristocratiche o conventuali, dove il tempo a disposizione e la disponibilità di zucchero e spezie permettevano lavorazioni più elaborate.

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Di seguito troverai alcuni facili esempi di come si possono “veganizzare” alcune ricette, per ottenere dei dolci al cucchiaio ad un tempo golosi e cruelty free.

Panna cotta al latte di mandorla e frutti rossi

L’origine della panna cotta è incerta, ma viene generalmente attribuita al Nord Italia, in particolare al Piemonte.

Si trattava in origine di un dolce preparato con panna, zucchero, colla di pesce e vaniglia, lasciato rassodare in stampi individuali.

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Nelle case rurali, la versione più semplice poteva prevedere l’uso di latte intero e fecola.

Nel contesto mediterraneo, il latte vaccino veniva talvolta sostituito con quello di mandorla, specialmente nei territori del Sud Italia, dove questo ingrediente era già utilizzato in dolci liquidi e semifreddi.

Nella variante vegana, il latte di mandorla viene impiegato in modo centrale, e il ruolo della gelatina animale è assunto dall’agar agar, un agente addensante vegetale ricavato da alghe rosse, introdotto in Europa nel XIX secolo tramite i contatti con il Giappone.

Mousse di cioccolato e avocado

Le mousse hanno origini francesi e si sviluppano a partire dal XVIII secolo.

Inizialmente erano creme dolci montate a base di uova, panna e talvolta frutta o cioccolato.

Nella cucina moderna, la parola “mousse” viene spesso associata a consistenze leggere, ottenute con aria incorporata.

L’utilizzo dell’avocado in questo contesto è recente e deriva in larga parte dalla sperimentazione della cucina naturale e crudista tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo.

L’avocado, originario del Centro e Sud America, ha trovato spazio in molte preparazioni dolci per via della sua consistenza cremosa e del sapore neutro.

L’incontro tra cioccolato fondente e avocado è diventato comune nelle cucine vegane urbane, soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord Europa.

Budino di riso al latte di cocco e curcuma

Il budino di riso è uno dei dolci più antichi tra quelli al cucchiaio.

Ne esistono tracce già nel mondo arabo medievale, dove il riso veniva cotto nel latte animale o vegetale e aromatizzato con spezie dolci come la cannella e il cardamomo.

Nel mondo indiano, questo tipo di dolce è noto come kheer e fa parte delle offerte alimentari in contesti religiosi e familiari.

La versione con latte di cocco è tipica delle zone costiere e tropicali dell’Asia meridionale e sud-orientale.

L’uso della curcuma in piccole dosi, oltre a conferire colore, si lega anche a una lunga storia di impiego alimentare e simbolico della spezia, spesso associata a benessere e purificazione.

Crema di anacardi e limone con crumble di cereali

Gli anacardi, frutti originari del Brasile, furono introdotti nel continente asiatico e africano durante il periodo coloniale portoghese.

Solo in tempi più recenti, a partire dalla seconda metà del Novecento, sono stati impiegati in cucina come base grassa alternativa a panna o burro.

In contesti vegani, l’uso degli anacardi ammollati e frullati si è affermato come una tecnica efficace per ottenere creme dense e stabili, prive di derivati animali.

Accoppiata a una base acida – come il succo di limone – la crema assume una funzione simile a quella di una cheesecake destrutturata.

Il crumble che accompagna questa preparazione deriva dalla pasticceria anglosassone, dove si usava cuocere frutta e briciole di impasto in teglie poco profonde.

Oggi, la parte croccante può essere preparata a parte, senza cottura o con cottura breve, impiegando cereali integrali e frutta secca.

Zuppa inglese vegana con crema alla soia

La zuppa inglese ha una storia meno definita rispetto ad altri dolci.

Le fonti italiane la collocano tra il XVII e XVIII secolo, e le versioni più antiche la descrivono come un dolce a strati con biscotti imbevuti di liquore e crema pasticcera.

Il nome potrebbe derivare da dolci simili diffusi in Inghilterra, come il trifle, ma anche da una forma di italianizzazione ironica.

La variante vegetale di questa preparazione mantiene la struttura a strati ma sostituisce la crema con una base a base di latte di soia e amido, spesso colorata con un pizzico di curcuma per simulare il colore giallo della crema tradizionale.

I biscotti utilizzati possono essere secchi, privi di burro e uova, e immersi in succhi di frutta o liquori compatibili con un’alimentazione vegana.

I dolci al cucchiaio, anche nelle loro versioni vegetali, mantengono un legame con abitudini quotidiane e pratiche alimentari di lungo corso.

La loro preparazione richiede ingredienti semplici e una buona attenzione alla consistenza finale.

In assenza di uova, gelatina animale o panna, il risultato si affida alla qualità delle materie prime vegetali e al modo in cui vengono assemblate.

L’adozione di questi dolci in cucina non si basa su un’idea di sostituzione forzata, ma su un diverso equilibrio.

Le preparazioni non cercano di imitare, ma di proporre alternative coerenti con scelte alimentari contemporanee, facendo uso di saperi nuovi e antichi, a volte recuperati, altre volte ricreati.

Crema di latte vegetale con frutta secca e cannella

Ingredienti per 4 persone:

Latte vegetale (soia, riso o mandorla), 500 ml; zucchero di canna chiaro, 60 g; amido di mais, 40 g; scorza grattugiata di 1 limone non trattato; cannella in stecca (½) o in polvere (½ cucchiaino); nocciole tritate grossolanamente, 40 g; zucchero integrale, 1 cucchiaio; olio di semi, 1 cucchiaino (facoltativo); stecche di cannella intere per decorare, 2.

Procedimento:

Per preparare questo dessert, versa in un pentolino il latte vegetale e aggiungi lo zucchero di canna.

A parte, sciogli l’amido di mais in un po’ di latte freddo, mescolando fino a ottenere un liquido omogeneo.

Uniscilo al resto del latte e mescola con una frusta.

Aggiungi la scorza di limone e la cannella, in stecca o in polvere, in base alla tua preferenza.

Metti il pentolino sul fuoco e cuoci a fiamma media, mescolando di continuo.

Dopo alcuni minuti la crema inizierà ad addensarsi: prosegui la cottura per un minuto, poi togli dal fuoco e rimuovi la stecca di cannella se l’hai utilizzata.

Versa la crema ancora calda in quattro coppe e lasciala raffreddare a temperatura ambiente.

Nel frattempo, tosta le nocciole tritate in padella con lo zucchero integrale e, se desideri, l’olio di semi.

Quando la granella sarà dorata, spegni il fuoco e lasciala intiepidire.

Distribuisci la granella su ogni porzione di crema, quindi decora con una stecca di cannella intera. Riponi in frigorifero per almeno un’ora prima di servire.

Questa crema si presenta con un aspetto semplice ma elegante e si presta bene alle occasioni festive.

Il profumo della cannella e il croccante della frutta secca la rendono adatta a chi desidera offrire un dolce curato senza appesantire il fine pasto.

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Sono Francesca Luise, in arte Cookeneim. Ho un PhD in filosofia e nella vita ricerco, spadello, scrivo e fotografo—grandi passioni che, strada facendo, sono diventate la mia professione. Vivo a Venezia e la città lagunare non solo fa da sfondo, ma ispira e nutre i miei piatti. Nel 2021 ho aperto una IAD (impresa alimentare domestica). La mia cucina è vegetale per motivazioni etiche e di salvaguardia dell'ambiente, convinta che questo rappresenti un'opportunità per il futuro. Mi puoi leggere su www.francescaluise.it dove pubblico tutte le mie sperimentazioni in ambito gastronomico e ogni mese sulla rivista Terra Nuova, con cui collaboro dal 2000.
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