Due Gin che raccontano i nostri territori : Ginpilz e Ginarte

In Italia siamo maestri della distillazione. L’esempio lampante di questa affermazione è la grappa, distillato solo ed unicamente italiano che richiede una grande maestrìa per la sua realizzazione, una grandissima attenzione per poter separare i primi vapori alcolici di testa e quelli finali di coda e concentrare ed estrarre il meglio selezionando gli aromi più nobili. Come mi ha fatto notare un esperto maestro distillatore trentino Bruno Pilzer la distillazione di un Gin è molto più semplice rispetto a quella della Grappa, richiedendo meno attenzione sui vapori alcolici che praticamente si concentrano da soli.

Il segreto di un buon Gin è nell’alcol di partenza che deve essere di ottima qualità e nella scelta del ginepro e delle altre essenze botaniche che si utilizzano che lo vanno poi a caratterizzare. Il GinPilz da lui distillato per esempio viene fatto con erbe e fiori delle Dolomiti tra cui il rosmarino, la salvia, la menta e la camomilla sempre in una dose equilibrata senza andare a sovrastare il vero protagonista del GinPilz cioè il ginepro alpino.

GinPilz nasce otto anni fa e sulla sua etichetta troviamo il simbolo sportivo del curling che sintetizza le qualità di questo distillato. Ha un profumo che è un alito di montagna, sembra nel sentirlo di respirare le essenze alpine, il fresco della neve e tutto il balsamico della flora delle Dolomiti in Val di Cembra zona dove si produce. Si tratta di un Gin molto penetrante , si sentono le essenze odorose e resinose del legno forse perché le bacche di ginepro sono di montagna per queste sue caratteristiche è ottimo bevuto liscio. Altre spezie utilizzate sono provenienti dalla Toscana altra regione in cui la natura e la sua vegetazione assumono un ruolo particolare a cui attingere per l’elaborazione dell’aroma del Gin. E’ il caso di un’altra etichetta Ginarte che nasce a Panzano – Greve in Chianti.

Ginarte produce ogni anno delle bottiglie iconiche, artistiche. Le prime edizioni di Ginarte sono state un omaggio all’arte del pittore olandese Lou Thissen mentre l’edizione 2020 uscita in primavera è dedicata a Frida Kahlo. Sulla bottiglia vi è l’immagine dell’artista messicana simbolo di libertà e coraggio che ha fatto per prima di se stessa un’icona pop. Anche attraverso l’arte comunichiamo che si tratta di un prodotto italiano. Ginarte ha nella sua composizione 13 botaniche prettamente italiane il ginepro è dell’Appennino poi tra le erbe ci sono anche quelle tintorie impiegate in passato dai pittori rinascimentali per creare i colori come la robbia da cui si ricava il rosso, il guado di Montefeltro da cui si ottiene l’indaco e la reseda odorata che da il giallo. Ginarte è un distillato che ci riporta all’arte antica italiana di usare le erbe per dipingere e questa suggestione è poi amplificata dal profumo di questo Gin che ci parla di Toscana e di Mediterraneo attraverso le erbe come la nepitella e la lavanda, i germogli di pino e l’angelica. Ginarte è secco molto pulito più adatto alla miscelazione che da bere liscio. Il prezzo di GinPilz è intorno ai 30 euro mentre quello di una bottiglia di Ginarte 40 euro.

Ginarte SRL Via San Leolino 56

50022 Loc. Panzano Greve in Chianti

info@ginarte-drygin.com www.ginarte-drygin.com

GinPilz è distribuito da Rinaldi1957

info@rinaldi1957.it www.rinaldi1957.it

Marina Betto

Marina Betto romana appassionata del buon bere è Sommelier AIS professionista dal 2000, con riconoscimento regionale del Lazio. Ha collaborato con la rivista botanica Hortus, Bibenda on line, Vini e Terroir, Vino Way ora collaboratrice fissa di Luciano Pignataro Wine&Food Blog. Docente presso Federazione Italiana Sommelier dal 2016 al 2017. Speaker radiofonica per Radio Godot ha una rubrica fissa di enogastronomia nell’ambito della trasmissione Foodie in Town dal 2016.

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