Egri Kadarka superior Nagy-Eged 2012 Gróf Buttler

Il miglior terroir di tutta l’Ungheria per i vini rossi è senz’alcun dubbio Nagy-Eged, il fianco meridionale della possente montagna che domina Eger dall’alto dei suoi 536 metri d’altezza sul livello del mare. Non c’è niente di meglio e non lo afferma soltanto il sottoscritto, ma una marea di agronomi e di enologi. Mi aveva accompagnato per la prima volta lassù l’indimenticabile Tibor Gál senior nel 2003 per farmi vedere dove voleva costruire la sua nuova casa fra le giovani querce, sopra una terrazza naturale che domina un panorama mozzafiato, proprio a fianco delle grandi parcelle appena vitate (con una densità tra le 6.000 e le 10.000 piante per ettaro, mai vista a Eger, su pendenze tra il 20 e il 35% e fino a pochi metri soltanto dalla cima) da László Bukolyi, discendente della famiglia aristocratica dei conti Buttler e fondatore della cantina Gróf Buttler.    

Quest’ambizioso autodidatta, che ha imparato viticoltura ed enologia soltanto dai libri, aveva guadagnato molto con la sua precedente attività nel ramo dei computer e nel 1999 era l’unico disposto a investire in quei terreni che si trovavano in abbandono e in disfacimento da decenni e forse era anche l’unico in grado di farlo. Ma i costi dell’investimento sono stati talmente elevati che le sue ingenti risorse sono finite quasi subito e ha dovuto vendere una parte delle azioni della ditta, pur conservando il pieno controllo di quello che creava in vigna e in cantina. Considerato dai più un visionario, un pazzoide, per giunta antipatico a quasi tutti i vicini, aveva già suscitato molto scompiglio nel 2003 con il debutto del suo primo Egri Bikavér, ma ha conquistato il successo soltanto nel 2005 con i primi vini rossi del leggendario cru Nagy-Eged che, grazie a lui, erano ricomparsi sul mercato dopo oltre un quarto di secolo di assenza, seguiti a ruota da quelli del vicino Kovács Nimród.

Allora, tra gli altri suoi vini, avevano fatto grande impressione due autentiche perle. Eccellente il Kadarka késői szüret, un vino rosso dolce da uve molto mature di tipo aszú (245 g/l di zuccheri residui, 67 g /l di estratto) ricco d’aromi di fragoline di bosco, mortellina di palude, viole, rose, gelsomino, buccia d’arancia fritta, albicocche essiccate, canditi, cioccolato, che mi è sembrato molto ben equilibrato, leggero e fresco nonostante una tale dose di zucchero. Superlativo il Kadarka natúreszencia (6 litri in tutto!) in 30 boccette che non sono mai state neanche in vendita, dal profumo così concentrato che mi era perfino difficile da descrivere: marmellata, miele, canditi e Dio sa che cos’altro ancora… confettura di fragoline di bosco, ma anche la freschezza dei mandarini, della mortellina di palude e una nota di erbe fini (tè verde o nero?), sorprendentemente fresco, equilibrato, infinitamente lungo, quasi etereo nonostante la concentrazione di zuccheri (650 g/l… e non sto scherzando!).

Già le prime annate, 2005 e 2006, erano riuscite a riconfermare la grande classe di questo terroir ed è proprio per questo che la cantina Gróf Buttler è bruscamente salita sul palco della fama con vini di qualità e carattere, molto concentrati, armoniosi e di prezzo elevato, riuscendo rapidamente a strappare applausi a scena aperta e a guadagnare un entusiastico riconoscimento tra i consumatori e la stampa specializzata. Ma la fatica e gli impegni finanziari erano diventati troppi e così nel 2009 Bukolyi ha venduto la società (ma non i terreni) a un ricco investitore di Budapest. Onore, dunque, a queste belle pagine del passato della cantina Gróf Buttler: non sarei riuscito a dormire in pace con la mia coscienza se non ne avessi parlato.

Ma parliamo del presente, che promette bene, se non meglio. Il nuovo proprietario ha speso subito molto in strutture, attrezzature e risorse umane giovani, con il manager Péter Mikuska e l’enologo Károly Adamovich, mentre László Bukolyi si è fatto da parte per dedicarsi a un progetto più piccolo nelle vicinanze, in famiglia, su pochi ettari di vigna. La nuova Gróf Buttler Borászat Zrt. è oggi una società per azioni a partecipazione ristretta. Si tratta dell’azienda con il vigneto più esteso sulla montagna del Nagy-Eged (19,3 ettari di cui 3,5 con viti di kadarka), ma fa vini anche dai 18 ettari del vigneto Szarkás-tető. In tutto circa 100.000 bottiglie, quando va bene. L’agro di Eger è probabilmente la prima regione di produzione vinicola dell’Europa centrale in cui i Serbi, che sono arrivati qui nel XVI secolo, hanno diffuso il vitigno kadarka. 

L’uva kadarka ha una lunga storia ed è popolare in Serbia, Romania, Bulgaria (dov’è chiamata gamza) e nella maggior parte degli altri paesi dell’Europa orientale. In Albania e Montenegro è più conosciuta come skadarska, tanto che si supponeva che derivasse direttamente dal vitigno skadarsko, che cresce intorno al lago di Scutari. In uno studio più recente, però, si dimostra che deriva dal vitigno turco papazkarasi, coltivato in una zona montuosa al confine sud-est della Bulgaria con la parte europea della Turchia, la Strandja (che in bulgaro si pronuncia Strandzha e in turco si chiama Yıldız Dağları o Istranca Dağları).

Eh, sì, noi italiani non siamo abituati a queste uve arcaiche che millenni orsono, nel loro lungo viaggio dalla culla della vitis vinifera, la Georgia, hanno attraversato l’Anatolia, il mar di Marmara e i Balcani fino all’Europa. Danno vini dal gusto diverso dai nostri e che non sono ancora arrivati a sviluppare tutto il loro potenziale qualitativo, ma il vino Egri Kadarka superior Nagy-Eged 2012 mi è piaciuto davvero molto. Un rosso che in bocca è ben concentrato, dal fruttato pieno e con i tannini grafitati, speziato, piccante, sensuale, oserei dire sexy, dal potenziale di maturazione e affinamento ancora immenso.

Dove lo trovi in Ungheria un vino che, bagnando il naso ai ceppi francesi (che vi si sono ambientati benissimo da secoli), risulta così complesso, con aromi di ribes, mortellina di palude, lamponi, frutti di bosco e con un finale tanto fresco e pulito? Ma non solo. Dove lo trovi in Ungheria (in assenza del mare che mi ero sognato però di scorgere chissà dove da quella cima) un vino rosso che fa pensare alla macchia mediterranea, all’agnello allo spiedo fra i ramoscelli di rosmarino e che farebbe l’amore con la zuppa di pesce?


Gróf Buttler Borászat Zrt

3300 Eger, Nagykőporos út 23–25.

Tel/fax: +36.36.515-335

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e-mail: (QUI)

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it e oggi scrive per lavinium.it, nonché per alcuni blog. Un fico d’India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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