Fasjn la mede Festa della fienagione
- Torna a Sutrio, fra i monti della Carnia, la tradizionale festa della fienagione Fasjn la mede (Facciamo i covoni di fieno).
- Per tutta la giornata nei prati della località Suart (facilmente raggiungibili dal parcheggio) si susseguiranno le varie fasi della fienagione.
- Frico con polenta e cavoli cappucci con le cicciole, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco. In programma anche la Mostra delle erbe spontanee a cura del Maestro Domenico Molfetta.
- Ho recentemente pubblicato un libro sull’argomento, il più completo e approfondito, con la loro storia. E anche very smart graficamente parlando.
Domenica 19 luglio. A Sutrio nei prati dello Zoncolan
Piatti e prodotti tipici per un picnic a km zero, giochi di una volta per i bambini
Torna a Sutrio, fra i monti della Carnia, la tradizionale festa della fienagione Fasjn la mede (Facciamo i covoni di fieno).
L’appuntamento è sui prati del monte Zoncolan (tappa mitica del Giro d’Italia, gettonatissima da ciclisti italiani e stranieri) domenica 19 luglio.

La festa è nata per ricordare far conoscere ai giovani ai turisti, uno dei più diffusi fra gli antichi lavori della montagna carnica, cioè la fienagione in montagna, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno.

Un compito che era appannaggio principalmente del mondo femminile e che verrà riproposto da gruppi di donne di Sutrio vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini, pure in costume.
Per tutta la giornata nei prati della località Suart (facilmente raggiungibili dal parcheggio) si susseguiranno le varie fasi della fienagione.

Gli uomini (i setors) che tagliano l’erba con la falce; le donne (le vores) che sparpagliano il fieno, poi lo raccolgono in altissimi covoni (la mede) e a mezzogiorno si siedono alla loro ombra per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto).
I bambini saranno coinvolti in giochi, animazione, corse nei prati.
A fare da contorno a Fasjn la mede ci saranno un Mercatino agroalimentare e artigianale e punti ristoro a cura dei ristoranti locali, dove si degusteranno piatti tradizionali.
Frico con polenta e cavoli cappucci con le cicciole, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco. In programma anche la Mostra delle erbe spontanee a cura del Maestro Domenico Molfetta.

Non ci siamo dimenticati dei Cjarsons, i tipici agnolotti di montagna, rigorosamente senza carne ma ripieni di ogni genere di erbe, diversi da vallata in vallata e conditi prevalentemente con burro fuso e ricotta affumicata.
Ho recentemente pubblicato un libro sull’argomento, il più completo e approfondito, con la loro storia. E anche very smart graficamente parlando.

Nella foto tratta dal libro di QUBÌ editore i cjarsons di Timau, località al confine con l’Austria, e qui a Timau vengono chiamati kropfn.
Potete acquistare il libro WE love Cjarsons sullo shop della mia casa editrice – link www.qbquantobasta.it




