Fassi e la pasticceria gelata: il semifreddo al panettone e il pandoro con gelato 

Fassi e la pasticceria gelata: il semifreddo al panettone e il pandoro con gelato 

Roma ha una memoria dolce, e spesso passa dal freddo.

Succede da Fassi storica istituzione capitolina dal 1880, che nel periodo natalizio ha scelto di raccontarsi attraverso un assaggio.

Una degustazione gratuita di semifreddo al panettone nella sede di via Piave.

Andrea Fassi nella sede storica del Pazzo del Freddo non è nuovo a queste iniziative.

Periodicamente vengono organizzati tour e degustazioni per raccontare la storia di questa grande famiglia  di gelatieri ed assaporare le loro prelibatezze.

Stavolta si è andati oltre il singolo evento, perché si tratta di un progetto più ampio, fortemente voluto da Andrea Fassi.

Avvicinare in modo sempre più consapevole il mondo della pasticceria a quello del gelato, fino a costruire una vera e propria idea di pasticceria gelata.

Il panettone che diventa semifreddo

il semifreddo al panettone
il semifreddo al panettone

Protagonista della degustazione è stato un semifreddo artigianale al panettone, servito “al bicchiere” , in cui il grande classico delle feste viene reinterpretato in chiave fredda.

La base, una crema alla vaniglia, morbida e avvolgente, sostiene il panettone senza sovrastarlo, lasciando emergere la fragranza dell’impasto e la sua identità .

Non un semplice gelato aromatizzato, ma una costruzione tecnica che rispetta i codici della pasticceria, adattandoli alle temperature e alle consistenze del freddo.

Un dolce che racconta chiaramente la direzione intrapresa da Fassi: lavorare sulla trasformazione, non sulla semplificazione.

Pasticceria e gelato: un progetto condiviso

Alla base di questo percorso c’è una ricerca che unisce competenze diverse.

Andrea Fassi ha raccontato come il semifreddo al panettone sia frutto di un lavoro di studio.

Esso mira a combinare strutture, bilanciamenti e materie prime tipiche della pasticceria tradizionale con il sapere gelatiero.

Un ruolo centrale in questo progetto è affidato alla pasticcera Veronica Cebotarean, il cui contributo è stato fondamentale nello sviluppo delle consistenze e nell’equilibrio del dessert.

La collaborazione non punta a replicare dolci già esistenti in versione fredda, ma a trasformarli, mantenendone l’identità e traducendoli in una nuova esperienza sensoriale.

Il pandoro con gelato: il caldo-freddo delle feste

Questo stesso approccio prende forma, per le festività, nel Pandoro Fassi ripieno di semifreddo alla crema e cioccolato.

Un prodotto che unisce mondi diversi: soffice come una mousse, fresco come un gelato.

Pensato per essere conservato in freezer e completato a casa con un breve passaggio in forno, creando un contrasto caldo-freddo che ne amplifica la piacevolezza.

Il pandoro, dal peso di circa un chilo, è proposto in edizione limitata (80 pezzi) e venduto a 18 euro.

Un prezzo volutamente contenuto se rapportato alla natura artigianale del prodotto e alla generosità del ripieno.

Un dato non secondario, soprattutto in un periodo in cui i grandi lievitati natalizi raggiungono spesso cifre ben più elevate.

Talvolta senza un reale riscontro in termini di contenuto.

Attualmente i lievitati utilizzati provengono da un forno artigianale selezionato.

L’obiettivo dichiarato di Andrea Fassi è quello di arrivare a produrre internamente questi prodotti, rendendoli parte integrante del progetto di pasticceria gelata.

Un passaggio che punta a una filiera ancora più coerente e identitaria.

Via Piave, una sede che evolve

la sede Fassi di via Piave
la sede Fassi di via Piave

La degustazione è stata anche l’occasione per riscoprire la sede di via Piave, seconda anima del Palazzo del Freddo.

Uno spazio che sta vivendo una fase di ripensamento e trasformazione, con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente.

Il progetto prevede l’introduzione di divanetti e aree dedicate alla sosta, così da favorire un’esperienza più rilassata.

Permettere un maggiore afflusso di pubblico rispetto all’apertura iniziale, quando la sede era concepita principalmente solo come punto vendita.

Tradizione come scelta, non come nostalgia

In una città in cui l’offerta gastronomica è sempre più popolata da format importati continuare a scegliere Fassi significa anche scegliere Roma.

Scegliere la tradizione romana piuttosto che nomi che vengono da fuori.

Il semifreddo al panettone, il pandoro con gelato e il progetto di pasticceria gelata raccontano proprio questo.

Una tradizione che non si limita a resistere, ma che sceglie di evolversi, mantenendo un rapporto diretto con il pubblico e con la città.

Fassi non è semplicemente un nome storico: è tradizione della città di Roma. Una tradizione che oggi torna a parlare il linguaggio delle origini, perché prima ancora di essere gelatieri, i Fassi erano pasticcieri.

Giovanni Fassi, bisnonno di Andrea mosse i suoi primi passi, come pasticcere della real casa nei primi del ‘900.

Il progetto di pasticceria gelata rappresenta così un ritorno all’antico, alle radici familiari e tecniche da cui tutto è partito.

Non una nostalgia, ma una continuità: la stessa attenzione alla materia prima, la stessa ricerca dell’equilibrio, oggi riletta attraverso il freddo.

Un dialogo tra passato e presente, dove Fassi riafferma il proprio ruolo nella storia gastronomica romana.

A dimostrazione che l’innovazione più autentica, spesso, nasce dal ricordarsi da dove si viene.

Chi volesse anticipare la tradizione della tombola e assaporare le specialità di Fassi potrà partecipare ad un’altra speciale degustazione.

Domenica 21 dicembre nella sede storica del Palazzo del Freddo si terrà un evento di tombola natalizia e degustazioni dei prodotti della storica bottega.

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Napoletana di nascita e romana d’adozione, dal 2010 vivo nella Capitale, dove lavoro come IT Manager. Da buona donna del Sud, amo la cucina tradizionale, i sapori autentici e le tavole conviviali, anche se preferisco più stare davanti ad una tavola imbandita che dietro ai fornelli. Le contaminazioni moderne? Le accetto, ma con moderazione. Diciamo che, se volete conquistarmi, una buona pizza batte sempre il sushi! Ho molte passioni: il cinema anni ’50 e ’60, il teatro, i romanzi gialli, la musica, l’opera lirica, la disco music rigorosamente anni ‘70 e ’80 e sono una grande tifosa del Napoli. Quando posso mi piace viaggiare tra borghi e luoghi poco battuti, od andare alla ricerca di ristoranti e realtà che coniugano semplicità e raffinatezza, dove poter vivere quelle esperienze “per molti, ma non per tutti”. Nel 2022 mi sono avvicinata per curiosità al mondo del vino. E pensare che credevo di essere astemia! È stato amore a prima vista. Da allora ho iniziato a studiare, a degustare e a partecipare a corsi e masterclass, fino a diplomarmi Assaggiatore ONAV e certificarmi Wine Ambassador. E non mi fermo qui, perché la mia sete di sapere (e di vino) continua a spingermi verso nuove avventure Nel 2025 ho creato un mio blog, Un bicchiere alla volta per condividere, con curiosità e leggerezza, le emozioni che nascono da un calice di vino e da un buon piatto. Con molta umiltà, cerco di non parlare di tecnicismi, ma di raccontare le emozioni che il vino sa suscitare. Come diceva Socrate, “so di non sapere”, e ogni calice resta per me un piccolo mondo da scoprire.
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