Fermento Hub: il Tabacchificio Goggi rinasce a Tortona
- È il Tabacchificio Goggi, oggi diventato la casa di Fermento Hub, un progetto che unisce birra artigianale, cucina e socialità in uno spazio dal forte carattere identitario.
- Un’idea che negli anni si è rafforzata fino a diventare un riferimento per il territorio.
- La forza di Fermento Hub sta proprio nella sua doppia anima.
- Dietro questa identità c’è anche una filosofia precisa.
- Anche la sostenibilità ha un ruolo centrale.
A Tortona, in provincia di Alessandria, c’è un luogo che racconta bene come l’archeologia industriale possa tornare a vivere grazie a una visione contemporanea.
È il Tabacchificio Goggi, oggi diventato la casa di Fermento Hub, un progetto che unisce birra artigianale, cucina e socialità in uno spazio dal forte carattere identitario.

La rinascita di questo edificio in mattoni rossi non è solo un’operazione di recupero architettonico, ma anche un segnale della nuova vitalità gastronomica del territorio tortonese.
Qui, tra le colline del Timorasso e una scena enogastronomica in pieno fermento, prende forma un modello che mette insieme tradizione, innovazione e accoglienza.
Fermento Hub nasce dall’evoluzione di un birrificio artigianale che ha scelto di andare oltre il concetto classico di produzione, per trasformarsi in un vero punto d’incontro.
Non soltanto un luogo dove bere birra, quindi, ma uno spazio in cui convivono cucina, eventi, lavoro, convivialità e cultura del fare bene.

Il progetto prende avvio nel 2013 grazie ad Andrea Petrini, che dopo anni di esperienza nell’azienda di famiglia decide di costruire un percorso suo, legato alla passione per la birra e al desiderio di dare forma a un’idea nuova di ospitalità.
Un’idea che negli anni si è rafforzata fino a diventare un riferimento per il territorio.
La svolta arriva nel 2020, quando al progetto si uniscono Alberto Franzosi e Laura Angeleri, proprietari dell’ex essiccatoio del Tabacchificio Goggi.
L’edificio, rimasto inutilizzato per anni, colpisce per la sua imponenza e per il suo fascino industriale.

Da qui nasce l’intuizione: recuperarlo e affidarlo a una nuova produzione artigianale, quella della birra, trovando nel luppolo cresciuto spontaneamente attorno alla struttura quasi un segno del destino.
Nel 2024 Fermento Hub cambia sede e compie un passo decisivo.
La produzione si amplia, il pub si evolve e lo spazio diventa ancora più vivo: dalle colazioni al dopocena, passando per brunch, aperitivi, cene tematiche, incontri con i vignaioli, musica dal vivo e perfino performance teatrali.
L’idea di fondo è chiara: offrire un luogo capace di accompagnare la giornata e di creare relazioni.
La forza di Fermento Hub sta proprio nella sua doppia anima.

Da una parte c’è il birrificio, con una produzione che punta su pulizia, equilibrio e bevibilità.
Dall’altra c’è la cucina, che propone hamburger gourmet, picanha, carni dry age seguite con cura, piatti per il brunch e una proposta adatta a un pubblico ampio e curioso.

Il risultato è un locale capace di parlare sia agli appassionati di birra artigianale sia a chi cerca un’esperienza gastronomica più completa.
Dietro questa identità c’è anche una filosofia precisa.
Ogni birra nasce da materie prime vive, come malto, luppolo, lievito e acqua, e per questo non può mai essere identica alla precedente.
È qui che entrano in gioco esperienza, sensibilità e controllo costante della qualità.
La sanificazione, in particolare, è un passaggio fondamentale, perché la birra artigianale non pastorizzata conserva meglio aromi e personalità, ma richiede anche una cura quasi assoluta per evitare contaminazioni.

Fermento Hub è anche un laboratorio di relazioni.
Le collaborazioni con altri birrifici del Tortonese, così come la creazione di etichette speciali nate da incontri e amicizie, raccontano un modo di fare impresa che non isola ma connette.
È il caso, per esempio, della birra alla nocciola trilobata del Piemonte, nata da una storia di conoscenza, territorio e dialogo.
Il locale si definisce con orgoglio una sorta di rimedio alla solitudine: un posto in cui si entra e si viene accolti per nome, come in una casa di amici.
È questa la dimensione più autentica dell’Hub, che non si limita a servire birra e piatti, ma costruisce un’esperienza di comunità.
Anche la sostenibilità ha un ruolo centrale.
Il recupero dell’edificio è stato pensato secondo criteri moderni di efficienza costruttiva ed energetica.
Sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico da 70 kW potenziali, capace di produrre circa 80.000 kWh all’anno, quasi interamente utilizzati per la cucina, la produzione della birra e la climatizzazione degli ambienti.
Anche le trebbie di scarto vengono recuperate e trasformate in mangimi, in un ciclo virtuoso che riduce gli sprechi e valorizza ogni fase del processo.
Fermento Hub dimostra che un’idea artigianale può diventare un modello contemporaneo senza perdere calore umano, radici e identità.
Nel cuore di Tortona, dentro un ex tabacchificio restituito alla città, il fermento non è soltanto una parola: è un modo concreto di immaginare il futuro.



