Fiera di santa Elisabetta- Sagre dal Dindiat

Fiera di santa Elisabetta- Sagre dal Dindiat

Il dindiàt è un animale difficile da individuare solo con il suo termine dialettale locale: trattasi di un tacchino, anzi un tacchinaccio, se vogliamo essere precisi.

È il protagonista di una sagra storica a Romans d’Isonzo, in provincia di Gorizia, la  Fiera asburgica di Santa Elisabetta, giunta alla sua 192esima edizione.

Dal 13 al 17 novembre la cittadina dell’Isontina si animerà con un ricco cartellone di appuntamenti culturali, sportivi, musicali e, naturalmente, enogastronomici.

Senza dimenticare il luna park, il mercato e tanti mercatini di diverse merceologie.

Domenica 16 novembre, alle 15, sul palco allestito di fronte alla chiesa parrocchiale, sarà effettuata la lettura dello storico documento con cui venne concessa nel 1834, dall’imperatore Francesco I, la possibilità di tenere una doppia fiera a Romans.

Una il 25 luglio per i festeggiamenti in onore di San Giacomo, l’altra il 19 novembre, per celebrare Santa Elisabetta.

L’appuntamento più atteso, quello che caratterizza la festa, è la pesatura pubblica dei tacchini giganti, per la proclamazione del vincitore.

Ancora imbattuto il record dell’allevatore locale Alberto Scapicchio, che, nel 2008, portò in fiera un esemplare del peso di 32,4 Kg, entrato nel Guinness dei primati.

Nella sagra sono coinvolti anche gli studenti delle scuole medie, che partecipano a un concorso di disegno per realizzare il “Piatto ricordo” in ceramica.

questa iniziativa è giunta alla trentottesima edizione.

Gli scolari delle elementari parteciperanno con i loro animaletti alla mostra “L’animale più bello”.

Durante le giornate della fiera si potranno gustare i piatti tipici della tradizione locale preparati dalla Pro Loco e dalle associazioni.

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Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un'età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di filosofia e di storia l'hanno spinta all'approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.
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