Fiori eduli: quando il piatto sembra un prato incolto e non dovrebbe 

Fiori eduli: quando il piatto sembra un prato incolto e non dovrebbe 

Introduzione 

La primavera si avvicina e con essa torna la voglia di colore, profumo e freschezza nei piatti. Personalmente, ho molto a cuore questo tema che mi riporta al manuale di un corso sui fiori eduli che ho frequentato a Parigi, presso il Ritz Carlton, sede della prestigiosa scuola di cucina Auguste Escoffier.

Proprio durante quel percorso ho compreso quanto sia delicato e spesso frainteso l’utilizzo dei fiori commestibili. Oggi, purtroppo, non è raro vedere piatti, pizze o dessert riempiti con una cascata di fiori eduli, secchi o freschi, usati come semplice decorazione estetica, senza conoscenza tecnica o gastronomica reale. Mi dà enormemente fastidio.

Uno chef che utilizza fiori senza comprenderne sapori, struttura e funzione rischia di trasformare un ingrediente raffinato in un elemento puramente ornamentale e di cattivo gusto. Questa guida nasce proprio per fare chiarezza: capire cosa sono i fiori eduli, perché si usano e come impiegarli con professionalità.

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Storia dei fiori eduli

L’utilizzo dei fiori in cucina ha radici antichissime. Civiltà come quella romana, asiatica e mediorientale li impiegavano già per aromatizzare bevande, dolci e piatti rituali. 

Nel Medioevo europeo erano diffusi nelle preparazioni aristocratiche, mentre nella tradizione asiatica, soprattutto in Cina e Giappone, venivano utilizzati sia per gusto che per proprietà medicinali.

Nel tempo, i fiori eduli sono rimasti parte integrante di molte cucine tradizionali: basti pensare ai fiori di zucca o di zucchine della tradizione italiana o all’uso della rosa e del gelsomino nella pasticceria mediorientale.

La cucina moderna li ha riscoperti con l’alta ristorazione, ma spesso ne ha travisato il senso: dal gusto alla pura estetica.

Panna cotta alla rosa con coulis di fragole
Panna cotta alla rosa con coulis di fragole

Come nascono e quando si raccolgono 

Il fiore nasce come organo riproduttivo della pianta. Per l’uso alimentare, la coltivazione è molto meticolosa, spesso a filiera corta, priva di pesticidi e altre sostanze chimiche. Si raccolgono manualmente, appena sbocciati, di mattina, quando profumi e oli essenziali sono più intensi. Ciò giustifica il prezzo un po’ elevato, soprattutto per i più rari e pregiati.

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Vanno consumati freschissimi o conservati con estrema cura.

Importante: non tutti i fiori sono eduli: attenzione a oleandro, digitale e mughetto perché sono tossici.

Perché si usano e come si usano 

I fiori eduli si usano per:
  • aroma (floreale, erbaceo, speziato, balsamico)
  • gusto (dolce, amarognolo, piccante, vegetale)
  • struttura (setosa, croccante, succosa)
  • contrasto o armonia con materie grasse (acidità e dolcezza)
  • proprietá funzionali (digestivi, antiossidanti, rinfrescanti)
Dal punto di vista tecnico si possono utilizzare:
  • Freschi (preferiti nell’alta cucina)
  • Cristallizzati
  • Infusi
  • Essiccati (con grandi limitazioni gastronomiche
Tecniche corrette:
  • a crudo
  • in infusione
  • in mantecatura
  • come parte strutturale del piatto
Tecniche scorrette:
  • uso casuale
  • mix indiscriminati
  • sovradosaggio
  • decorazione senza funzione
Tecniche consigliate:
  • Infusione breve: rosa, lavanda, camomilla
  • Uso a crudo: nasturzio, violetta
  • Mantecatura: calendula, sambuco
  • Decorazione funzionale: fiori di zucchina, borragine
  • Frittura: fiori di zucca
Regole d’oro:
  • Usare pochi fiori, mai mischiarne troppi se non si conoscono le caratteristiche principali 
  • Meglio un solo fiore protagonista di un menù per abituarsi al corretto utilizzo 
  • Assaggiare sempre il fiore crudo prima di usarlo
  • Decorazione = ingrediente, non il contrario
Insalata folle-Chef Terry Giacomello
Insalata folle-Chef Terry Giacomello (foto: Stefano Caffarri)

L’Insalata folle di Terry Giacomello 

Lo chef Terry Giacomello è uno dei cuochi più innovativi e sperimentali della cucina italiana contemporanea: da tempo lo seguo con grande interesse ed ammirazione per il suo stile creativo e visionario.

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Dal 2023 è alla guida della cucina del ristorante NIN, situato all’interno del Belfiore Park Hotel a Brenzone sul Garda (Verona), sulle sponde del Lago di Garda. Qui ha riportato il locale a ottenere una stella Michelin.

Ve ne parlo perché la sua è una cucina che parte dalla botanica e dalla sperimentazione estrema, dove il piatto diventa un’idea prima ancora che una ricetta, esempio di come l’utilizzo di fiori eduli, erbe spontanee, foglie, germogli e ingredienti vegetali rari, danno vita a piatti straordinari grazie al suo approccio artistico, intellettuale ed estetico, spesso provocatorio.

Il piatto che sicuramente mi ha maggiormente colpita è l’Insalata folle. Non è una semplice insalata ma un piatto concettuale, presentato dallo chef nel corso di una sfida a MasterChef Italia come composizione estremamente varia,  composta da ben 40 ingredienti vegetali.

Pensata come un viaggio tra gusti contrastanti e consistenze diverse, con decine di elementi botanici raccolti e messi insieme per stimolare il palato e la creatività, non c’è una lista esatta degli ingredienti utilizzati: Bulbo di giglio, Fiore elettrico, Erba ghiaccia, Uva spina, Bacche di goji, Germogli di patata, Germogli di pisello, Radicchio dell’orso, sono stati trattati e conservati in modi diversi (sott’olio, sotto sale, sott’aceto), oltre a diversi tipi di salse e condimenti originali come la Salsa di lampone artico.

Cari colleghi cuochi, pasticcieri, panificatori, gelatieri, meditate:

“Se non puoi spiegare perché c’è quel fiore o quel germoglio, allora non dovrebbero esserci”

I fiori eduli più utilizzati 

Avrete capito che quello dei fiori commestibili è un mondo delicato ma potentissimo: estetica, profumo, gusto e cultura si incontrano nello stesso boccone. Sono un vero ingrediente, capaci di sublimare un piatto. Usati bene non coprono, esaltano, raccontano una stagione, un territorio, un gesto antico. Ecco la lista dei più utilizzati, quelli che di solito troviamo nelle barchette miste  comprate in ristorazione, con  le foto per riconoscerli.

Calendula
Calendula

Calendula

Sentore: erbaceo, leggermente speziato

Gusto: amarognolo delicato, ricorda lo zafferano

Abbinamenti:

  • Carni: pollo, vitello, coniglio

(alleggerisce e dona profondità)

  • Salse per primi: burro, parmigiano, yogurt

( ama le basi grasse semplici)

  • Pesce: merluzzo, sogliola

(esalta pesci neutri)

  • Frutta e formaggi: mela, pera, ricotta

(equilibrio dolce/amaro)

  • Dessert e gelati: agrumi, vaniglia

( dona complessità senza invadere)

Rosa
Rosa

Rosa

Sentore: intenso, floreale, elegante

Gusto: dolce, aromatico

Abbinamenti:

  • Carni: anatra, agnello giovane

(profumo + succulenza)

  • Salse per primi: burro acido, mascarpone

(la grassezza trattiene l’aroma)

  • Pesce: salmone, gamberi

(veicolo perfetto per l’olio essenziale)

  • Frutta e formaggi: fragole, lamponi, caprini

(acidità + profumo)

  • Dessert e gelati: pistacchio, cioccolato bianco

(sensualità pura)

Violetta
Violetta

Violetta

Sentore: fresco, verde

Gusto: dolce delicato

Abbinamenti:

  • Carni: vitello, faraona

(rende le carni eleganti)

  • Salse per primi: panna leggera, burro montato (texture morbida)
  • Pesce: scampi, branzino

(per una finezza assoluta)

  • Frutta e formaggi: mirtilli, brie

(rotondità)

  • Dessert e gelati: vaniglia, mandorla

(per uno stile rétro)

Nasturzio
Nasturzio

Nasturzio

Sentore: vegetale

Gusto: piccante, simile al crescione

Abbinamenti:

  • Carni: manzo, maiale

( pulizia del palato)

  • Salse per primi: olio, pesto, aglio

(rinforza la componente verde)

  • Pesce: tonno, sgombro

(contrasta il grasso)

  • Frutta e formaggi: sconsigliato
  • Dessert: no
Borragine
Borragine

Borragine

Sentore: fresco, leggermente iodato 

Gusto: ricorda il cetriolo

Abbinamenti 

  • Carni: pollo, coniglio

(dona freschezza)

  • Salse per primi: ricotta, burro e salvia

(continuità aromatica)

  • Pesce: trota, pesce azzurro

(pulizia gustativa)

  • Frutta e formaggi: mela verde, ricotta

(coerenza)

  • Dessert: sorbetti agrumati 

(uso raro ma sorprendente)

Camomilla
Camomilla

Camomilla

Sentore: dolce, erbaceo

Gusto: floreale con nota amara

Abbinamenti:

  • Carni: maiale, vitello

( ammorbidisce)

  • Salse per primi: burro nocciola, creme leggere

(comfort)

  • Pesce: orata, capesante

(equilibrio)

  • Frutta e formaggi: mela, pera, caprini

( rassicurante)

  • Dessert: miele, biscotto

(contrasto con nota amara)

Sambuco
Sambuco

Sambuco

Sentore: muschiato, intenso

Gusto: dolce aromatico

Abbinamenti:

  • Carni: maiale, pollame

( fruttato e fresco)

  • Salse per primi: agrodolci, riduzioni

(amplifica acidità)

  • Pesce: salmone, affumicati

( perfetto con il grasso)

  • Frutta e formaggi: fragole, caprino

(primaverile)

  • Dessert: agrumi, sorbetti

(dolce contrasto)

Lavanda
Lavanda

Lavanda

Sentore: balsamico, canforato

Gusto: intenso, persistente

Abbinamenti:

  • Carni: agnello, anatra

(carni strutturate)

  • Salse per primi: burro, panna

( il grasso doma l’aroma)

  • Pesce: baccalà 

(accenno)

  • Frutta e formaggi: albicocca, pecorino fresco
  • Dessert: cioccolato fondente, limone
Fiori di zucchine
Fiori di zucchine

Fiori di zucchina o di zucca

Sentore: delicato

Gusto: dolce vegetale

Abbinamenti:

  • Carni: pollo, vitello
  • Salse per primi: ricotta, zucchine
  • Pesce: acciughe, gamberi
  • Formaggi: mozzarella, ricotta, fiordilatte
  • Dessert: no
Mix di petali di fiori essiccati
Mix di petali di fiori essiccati

Perché un vero professionista non usa un’eccessiva quantità di fiori secchi

L’essiccazione, nel caso dei fiori eduli ha tanti limiti: altera profondamente la struttura del fiore, riduce gli oli essenziali e quindi l’intensità aromatica, modifica la texture rendendola spesso fibrosa, uniforma i sapori facendo perdere identità alle singole varietà.

I mix secchi hanno senso solo per:

  • Preparazioni con fiori monovarietali
  • Infusi e tisane
  • Decorazioni da forno
  • Preparazioni aromatiche controllate

Nell’alta cucina, invece, il fiore fresco permette un lavoro sensoriale preciso, coerente e bilanciato.

Conclusione 

I fiori eduli sono ingredienti straordinari, capaci di trasformare un piatto in un’esperienza sensoriale completa. Tuttavia, usarli senza consapevolezza equivale a indossare uno smoking con le infradito: scenografico, forse, ma tecnicamente discutibile.

Un bravo cuoco non riempie il piatto di fiori.

Sceglie quel fiore, in quel momento, per quel motivo.

E si vede.

Photo Credit: © Stefano Caffarri (Insalata Folle), © Canva

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Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
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