Forbes multato di 150.000 euro
Tempo fa l’autorevole testata Forbes (rectius BFC Media Editore) aveva editato una lista dei 100 migliori ristoranti d’Italia classificandoli come innovativi.
Detto elenco è ancora possibile leggerlo qui.
Cosa ha rivelato l’indagine?
- Contenuto a pagamento: L’inclusione dei ristoranti nella guida era subordinata a un pagamento, un fatto non dichiarato in modo esplicito.
- Mancata Trasparenza: La collaborazione con un’altra testata non è stata ritenuta sufficiente per informare i lettori che la guida era a fini pubblicitari.
- Informazione Ingannevole: La pubblicazione non presentava le diciture obbligatorie come “publiredazionale” o “informazione pubblicitaria”.
- Valore Percepito: L’allegato era confezionato in modo da sembrare una guida autorevole e redatta con criteri di selezione genuini, inducendo i lettori a non comprenderne la vera natura promozionale.
- Confusione Editoriale: La presenza di articoli scritti da giornalisti nel supplemento ha contribuito a generare confusione e a mascherare ulteriormente la natura pubblicitaria del contenuto.
La pubblicazione, distribuita tra ottobre e novembre 2024, non era vendibile separatamente, ma il suo status non era considerato “gratuito” dall’Autorità.
Inoltre, la rivista ha continuato a rendere disponibile l’allegato anche tramite la sua app, ritirandolo solo dopo l’avvio del procedimento legale nel febbraio 2025.
Inoltre, l’argomentazione dell’editore secondo cui il numero di copie distribuite era esiguo è stata respinta.
Così come la tesi che i lettori di Forbes, ritenuti “altamente istruiti”, non avessero bisogno di chiare informazioni sulla natura pubblicitaria.
Questo caso sottolinea l’importanza di un’informazione chiara e corretta nel mondo del giornalismo e della comunicazione, a tutela dei consumatori e della libera concorrenza.


