Formaggi vietati a bambini e donne in gravidanza: l’avviso del Ministero della Salute
- Perché alcuni formaggi sono sconsigliati
- L’avviso ministeriale: il focus è sul latte crudo
- Cosa si intende per “latte crudo”
- Quali sono questi formaggi?
- La normativa europea di riferimento
- Cosa fare in ristorazione e a casa
- Formaggi sicuri: come orientarsi
- L’obiettivo non è demonizzare i formaggi a latte crudo, ma informare correttamente e permettere scelte consapevoli, soprattutto per chi ha sistemi immunitari più vulnerabili.
Una doverosa premessa.
Chi firma quest’articolo è un assaggiatore di formaggi che mangia regolarmente formaggi a latte crudo, ma è anche un giornalista e chi fa informazione ha sempre il dovere di riportare tutto.
Anche quello che non gli piace. Si chiama deontologia professionale.
Formaggi a latte crudo, gravidanza e bambini: cosa dice davvero il Ministero della Salute. L’avviso ministeriale riguarda soprattutto i formaggi a latte non pastorizzato, da evitare per donne in gravidanza, bambini piccoli, anziani e persone fragili.
Perché alcuni formaggi sono sconsigliati
Il Ministero della Salute, in linea con EFSA e ISS, segnala che alcuni formaggi possono esporre a rischi microbiologici (Listeria monocytogenes, Escherichia coli STEC, Salmonella) particolarmente gravi per le categorie più vulnerabili: bambini sotto i 5 anni, donne in gravidanza, anziani e persone immunodepresse.
Il messaggio non è “tutti i formaggi fanno male”, ma alcuni prodotti richiedono prudenza: in particolare quelli ottenuti da latte non pastorizzato e i formaggi molli, freschi o erborinati, che per struttura e umidità possono favorire la sopravvivenza di patogeni.
L’avviso ministeriale: il focus è sul latte crudo
Sostanzialmente, l’avviso del Ministero della Salute riguarda prevalentemente i formaggi a latte crudo.
Le linee guida indicano che, quando il produttore non può garantire la sicurezza microbiologica, in etichetta (e nei menu) dovrebbe comparire un’avvertenza del tipo:
“Il consumo di questo prodotto non è consigliato per le categorie fragili (bambini, anziani, donne in gravidanza, persone immunodepresse).”
Questa indicazione nasce anche alla luce di focolai di E. coli STEC e listeriosi legati a formaggi a latte crudo, con casi gravi in bambini e adulti fragili.
Cosa si intende per “latte crudo”
Per “latte crudo” si intende il latte non riscaldato oltre i 40 °C e non sottoposto a trattamenti equivalenti alla pastorizzazione, come definito dal Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale.
I formaggi ottenuti da latte crudo devono riportare in etichetta, tra gli ingredienti, la dicitura “a latte crudo” o frase analoga, come previsto dall’allegato III, sezione IX, capitolo IV del Reg. (CE) 853/2004 e successive modifiche.

Quali sono questi formaggi?
Le indicazioni ministeriali e le linee guida di sicurezza alimentare suggeriscono di evitare o consumare solo ben cotti:
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Tutti i formaggi a latte crudo, soprattutto se freschi o a breve stagionatura.
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Formaggi molli e a crosta fiorita: Brie, Camembert, Taleggio e analoghi, anche se spesso pastorizzati, per il rischio Listeria.
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Formaggi erborinati (pasta blu/verde): Gorgonzola, Roquefort, Castelmagno, Stilton, Danablue, da evitare crudi in gravidanza e per le categorie fragili.
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Formaggi freschi e a pasta filata da latte crudo: provola, mozzarella, scamorza, burrata, se non chiaramente pastorizzate.
Al contrario, sono generalmente considerati più sicuri i formaggi da latte pastorizzato e ben stagionati (es. Parmigiano Reggiano, Grana Padano) e i freschi pastorizzati con filiera controllata.

La normativa europea di riferimento
Il quadro normativo principale è il Regolamento (CE) n. 853/2004, che fissa i requisiti igienici per i prodotti lattiero-caseari e impone l’etichettatura “latte crudo” quando il latte non è stato riscaldato oltre i 40 °C.
A questo si aggiungono:
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Il Regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari, che include parametri per Listeria monocytogenes in formaggi pronti al consumo.
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Le linee guida nazionali e regionali HACCP per il settore lattiero-caseario, che prevedono piani di autocontrollo con attenzione a Listeria, E. coli STEC e allergeni.
Recentemente, un tavolo di lavoro presso il Ministero della Salute ha emanato nuove indicazioni per contenere il rischio di contaminazioni da E. coli STEC, tra cui la richiesta di una nuova etichettatura per sconsigliare il consumo di formaggi a latte crudo alle categorie più fragili.
Cosa fare in ristorazione e a casa
Per chi lavora nella ristorazione, nella vendita al dettaglio o nella comunicazione enogastronomica, le indicazioni pratiche sono:
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Leggere sempre l’etichetta: se compare “latte crudo” o non è chiara la pastorizzazione, per bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e immunodepressi è preferibile evitare.
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Segnalare nei menu i formaggi a latte crudo non garantiti con un’avvertenza per le categorie fragili, come suggerito dalle linee guida ministeriali.
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In caso di dubbio, cuocere bene il formaggio (fino a ebollizione/cottura completa) riduce fortemente il rischio da Listeria e altri patogeni.
A casa, la regola è simile: privilegiare prodotti da latte pastorizzato, controllare scadenze e conservazione, e in gravidanza o con bambini piccoli evitare i formaggi indicati come a rischio.
Formaggi sicuri: come orientarsi
Per le categorie fragili, le linee guida indicano come generalmente più sicuri:
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Formaggi da latte pastorizzato e ben stagionati (es. Parmigiano Reggiano, Grana Padano), grazie alla bassa umidità e alla lunga stagionatura.
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Formaggi freschi da latte pastorizzato con etichetta chiara e filiera controllata (fiocchi di latte, primo sale, mozzarella e ricotta pastorizzate industriali).
L’obiettivo non è demonizzare i formaggi a latte crudo, ma informare correttamente e permettere scelte consapevoli, soprattutto per chi ha sistemi immunitari più vulnerabili.

Fonti e riferimenti normativi
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Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. [
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Regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari.
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Linee guida e avvisi del Ministero della Salute su formaggi a latte crudo, E. coli STEC e Listeria (2025–2026).
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EFSA e ISS su rischi microbiologici in formaggi e latte crudo per categorie fragili.



