Francesina (Lesso rifatto con le cipolle)

La Franceina con cipolline intere abbinata ad un rosso salentino

Francesina (Lesso rifatto con le cipolle)

Il “Lesso rifatto” (conosciuto in Toscana come “Francesina”) è un saporito secondo di recupero della tradizione italiana.

In Toscana ha varie interpretazioni, viene fatto sia con: i pisellini, i peroni, le patate; ma la sua “morte” è con le cipolle.

Quello con le cipolle, a sua volta, ha due modi di realizzazione:

La Francesina tradizionale, che sin dalla metà del 1500 fu introdotta a Firenze da Caterina dei Medici quando divenne regina dei francesi avendo sposato il re Enrico 2° di Valois.

Nel primo caso il termine deriva dall’ abbondante utilizzo della cipolla (componente base della cucina francese). Non è previsto l’uso di pomodoro, o suoi derivati, in quanto non era ancora stato introdotto in Europa.

Oppure il Lesso rifatto con l’uso di pomodori maturi, o con utilizzo della passata di pomodoro o dei pelati, o anche del concentrato di pomodoro diluito in un poco di brodo.

In Toscana, ma soprattutto a Firenze, questo piatto sta ottenendo una grande popolarità, è prediletto a tal punto che nei ristoranti ormai non è più un piatto di riutilizzo, ma viene creato appositamente privilegiando il lesso bollito e non il brodo di carne.

Introducendo la carne nell’acqua che bolle, a causa del calore, i pori della stessa si chiudono rapidamente e la carne mantiene al suo interno tutti i succhi ed i suoi sapori.

In casa mia viene cucinato spesso, per noi è un piatto di recupero ed è conseguente alla realizzazione di un buon brodo, in questo caso la carne viene messa nell’acqua fredda e poi portata ad ebollizione in tal caso i succhi si disperdono nel brodo.

Otteniamo un brodo molto intenso, ma il lesso risulterà meno saporito. Questo non è un gran problema perché riacquisterà sapore nella cottura successiva ed il piatto sarà comunque ottimo.

Fase di cottura della Francesina con cipolle borrettane
Fase di cottura della Francesina con cipolle borrettane

Realizzazione:

Ingredienti

Le proporzioni possono variare in base ai gusti, ma per un’ottima riuscita ti serviranno:

Lesso di manzo avanzato:  500 grammi

Cipolle: 1 kg. E’ preferibile la cipolla rossa

Pomodoro:  2 cucchiai di concentrato diluiti nel brodo oppure  300-400 grammi di passata o di pomodori pelati.

Olio extravergine d’oliva: copioso

Brodo di carne:  1 bicchiere

Salvia: svariate foglie fresche

Aceto di vino: facoltativamente aggiungere 1-2 cucchiai per sgrassare ed equilibrare la dolcezza della cipolla

Sale e pepe: Quanto basta 

Preparazione

La preparazione è semplice ma richiede pazienza per far stufare le cipolle.

Tagliare le cipolle:

Pelare le cipolle e tagliale a fettine sottili

Stufare le cipolle:

Mettere le cipolle in un tegame capiente con un filo d’olio e un pizzico di sale.

Far appassire a fuoco molto basso aggiungendo un goccio di brodo, finché non diventano trasparenti e morbidissime, eventualmente sfumare con un poco d’aceto di vino e lasciare evaporare.

Unire il pomodoro:

Aggiungere la salvia e il concentrato di pomodoro o la passata o i pomodori pelati.

Aggiungere la carne:

Tagliare il lesso a fettine o sfilacciarlo sommariamente e aggiungerlo al preparato di cipolle.

Portare a termine la cottura:

Versare del brodo caldo, coprire e lascia sobbollire a fuoco lento per circa 20-30 minuti, mescolando di tanto in tanto affinché i sapori si amalgamino e la carne diventi molto tenera.

La Francesina deve risultare morbida, umida e con una salsa densa.

L’ideale è servirla calda, accompagnata da fette di pane toscano sciocco abbrustolito.

Un’ottima variante è utilizzare le cipolline borrettane fresche. In casa nostra lo facciamo spesso quando sono reperibili.

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Sono nato a Massa Marittima (GR) il 13 febbraio 1951. Vigile urbano prima e funzuinario all’Ufficio Urbanistica poi, la mia vita è sempre stata guidata da un forte spirito di gratuità e amore per la Maremma. Nel 1985 ho anticipato i tempi, fondando l'Associazione "Amici della Birra", diventata un riferimento nazionale. Con Slow Food, però, dal 2002 al 2018, ho dato forma a progetti di grande impatto sociale e ambientale. Ho collaborato attivamente con Slow Food Editore alla stesura di storiche guide (Osterie d'Italia, Guida agli Extravergini, Vini d’Italia e molte altre), mettendo la mia esperienza al servizio della narrazione gastronomica e produttiva del Paese. Nel 2018 ho lasciato gli incarichi attivi in Slow Food per dedicarmi a tempo pieno alle mie passioni più care: fare il nonno e scrivere. Oggi collaboro stabilmente con La Torre Massetana e nel 2024 ho pubblicato per Ouverture Editore la mia raccolta di racconti: "Nonno, mi racconti una storia".
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