FRASCATI SUPERIORE DOCG. VIGNETO FALCONIERI FIRMATO VILLA SIMONE
- La storia di questa azienda parte in realtà dal Rosso Piceno, nelle Marche, quando Piero Costantini, lo zio dell’attuale titolare Lorenzo Costantini, porta le sue competenze nel Lazio, dove parte con 3 ettari e mezzo vitati.
- Vigneto Falconieri, la storia.
- Una breve verticale per raccontare Vigneto Falconieri.
- Il terroir
Vi abbiamo già raccontato di Villa Simone in occasione di Cantine Aperte evento che offre la possibilità agli appassionati di visitare le cantine e degustare i vini nel Lazio della denominazione Frascati, in un contesto molto accogliente in cui vino e territorio si raccontano alla perfezione.
Villa Simone è una colonna portante grazie alla visione di modernità e di qualità che connota la produzione.

Una visione nata negli anni ’80 ben prima che in queste zone si pensasse a un vino capace di competere sui mercati.
La storia di questa azienda parte in realtà dal Rosso Piceno, nelle Marche, quando Piero Costantini, lo zio dell’attuale titolare Lorenzo Costantini, porta le sue competenze nel Lazio, dove parte con 3 ettari e mezzo vitati.

La cantina apre nell’86 e si inizia subito a imbottigliare. Come dice Costantini, “questa è una zona altamente vocata ma che si è persa in un bicchiere d’acqua”.

Oggi gli ettari sono aumentati e quello che vi raccontiamo è il Vigneto Falconieri Frascati Superiore Docg, un Cru a tutti gli effetti, risultato di una serie di vicissitudini che ne hanno messo a dura prova la comparsa.

Vigneto Falconieri, la storia.
Si tratta intanto dell’ultimo vino fatto insieme allo zio Piero prima della sua scomparsa.
Fu lui, infatti, a trovare gli iniziali 17 ettari proprio nel cuore di Frascati.
La proprietà era allora di competenza di Villa Falconieri, una bellissima villa tuscolana a cui i Falconieri diedero subito un carattere prettamente agricolo.
Agli inizi del ‘900 un banchiere tedesco la acquista per poi donarla la Kaiser Gugliemo. Pochi anni dopo diviene quartier generale nazista.
Distrutta in parte dai bombardamenti, viene ristrutturata dopo la guerra, e i terreni dati ai privati e in parte al Ministero dell’Istruzione.
Oggi è centro di studi internazionale aperto a studenti di ogni parte d’Europa che coltivano l’amore per le lettere classiche e vivono la vita parlando in latino.
Un’oasi felice in un mondo frenetico.
La Villa è stata fin dall’Ottocento un centro di produzione di vino, che era destinato agli ospiti e pare anche ai reali di Francia, da quanto scritto nei documenti.
Con i bombardamenti l’anima vinicola si perde per poi ritrovarsi nel 2008 grazie all’assegnazione a Villa Simone, che ne acquisisce i terreni.
Fino al 2014 la famiglia Costantini deve combattere una battaglia burocratica impervia per farsi riconoscere la possibilità di reimpiantare i vigneti.
Gli ettari diventano 4 e mezzo, dove con uve Malvasia del Lazio e un 5% di varietà laziali come Greco, Bombino, Bellone e Malvasia di Candia si compone il Cru che andiamo ad assaggiare.
La particolarità del vigneto è che si trova alle porte della città, e all’ingresso è possibile fare un percorso storico tra viti maritate, alberello, conocchia, capretta oltre a una sezione sperimentale con varietà, cloni e portainnesti della denominazione Frascati.
Una breve verticale per raccontare Vigneto Falconieri.
Annata 2019. Una sorta di apertura al mondo Frascati Docg, un’introduzione che parte da un assaggio complesso.
Aromatico e stratificato, il naso già si compone di vari tasselli.
La sferzata minerale si accompagna alla rigorosa scia tiolica, il sorso rimane sapido e la texture di macchia ed erbe si integra bene al frutto sussurrato, teso e con una sfumatura amaricante sul finale.
Un vino in fase di ricerca di equilibrio, seppur molto pieno e appagante. Da abbinare a piatti succulenti, che spingono alla masticazione e non troppo conditi.
Annata 2020. I profumi si distendono, escono fiori e frutta gialla.
Sentori decisi, avvolgenti per un sorso gradevole e raffinato.
La nota succosa cede il passo a sensazioni agrumate. I riflessi verdolini al calice invitano al secondo sorso, con olfattiva che vira decisamente alla zagara.
Annata 2021. La fermentazione avviene in acciaio e poi legno di acacia e rovere.
Il tratto diviene immediato, i fiori di campo si aprono insieme a un cenno vegetale.
Erbe fresche e infine un sorso elegante e fine.
La lunghezza accompagnata dalle scie sapide rende la beva molto persistente.
Notevole equilibrio tra acidità e morbidezze.
Gran bel vino.

Annata 2022. Vino esuberante, giovane, anche se brioso e dalle gradevoli sferzate sapide.
L’acidità in evidenza copre in parte la parte fruttata, il fiore svanisce, il sorso sempre teso richiama la seconda beva.
Vibrante e gastronomico e da abbinare anche a salumi e formaggi, ha bisogno di un po’ di tempo per assestare l’animo irrequieto.
Per la 2019 Costantini usa legno di castagno, dove il vino fermenta per 12 mesi.
Nel 2020 invece usa legno di acacia, dal tono più garbato e rispettoso del vino, insieme all’ausilio del rovere.
Ci si avvicina all’idea di quello che si cercava ma non era ancora la perfezione.
Nella 2021 con la fermentazione in acciaio la varietà emerge, la sua aromaticità e ricchezza di profumi, per far intendere davvero che lingua parla Vigneto Falconieri.
Capacità di durare nel tempo per dare ragione di una denominazione che può davvero fare la sua parte e competere sul mercato internazionale.

Il terroir
Il vigneto si sviluppa su 350-420 metri sul livello del mare.
L’esposizione è a nord-est/sud-ovest, con grande ventilazione costante nell’anno.
Vigneto riparato dai freddi intensi e dal caldo torrido, presenta terreni non omogenei.
Prevalenza di tufo nelle sue varie declinazioni e colate di fango vulcanico, insieme a basalto affiorante.
Grande ricchezza di suoli che si riscontrano nel calice, oltra alla mano di un grande enologo come Lorenzo Costantini che nel corso della masterclass ha raccontato aneddoti senza sosta, in un fluire di ricordi ed esperienze avvincenti.
Consigliamo a tutti una visita in cantina, grazie anche alla valida collaborazione della figlia Sara che riesce a rendere tutto semplice e fruibile.



