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Gas ed energia elettrica, una crisi annunciata

L’impennata dei costi di gas ed energia elettrica, di cui l’Italia è importatore netto, sembra essere la prima causa di una crisi annunciata per la filiera agroalimentare italiana e il sistema-Paese.

 

Il passaggio dal gas naturale (metano) ad altre fonti energetiche richiede investimenti miliardari in infrastrutture la cui messa a punto non consentirà di coprire i fabbisogni di medio termine. Scenario e prospettive.

 

 

1) Energia. Fabbisogni e forniture

 

 

Roberto Cingolani – ministro per la Transizione Ecologica – il 16.3.22 ha presentato al Senato un’informativa sull’andamento dei costi dell’energia e le misure intraprese dal Governo. (1) Sulla premessa di un fabbisogno attuale di gas in Italia attualmente stimato in 76 miliardi di metri cubi (billion cubic metres, bmc).

 

Il costo del gas è quintuplicato, da 0,30 a 1,50 euro, tra marzo 2021 e marzo 2022. E questo fenomeno trascina con sé l’impennata dei costi dell’elettricità – da 20 a 160 €/MW·h in un anno – e delle raffinerie, che ‘faticano a produrre il prodotto a prezzi normali‘. Lo scenario delle forniture, a seguire.

 

 

1.1) Gas naturale

 

 

Le importazioni di gas naturale dalla Russia all’Italia sono incrementate dai 20 ai 29 miliardi di metri cubi (bmc) – vale a dire, dal 25% al 38% dei consumi nazionali – tra il 2011 e il 2021. Il flusso di fornitura attraverso la Russia è il più alto registrato in tempi recenti ed è peraltro tuttora costante, in Italia e in Europa.

 

Le infrastrutture di importazione in Italia sono diversificate, rispetto ad altri Stati membri UE. Almeno in parte ma non a sufficienza, poiché dal 1973 a oggi gli investimenti sono stati focalizzati sul gas naturale. L’Italia così dispone di cinque gasdotti e tre rigassificatori di gas naturale liquido (Liquefied Natural Gas, LNG).

 

 

1.1.1) Gasdotto TAG (Trans Austria Gasleitung)

 

 

TAG importa gas dalla Russia attraverso Ucraina e Austria, per connettersi a Tarvisio (UD) con la rete nazionale dei gasdotti. Vi passano 29 mld m3 di gas naturale (38% consumi Italia 2021).

 

 

1.1.2) Gasdotto Transmed

 

 

Transmed (TMPC) importa gas dall’Algeria attraverso la Tunisia (Capo Bon) e Mazara del Vallo (TP). Trasporta 21 mld m3 (27,6% fabbisogno italiano) e potrebbe arrivare a 27 mld m3 (35,5%).

 

 

1.1.3) Gasdotto TAP

 

 

TAP importa gas dall’Azerbaijan attraverso la Turchia e interconnette le reti di trasporto di Grecia, Albania e Italia. In funzione da novembre 2020, si connette alla rete nazionale a Melendugno (LE). Trasporta circa 7 mld m3 di gas (9,2% fabbisogno) e ‘potrebbe arrivare all’incirca’ a 8,5 mld m3 (11,2%).

 

 

1.1.4) Gasdotto Greenstream

 

 

Greenstream importa nel nostro Paese il gas prodotto in Libia connettendosi a Gela (CL, Caltanissetta). Trasporta 3,2 mld m3 di metri gas (4,2%).

 

 

1.1.5) Gasdotto Transitgas

 

 

Transitgas interconnette le reti di trasporto tedesca e francese, attraverso la Svizzera, a quella italiana. Punto di ingresso al Passo Gries (VB, Verbano-Cusio-Ossola). Importa dal mercato nordeuropeo un mix di gas in arrivo da Norvegia, Olanda, Danimarca, Regno Unito, oltre a LNG dei terminali di rigassificazione nordeuropei.

 

Trasporta in Italia 2,2 mld m3 (2,9% consumi) di gas e solo in teoria – poiché i Paesi del Nord Europa tenderanno a ‘internalizzare sul proprio mercato’ – potrebbe coprire 12 mld m3.

 

 

1.2) Gas naturale liquido

 

 

L’Italia dispone di tre rigassificatori di gas naturale liquido. Uno su terraferma, a Panigaglia (SP), e due offshore al largo di Porto Vigo (RO) e Livorno. I quali oggi lavorano 9,8 mld m3 (12,9% consumi) e potrebbero arrivare a circa 16 mld (21%).

 

 

2) Contingentamento

 

 

In vista del prossimo inverno, secondo Roberto Cingolani, bisogna anzitutto mettere a stock 12 mld m3 di gas. Almeno €18 mld, alle quotazioni attuali. E l’ipotesi teorizzata dalla Commissione europea – raggiungere l’indipendenza dalle forniture russe – comporterebbe per l’Italia la necessità di ‘sostituire’ 30 mln m3 di gas naturale. Con l’esigenza, ‘non banale’ per un ministro con competenze tecnologiche industriali, di sostenere i picchi di domanda.

 

Si preannunciano così ‘misure di contingentamento della domanda e di accelerazione dell’efficientamento energetico, quindi misure di flessibilità sui consumi di gas, interrompibilità del settore industriale, che però deve agire per brevi periodi settimanali solo in caso di picchi della domanda, e sui consumi di gas nel settore termoelettrico, dove pure esistono misure di riduzione del carico in modo controllato e misure di contenimento dei consumi negli altri settori’.

 

 

3) REPower EU

 

 

REPower EU è l’ambizioso piano annunciato dall’olandese Franciscus Cornelis Gerardus Maria Timmermans, v.presidente della Commissione europea, l’8.3.22. (2) Entro la fine del 2022, l’esecutivo di Bruxelles ipotizza di sostituire 100 bcm di gas, i 2/3 circa delle importazioni dalla Russia in UE. Un piano ‘dannatamente difficile’, articolato sui due livelli di diversificazione e transizione ecologica.

 

 

3.1) Diversificazione del mix energetico

 

 

60 bcm di gas russo dovrebbero venire sostituiti ‘entro i prossimi 12 mesi’ con maggiori importazioni di LNG. Entro i limiti di capacità di rigassificatori e gasdotti ora disponibili, (3) oltreché a maggiori costi. REPower EU prevede inoltre:

 

– biometano. La produzione sostenibile di biometano da parte degli agricoltori dovrebbe venire raddoppiata, con il sostegno della PAC (politica agricola comune), per sostituire 18 bcm, (4)

 

– idrogeno. Un Hydrogen Accelerator dovrebbe sviluppare un’infrastruttura integrata per la produzione e distribuzione ‘in tutti gli Stati membri’ di idrogeno rinnovabile. 20 mln t di idrogeno potrebbero sostituire 50 bcm di gas russo.

 

 

3.2) Transizione energetica pulita

 

 

Il piano REPower EU prevede altresì di aumentare gli impianti eolici e solari installati nell’UE di 80 GW:

 

– fotovoltaico. Frans Timmermans annuncia l’installazione di ‘milioni di pannelli fotovoltaici in più sui tetti delle nostre case, aziende e fattorie’, oltre al lancio di ‘progetti solari su larga scala’. Entro la fine di quest’anno, quasi il 25% dell’attuale produzione di elettricità in Europa potrebbe provenire dall’energia solare, (5)

 

– eolico‘Dobbiamo accelerare le procedure di autorizzazione per aumentare la nostra capacità eolica in mare e in mare aperto’. La Commissaria estone per l’Energia, Kadri Simson, con più chiarezza esprime l’esigenza che gli Stati membri definiscano le zone ove i parchi eolici dovranno poter essere installati in nome del ‘superiore interesse pubblico’.

 

 

3.3) Energie rinnovabili in Italia

 

 

Il ministro Cingolani ha a sua volta annunciato ‘l’accelerazione di tutti i progetti rinnovabili off-shore e on-shore; in particolare, in questo momento disponiamo di 40 gigawatt di richieste di connessione di progetti off-shore e numerosi interventi di semplificazione e accelerazione sulle rinnovabili’. Precisando che:

 

– 8 GW di potenza elettrica consentono di risparmiare in media 3 miliardi di metri cubi di gas (bmc),

 

 

– la semplificazione prevista consentirà di installare impianti fino a 200 kW su tetti e aree private per autoconsumo compilando un modulo, ‘senza processi autorizzativi lunghi e complessi’.

 

 

4) Gas naturale, stoccaggio e price cap

 

 

Commissione europea e governi degli Stati membri hanno condiviso l’esigenza di aumentare lo stoccaggio di gas naturale, entro ottobre 2022, fino al 90% della capacità degli impianti. La Commissione si è detta pronta a sostenere l’acquisto congiunto di gas e si dibatte l’ipotesi di introdurre un price cap. Vale un prezzo massimo temporaneo, a livello europeo, sulle transazioni di gas naturale all’ingrosso.

 

Cingolani è chiaro, il price cap potrebbe in ogni caso funzionare solo ora, perché l’estrazione dai giacimenti non può venire interrotta e l’Europa oggi acquista i 3/4 del metano distribuito nel mondo tramite gasdotti. Ma non appena la Cina – oltre al Pakistan, senza escludere l’India (6,7,8) – avranno realizzato le infrastrutture di distribuzione, il primo fornitore globale si rivolgerà altrove.

 

 

5) Misure economiche

 

 

I costi straordinari delle forniture di gas ed energia per gli utenti industriali e domestici verranno in parte mitigati attraverso una serie di misure:

 

– a livello UE sono in via di definizione apposite deroghe ai limiti su aiuti di Stato (che dovranno consentire alle imprese di far fronte agli elevati costi energetici) e regole armonizzate di tassazione degli extraprofitti, per finanziare le misure di sostegno. A tali misure gli Stati membri potranno anche devolvere le entrate che provengono dagli Emission Trading Schemes (ETS),

 

– in Italia sono già stati previsti l’annullamento transitorio degli oneri di sistema, il potenziamento del bonus sociale, la riduzione dell’IVA sul gas, l’introduzione di contributi straordinari sotto forma di credito d’imposta. Con interventi a favore del settore dell’autotrasporto, sostegno delle esigenze di liquidità delle imprese e interventi sull’elettricità prodotta da impianti rinnovabili.

 

 

6) Disaccoppiamento prezzi energia

 

 

Un altro intervento proposto dal ministro Cingolani è il disaccoppiamento dei prezzi di vendita dell’energia prodotta dalle tecnologie rinnovabili rispetto alla produzione termoelettrica. ‘Questa misura era stata proposta tanti anni fa quando aveva senso perché la rinnovabile costava molto e il gas era molto economico e quindi serviva, grazie agli utili dello Stato, a incentivare l’uso della rinnovabile’.

 

Su questa cosa sono stato molto insistente; è veramente un problema di market design. Se produco dell’energia rinnovabile che, oltre ad avere tutti i benefici che conosciamo in questo momento è più economica, perché devo pagarla adeguandomi al prezzo dell’energia termoelettrica prodotta con il gas?’.

 

 

7) ‘Conseguenze inimmaginabili

 

 

Un’interruzione immediata [delle importazioni di gas dalla Russia] avrebbe conseguenze inimmaginabili per la fornitura di riscaldamento delle famiglie’, mentre ‘un’interruzione prolungata della fornitura causerebbe probabilmente danni duraturi agli impianti di produzione dell’industria e delle piccole e medie imprese’.

 

Markus Krebber – CEO di RWE, primo fornitore di energia elettrica in Germania – ha ribadito al Financial Times un concetto semplice che, parafrasando Barack Obama, potrebbe tradursi in ‘No we can’t’. ‘Dobbiamo renderci conto che c’è una forte dipendenza dalla Russia, soprattutto nell’approvvigionamento energetico, in Europa e in particolare in Germania’ (9,10,11).

 

Dario Dongo

 

 

Note

 

 

(1) Senato della Repubblica italiana. Resoconto stenografico della seduta 16.3.22, attualmente indisponibile su https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/notfound

 

(2) European Commission. REPowerEU Communication, press conference. 8.3.22, https://bit.ly/3CTHly0

 

(3) Il ministro Cingolani riferisce che è in corso di valutazione l’ipotesi di aumentare la capacità di rigassificazione su unità galleggianti, da ancorare in prossimità di porti (e dei punti d’ingresso alla rete gas). La costruzione di queste navi richiede 12-18 mesi, la capacità teorica di rigassificazione varia dai 16 ai 24 bmc

 

(4) Il biometano ha l’ulteriore vantaggio di ridurre l’esposizione alla volatilità dei costi dei fertilizzanti azotati. I quali possono venire sostituiti, almeno in parte, con il digestato (co-prodotto della produzione di biometano)

 

(5) Il 54% delle risorse destinate dal PNRR alla misura M2C1 (agricoltura sostenibile) – pari a € 1,5 mld su € 2,8 mld- è stato già destinato, tra l’altro, al c.d. ‘parco agrisolare’. V. precedente articolo

 

(6) Tyler Durden. Russia Pipeline Gas Flows To China Have Increased Since The Ukraine War. Zero Hedge. 18.3.22, https://www.zerohedge.com/economics/russia-pipeline-gas-flows-china-have-increased-ukraine-war

 

(7) Benjamin Parkin, Farhan Bokhari. Pakistan presses ahead with Russian-built gas pipeline. Financial Times. 16.3.22, https://www.ft.com/content/9294890a-593c-442b-bc53-13099d14d36f

 

(7) Ashok Sharma. India buys Russian oil despite pressure for sanctions. AP news. 18.3.22, https://apnews.com/article/russia-ukraine-business-europe-middle-east-india-ad0ad81c4e7003f62a00af842513b435

 

(8) Glim Plimmer, Joe Miller, Alexander Vladkov. Germany’s biggest power supplier warns against axing Russian imports. Financial Times. 15.3.22, https://www.ft.com/content/3d63d1de-2af8-41ba-b579-54b9e2643eb3

 

(9) RWE ha espresso la disponibilità a riattivare una centrale termoelettrica in disuso, a carbone, in grado di produrre 3,5GW (equivalenti a meno di 1,5 bmc, secondo i parametri indicati da Roberto Cingolani)

 

(10) Più ottimista Kerstin Andreae, direttrice di BDEW (associazione che rappresenta 1.900 fornitori di utilities in Germania), secondo cui il Paese potrebbe sostituire con altre fonti, nel breve termine, la metà del gas oggi importato dalla Russia (>50% del fabbisogno nazionale). V. Germany could replace half its imported Russian gas this year, industry group says. Reuters, 18.3.22, https://www.reuters.com/business/energy/germany-could-replace-half-its-imported-russian-gas-this-year-industry-group-2022-03-18/

 

fonte Great Food Italian Trade



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