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Generazione Pizza: la storia della Pizzeria “Al 22” in un libro

Per chi frequenta il rione Pignasecca a Napoli, l’ Antica Pizzeria e Trattoria al 22 è una istituzione. A gestirla è il mitico Giovanni Improta, che rappresenta la terza generazione di una famiglia che rappresenta un pezzo di storia della pizza a Napoli. Generazione Pizza è il libro da poco uscito a firma di Giovanni. Noi di Di Testa e di Gola gli abbiamo fatto qualche domanda in proposito
generazione pizza

Giovanni Improta e il libro Generazione Pizza

Giovanni, come nasce il progetto di Generazione Pizza ?
“Il progetto Generazione Pizza nasce dall’idea di raccontare la storia della mia famiglia che dal 1935 ,con i miei nonni ha avviato la nostra attività. E’ un progetto nato 5 mesi fa: nel libro è raccontata la storia di come nasce la nostra pizzeria, le risorse umane che in tutti questi anni sono stati con la nostra famiglia compresi quelli che ancora oggi sono con noi; parla di rapporti e sinergie col territorio del mercato della Pignasecca e dei rapporti di buon vicinato. Parla del nostro servizio di ospitalità e di come facciamo sentire a proprio agio i nostri clienti, parla del mio percorso professionale ,partito dalla gavetta per poi continuare nei vari step con la Avpn e le mie esperienze anche all’estero. Parla del nostro metodo di fare pizza che rispecchia i canoni della tradizionale napoletana stando attenti anche a quelle che sono le evoluzioni dei tempi. Parla di un aspetto anche imprenditoriale per chi volesse intraprendere questo tipo di attività e volendo può contare sulla nostra esperienza a 360 gradi:  è un racconto che mira ad entrare in molti punti di accoglienza dei turisti ( beb case vacanze alberghi) strutture con cui noi collaboriamo, ci sono delle indicazioni per i turisti sui vari posti da vedere a Napoli, c’è una scontistica con chi viene col libro a mangiare da noi. Un aspetto importante è che l’eventuale intero ricavato ( vendita su Amazon) sarà messo a disposizione per i ragazzi del quartiere che attraverso il calcio hanno una speranza di evitare la strada, c’è una piccola società senza scopo di lucro ,lo Spartak San Gennaro, che non avendo fondi a disposizione cerca aiuto per sostenere i costi legati ad una attività calcistica, quindi l’idea di contribuire a tale iniziativa”.
Raccontaci brevemente la storia della pizzeria Al 22
“La storia: nasciamo nel 1935 con i miei nonni Giovanni e Maria frenna per poi continuare con mio padre( finito qualche anno fa) ed adesso io che rappresento la terza generazione”
Quanto, a tuo parere, di quello che si legge oggi sulla pizza e sui pizzaioli è solo apparenza e quanto è realtà e secondo te quale è il modo migliore per comunicare il proprio lavoro?
“Oggi i social sono tra i mezzi di comunicazione che vanno per la maggiore, anche se io penso che lavorando di qualità e con un servizio di ospitalità ad hoc il passa parola sia la comunicazione migliore; oggi però siamo abbastanza presenti sulle varie piattaforme social sia Istagram che fb. Quello che noi cerchiamo di proporre oltre ai vari prodotti che offriamo ( dalla pizzeria alla tradizionale trattoria napoletana) e di mettere in evidenza quello che siamo , metterci sempre la faccia”.
Che consiglieresti ad un giovane pizzaiolo… Di scommettere su sé stesso e mettersi in proprio o di trovare un imprenditore (non pizzaiolo) che scommetta su di lui. In quest’ultimo caso che consiglio daresti invece all’imprenditore? 
“I miei consigli per chi volesse intraprendere questo tipo di attività  è cercare di mettersi sempre in proprio ,anche se ci sono difficoltà soprattutto economiche: spesso le varie collaborazioni con società con chi non è del settore rischiano nel breve e medio termine di finire. L’imprenditore che investe dovrebbe avere delle nozioni basi di tali attività, ma spesso il solo fatto di metterci dentro dei soldi, ma non avere alcuna dimestichezza o conoscenza della materia porta a facili incomprensioni e di conseguenza di rottura dei rapporti”



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