Gli additivi alimentari: cosa ne sappiamo?
Il comparto degli additivi e degli aromi alimentari è regolato a livello europeo dai Regolamenti CE n. 1333 e n. 1334 del 2008. In Italia, il Ministero della Salute elabora periodicamente un Piano nazionale di controllo sugli additivi e sugli aromi. L’obiettivo è verificare il rispetto delle norme e controllare l’esposizione dei consumatori a queste sostanze.
Il Piano attualmente in vigore riguarda il periodo 2020-2024. Dal documento emergono dati di particolare interesse, soprattutto in relazione a:
additivi alimentari contenenti alluminio;
sostanze indesiderabili presenti naturalmente negli aromi e negli ingredienti con funzione aromatizzante, per le quali sono previsti limiti specifici;
composti indesiderati che si sviluppano durante la produzione degli aromi di fumo.
In questo articolo analizziamo alcuni dati sugli additivi e sugli aromi alimentari, sulla base delle informazioni diffuse dal Ministero della Salute, partendo dalle definizioni fondamentali.
Cosa sono gli additivi alimentari
La definizione di additivo alimentare è contenuta nel Regolamento CE 1333/2008.
Si tratta di una sostanza che non viene normalmente consumata come alimento e non è un ingrediente tipico. Può avere o meno valore nutrizionale. Viene aggiunta intenzionalmente agli alimenti per svolgere una funzione tecnologica durante la produzione, la trasformazione, la preparazione, il trattamento, il confezionamento, il trasporto o la conservazione. L’aggiunta comporta, o può comportare, la presenza della sostanza o dei suoi derivati nell’alimento finito.
Quando un additivo è presente in un alimento, deve essere indicato in etichetta nell’elenco degli ingredienti. È necessario riportare la categoria funzionale (come conservante, colorante o emulsionante) seguita dal numero preceduto dalla lettera E oppure dal nome completo dell’additivo, ad esempio acido citrico o E330.
La relazione del Ministero della Salute sugli additivi
L’ultima relazione del Ministero della Salute sulle attività di controllo degli additivi alimentari fa riferimento all’anno 2022.
Nel corso dell’anno sono stati inviati 1.862 campioni relativi alla ricerca di additivi nei prodotti alimentari, per un totale di 8.640 analisi. A questi si aggiungono 232 campioni destinati al controllo dei requisiti di purezza degli additivi tal quali, con 773 analisi complessive.
Su 1.862 campioni, 32 sono risultati non conformi. La percentuale di non conformità è pari all’1,7%. Ciò indica che una parte limitata dei prodotti analizzati non rispettava i requisiti di sicurezza alimentare, con potenziali rischi per la salute dei consumatori.
Gli additivi più utilizzati
Tra gli additivi più diffusi nei prodotti alimentari rientrano:
antiossidanti;
coloranti;
emulsionanti;
stabilizzanti;
agenti gelificanti;
addensanti;
conservanti;
dolcificanti.
I principali risultati del Piano
Dall’attuazione del Piano nazionale sugli additivi sono emerse diverse evidenze rilevanti:
la quota più elevata di non conformità riguarda prodotti di origine animale e rappresenta l’87,5% del totale;
il maggior numero di irregolarità è legato all’uso di anidride solforosa e solfiti, spesso impiegati oltre i limiti consentiti nei prodotti ittici o utilizzati in modo fraudolento per prolungare la shelf-life;
persiste l’impiego illecito di nitrati nelle carni fresche, utilizzati per mascherare lo stato di freschezza, con possibili effetti negativi sulla salute;
i conservanti sono la categoria di additivi maggiormente controllata, poiché associata al numero più elevato di non conformità;
resta stabile la percentuale di controlli sugli edulcoranti, un dato positivo alla luce dell’aumento dei prodotti a ridotto contenuto energetico;
i controlli sui requisiti di purezza degli additivi, in particolare per la presenza di metalli pesanti, non hanno evidenziato criticità;
le richieste del Piano per il controllo degli additivi risultano soddisfatte. Anche se i controlli sugli aromi non coprono ancora pienamente quanto previsto, i risultati del 2022 sono incoraggianti e indicano il rispetto della normativa.
Gli additivi maggiormente campionati
Gli additivi più frequentemente analizzati per i requisiti di purezza, con valutazione della presenza di metalli pesanti come arsenico, cadmio, piombo, cromo, mercurio e stagno, sono stati:
acido citrico;
acido sorbico;
pectina;
glicerolo;
gomma arabica;
curcumina;
sorbitolo.
Le non conformità riscontrate
Nel 2022, tutti i 232 campioni analizzati per i requisiti di purezza sono risultati conformi. Non sono quindi emerse irregolarità in questa linea di controllo.
Diversamente, tra i 1.862 campioni esaminati per la presenza di additivi nei prodotti alimentari, 32 sono risultati non conformi, pari all’1,7%.
La distribuzione delle non conformità per categoria alimentare è la seguente:
62,5% nel pesce e nei prodotti della pesca;
25% nelle carni;
6,3% negli integratori;
3,1% rispettivamente nei prodotti di confetteria e in quelli ortofrutticoli.
Avv. Enrico Di Roberti


