Gli gnocchi dolci di Salisburgo

Gli gnocchi dolci di Salisburgo

Si chiama Salzburger Nockerl, è il tipico dolce salisburghese agli albumi.

Leggero, morbidissimo, una soluzione perfetta e goduriosa se avete albumi da utilizzare.

salzburger-nockerl pg slzburgereland.com
salzburger-nockerl pg slzburgereland.com

Una ricetta dagli ingredienti semplici, ideale da gustare in ogni momento della giornata, per la colazione, per una deliziosa merenda o come dessert a fine pasto. 

In pratica è un soffice soufflé preparato con albumi montati a neve, zucchero semolato, farina, tuorli e scorza di limone. 

Con il composto si formano tre cime che rappresentano le montagne che circondano Salisburgo (lo zucchero a velo viene usato per rappresentare la neve). 

Qui  la ricetta: 

Ingredienti per 3 grandi gnocchi

7 albumi

100 g di zucchero semolato

2 tuorli

20 g di farina fine

1 cucchiaio di zucchero vanigliato

burro

zucchero a velo.

Fate così

Montate a neve gli albumi aggiungendo man mano lo zucchero semolato, lo zucchero vanigliato e i tuorli.

Incorporate delicatamente la farina.

Imburrate una pirofila. Depositatevi l’impasto a piramide (può essere utile una spatola) e cuocete in forno preriscaldato a 220 °C per 9 minuti.

Cospargete di zucchero a velo e servite.

Gnocchi di Salisburgo
Gnocchi di Salisburgo

Io ve lo presento in una versione urbana, perché l’ho gustata a Trieste nel Caffè Sacher, dove lo preparano e lo servono in modo delizioso e very smart.

Qui si gusta anche il KaiserSchmarren, ma ovviamente la regina è la mitica torta.

Prendete nota che qui a Trieste c’è l’unico caffè Sacher garantito dalla casa madre di Vienna, che propone la vera Sacher (arriva due volte la settimana dalla capitale austriaca).

la giovane pasticcera triestina
la giovane pasticcera triestina

Il locale, fra legni e velluti rossi, vi permette di immergervi in un’atmosfera rarefatta ed accogliente, grazie alla vision del titolare, Dizzi Alfons, viennese doc ma innamorato di Trieste.

Un’oasi fuori dal tempo nel centro della città.

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Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un'età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di filosofia e di storia l'hanno spinta all'approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.
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