GNURE, il gin che sa di mare e racconta l’anima di Taranto
A Taranto, la mitilicoltura non è solo un’attività produttiva: da sempre è cultura, storia, identità forte di un territorio. Le cozze nere tarantine, allevate nelle acque del Mar Piccolo, rappresentano un patrimonio gastronomico e simbolico unico in Italia. Frutto del lavoro meticoloso dei mitilicoltori locali, custodiscono la memoria di generazioni intere che hanno fatto del mare una risorsa sostenibile. La cozza tarantina, diventata presidio Slow Food dal 2020, in questi anni viene riscoperta e valorizzata anche sotto nuove forme. Il valore di Taranto non sta solo nella cozza, ma nella capacità di raccontare un territorio, attraverso un linguaggio nuovo. È da qui che parte la storia di GNURE, un gin che non si limita a stupire il palato, ma porta nel bicchiere l’anima più autentica con il suo equilibrio e la sua forza resiliente.

Un distillato audace, nato per raccontare la storia millenaria della mitilicoltura della città dei due mari. Il progetto è frutto dell’incontro tra Giordano Guarini e Francesco Vitti. L’obiettivo? Dare forma liquida al carattere forte e salmastro di un prodotto che ha dato tanto a Taranto. Come? Incrociando il mondo degli spirits con la tradizione marinaresca. Due anni di dura ricerca hanno portato a una formula unica nel suo genere con una sinfonia di sapori. Dolcezza della cozza, note balsamiche di ginepro e cardamomo, freschezza di limone e prezzemolo, salinità marina. A completare il quadro, un ingrediente segreto che aggiunge una sfumatura briosa e intrigante.
La produzione segue rigorosamente i ritmi della natura. Il ciclo è stagionale e dipende dalla disponibilità delle cozze, allevate secondo un rigido disciplinare. Il rispetto dell’ecosistema è al centro del progetto, così come la valorizzazione del lavoro dei mitilicoltori. GNURE non è solo un gin è un manifesto di appartenenza verso una città che può dare tanto alle nuove generazioni. Una bottiglia che racconta Taranto attraverso i suoi elementi più identitari.

Non è un’operazione di marketing, ma un gesto d’amore da parte di due giovani imprenditori per valorizzare la loro casa. E mentre lo assaggi, senti il vento salato del golfo tarantino sul viso.



