Hiromi La Terrazza, il Giappone con vista su Santa Maria Maggiore

Hiromi La Terrazza, il Giappone con vista su Santa Maria Maggiore

La tradizione culinaria e l’eleganza del design del paese del Sol Levante approda sui tetti del rione Monti

La cosa che colpisce di più uscendo dall’ascensore che ci ha portato all’ultimo piano del 77 Hotel  è quell’atmosfera di rarefatta eleganza che ti da la sensazione di non trovarti a Roma. L’intima area dove ogni pomeriggio si svolge la cerimonia del tè su tatami, servita indossando il tradizionale kimono, introduce chi entra in un mondo lontano migliaia di chilometri. Dopo il successo di Hiromi Cake, prima pasticceria giapponese della Capitale, e di Hiromi La Maison, punto di riferimento per la cucina nipponica e la cultura del sakè, la Terrazza Hiromi rappresenta una novità pensata per un contesto raffinato ma con un approccio elegante e delicato alla cucina giapponese. La nuova apertura sul rooftop del 77 Hotel di Via Depretis, nel cuore del rione Monti, arricchisce e completa la presenza nella capitale del gruppo Hiromi, che nasce a Roma nel 2018.

la sala sul rooftop
la sala sul rooftop

Atmosfera nipponica e vista su Roma

Settanta coperti distribuiti tra sala principale con bancone del sushi a vista, una sala più riservata e l’area tatami, disponibile anche per cene servite secondo la tradizione giapponese.

L’arredo richiama l’identità di Hiromi tra bonsai, carta da parati floreale a cui si aggiungono le grandi vetrate panoramiche sui tetti di Monti e sulla Basilica di Santa Maria Maggiore. Nella zona all’aperto un tavolo esclusivo, disponibile nella bella stagione, sarà riservato a cene ed esperienze più private. All’ingresso un piccolo spazio con bancone dedicato al sakè introduce l’ospite alla sala principale. La direttrice di sala Fiammetta Oliverio coordina una squadra giovane e preparata, assicurando un servizio attento e gentile in ogni momento della serata.

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Mangiare da Hiromi

Cosa si mangia alla Terrazza? La risposta è scontata, tra sushi e e altre specialità giapponesi: carpacci, gyoza, sashimi, tartare, nigiri, nella stragrande maggioranza di mare anche se non mancano proposte vegetariane e qualche preparazione, davvero speciale, con carne Wagyu.

Una carta di quaranta etichette garantisce la scelta di chi preferisce bere vino, ma è straconsigliato affidarsi ai consigli e all’esperienza del sakè sommelier Roger Acosta e accompagnare la cena con i sakè selezionati per armonizzarsi al meglio con la proposta gastronomica. Completano l’offerta “beverage” una bella proposta di cocktail e una ricca selezione di distillati nipponici.

offerta beverage
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Dulcis in fundo, naturalmente con i deliziosi dessert preparati da Hiromi Cake.

Ok il prezzo è giusto

In conclusione un indirizzo da appuntarsi per chi ama la tradizione culinaria giapponese ma anche per chi vuole approcciarsi ad una cucina lontana dalle proprie abitudini, approfittando di un ottimo rapporto qualità prezzo e godendo di una location davvero unica nella capitale. Hiromi La Terrazza è aperta tutti i giorni per aperitivo e cena, ma è in arrivo anche l’apertura per l’ora di pranzo.

Hiromi La Terrazza

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Via Agostino Depretis, 77 – Roma

Tel. 376 2999816

Photo Credit: in parte foto di Alessandro Meo, in parte foto fornite da Hiromi La Terrazza

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Italo-abruzzese, classe 1962, cresciuto nei peggiori sottoscala del mondo dell’editoria. Nonno di Camilla e Olivia, milanista da sempre. Il primo vero lavoro della mia vita è durato più di 25 anni, passati tra redazione e piani alti di Cioè, dove ho scritto di musica, di spettacolo e di attualità. Da oltre dieci anni la mia occupazione principale è quella di collaboratore nel settore produttivo di Mediaset: ho cominciato con Matrix, su Canale 5, attualmente sono in forza a Quarta Repubblica, in onda su Rete4. Mi sono avvicinato al mondo dell’enogastronomia fin dai tempi gloriosi del vecchio Forum del Gambero Rosso, dopo l’incontro con la cosiddetta “Lobby Romana”, leggendaria quanto misteriosa compagnia dedita a degustazioni iniziatiche e serate esclusive con grandi bottiglie. Ho contribuito alla nascita di Agrodolce, sul cui portale ho scritto per alcuni anni e collaboro con alcune guide del settore.
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