“I Borboni”: l’eleganza della pizza che racconta la nobiltà del sud

I Borboni

“I Borboni”: l’eleganza della pizza che racconta la nobiltà del sud

Introduzione 

Non so bene cosa mi aspettassi, ma di certo non un locale così enorme da poterci organizzare una partita di pallone. Eppure, varcata la soglia, invece di sentirmi piccola, mi sono sentita bene

È quello che mi è successo entrando nella pizzeria I Borboni”, un luogo talmente grande da ospitare 150 coperti interni, 300 esterni in estate ed un banco pizza che sembra la pista di decollo dei sogni dei pizzaioli.

Sopra, un maxi schermo TV che sorride dall’alto, come a dire: “rilassati, qui il tempo scorre lento e buono”.

Gli interni
Gli interni

Poi arriva lui, Valerio Iessi, uno dei soci fondatori, di quelli che ti accolgono come un vecchio amico, con quella spontaneità che non si finge.

Accanto a lui,  Daniele Ferrara, discreto, gentile, con quello sguardo sereno di chi ama davvero ciò che fa.

Insieme trasmettono un senso di autenticità rara, quella che ti fa abbassare le difese e pensare: “Ecco, qui sto bene”.

Le pareti parlano con opere d’arte, l’arredamento è moderno ma mai freddo, e ogni dettaglio sembra pensato per farti sentire a casa.

È uno di quei posti dove capisci subito che, dietro ai tavoli e alle pizze, c’è profumo di anime belle.

E ti viene voglia di restare un po’ di più, solo per respirarne un altro po’.

Così, ancora prima di assaggiare la pizza, sai già che questo posto ha qualcosa di speciale.

Valerio Iessi e Daniele Ferrara
Valerio Iessi e Daniele Ferrara

Un nome che sa di storia

Il locale nasce l’8 agosto 2018 a Pontecagnano Faiano, Salerno, da un idea di Valerio e Daniele, di origini campane, già con numerosi anni di gavetta e formazione continua alle spalle, ai quali si aggiungeranno l’esperienza e la visione manageriale di un terzo socio, il campano Adriano Romano, noto imprenditore del parmense.

Il nome I Borboni è un omaggio alla dinastia che governò il Regno delle Due Sicilie e alla Napoli che, già allora, aveva portato la pizza dalle strade alle corti.

«Volevamo evocare la regalità gastronomica del Sud», spiegano i fondatori. Non a caso, il claim nel menu recita: “Chi l’ha detto che la pizza è nata nel 1889? I Borboni di Napoli la mangiavano già da un secolo!”.

Un modo elegante per ricordare che la pizza è, da sempre, un patrimonio popolare e nobile allo stesso tempo.

a Regina Margherita
a Regina Margherita

Tecnica e sensibilità: il duo perfetto

Nel laboratorio de I Borboni, Daniele presidia impasti, maturazioni e idratazioni, spingendo sulla leggerezza e sulla digeribilità.

Insieme ad i suoi collaboratori, Valerio cura, invece, la parte creativa dei topping e la filosofia dell’esperienza di sala, dove formazione e accoglienza diventano parte integrante della degustazione.

Il banco pizzeria è un palcoscenico di precisione, mentre la cucina interna produce fritti e antipasti artigianali; per i dessert, la collaborazione con la storica Pasticceria Romolo di Salerno completa l’esperienza con un tocco di dolcezza identitaria.

La filosofia è chiara: tradizione reinterpretata, leggerezza e ricerca continua. Ogni pizza è pensata per essere gustosa ma digeribile, radicata nel territorio ma aperta alla sperimentazione.

L’impasto come ricerca continua

L’impasto è “contemporaneo”, ad alta idratazione (circa 75%), con maturazioni di 24–30 ore.

Varianti al siero di bufala, versioni multicereali,  proteiche, vegane e perfino pizze double crock, cotte due volte (forno/forno o fritto/forno) per texture sorprendenti,  testimoniano una tensione costante verso la sperimentazione.

Il risultato è una pizza equilibrata, fragrante e leggerissima, che lascia spazio al gusto puro degli ingredienti.

È il caso della Regina Margherita, la pizza test per antonomasia, che con il suo antico pomodoro di Napoli, le moresine di bufala, il basilico e l’olio evo biologico, elargisce grandi promesse per le future degustazioni.

Frittatina di pasta alla Nerano
Frittatina di pasta alla Nerano

Collaborazioni e contaminazioni

Autodidatti, ma con un solido network di amicizie illustri, numerose sono le collaborazioni e gli omaggi di pizze a grandi chef: da Salvatore Avallone a Pasquale Palamaro, da Vincenzo Maresca a Giuseppe Ferola e Giuseppe Sposito.

Per la sala, la consulenza di Federica Gatto, del ristorante Cetaria (Baronissi), premiata con il Michelin Service Award 2024, eleva ulteriormente l’esperienza complessiva.

Stagionalità e filiera locale

Il menu cambia ogni 90 giorni: quattro stagioni di gusto, coerenza e territorio.

Tra i fornitori spiccano eccellenze campane e presidi Slow food: Caseificio Morese, 4 Portoni, Macelleria Armando Farina, Salumificio Tomeo, Azienda Altamura OP.

Una filiera etica e locale che racconta la Campania in ogni morso.

alcune realizzazioni del menù Foliage d'autunno
alcune realizzazioni del menù Foliage d’autunno

In anteprima, ho potuto visionare il nuovo menù dal nome Foliage d’autunno e la nuova “vaisselle” che promettono un’esperienza gustosa ed elegante, ricca dei colori e dei sapori autunnali, autentici campani, che ci piacciono tanto.

Bella l’idea dei Tre Menù Degustazione Signature, composti da varie portate, per un’esperienza di gusto più vasta e soddisfacente visto che, viaggiando tra le righe, viene voglia di assaggiare tutto.

Le pizze del cuore 

Ho chiesto a Valerio e Daniele quali sono le loro pizze del cuore, le creazioni che hanno maggiormente soddisfatto il loro lavoro. Senza esitazione, al primo posto ci sono le pizze dedicate ai loro figli:

la Cuor di leone
la Cuor di leone
  • La Cuor di Leone con salsa di datterino giallo, salamino cilentano piccante, ciuffi di caprino cremoso, maionese di carote, polvere di timo.
la Ferrara vista da Marta
la Ferrara vista da Marta
  • La Ferrara vista da Marta
  • La Isabella e i fiori 

Si tratta di pizze iconiche, non sempre presenti al menù, per seguire la stagionalità della materia prima.

Le pizze più amate dai clienti, che ho potuto degustare sono: 

la Marenna
la Marenna
  • La Marenna, pizza al trancio della selezione Double Crock (doppia cottura al forno), esalta le eccellenze dei cinque fornitori locali, con stracciata di bufala, capocollo cilentano, Provolone del Monaco, papaccelle napoletane, melanzane sott’olio, polvere di olive nere.

Poi c’è lei, la grande novità dell’anno, l’ultima evoluzione della loro ricerca, il cui nome è un omaggio al caseificio fornitore: 

la Morese
la Morese
  • La Morese, un padellino dal gusto squisito e delicato, il cui impasto nasce da farina selezionata e siero-innesto di latte di bufala, un esperimento vincente completato dalla doppia cottura, prima in forno a vapore poi rigenerato nel forno a nastro. 

Il topping è semplice ma, allo stesso tempo, ben pensato e di qualità: concentrato di pomodoro San Marzano, bufala fresca affumicata, cacioricotta cilentana, gel al pomodoro, pepe fresco macinato, basilico, olio evo biologico.

Un crunch tira l’altro senza esitazione. Non nascondo che la voglia di fare il bis è stata tanta.

la Pummarola Fujuta
la Pummarola Fujuta

Se chiediamo la pizza più amata da tutto lo staff è senza dubbio la Pummarola fujuta, un classico senza tempo, nata per soddisfare un po’ tutti i gusti, semplice e nel contempo goduriosa: pomodoro, guanciale, salsiccia nostrana, origano, parmigiano. Completano, in uscita, pecorino e aglio orsino.

Un filo d’olio evo se necessario.

La cantina

Tutte le etichette dei Borboni sono accuratamente selezionate, in continuità del viaggio attraverso la storia partenopea.

Dalle vigne delle province campane, amate dal Re Lazzarone, fino ad arrivare in Francia, patria dello champagne, preferito dagli Angioini, l’abbinamento pizza/vino è uno dei migliori del territorio.

la Cantina borbonica
la Cantina borbonica

Conclusioni 

Presenti nelle migliori guide gastronomiche d’Italia, in numerosi eventi di beneficenza, recentemente, maestri per un giorno nel Corso di laurea e culture enogastronomiche dell’università di Roma3, talentuosi ricercatori di sapori perduti, Valerio e Daniele, dopo anni di crescita costante,  non vedono nel futuro un espandersi a ogni costo, ma desiderano ottimizzare e perfezionare ciò che già hanno costruito.

Perché quando la passione incontra la competenza, e la tradizione si veste d’eleganza, la pizza smette di essere solo un piatto: diventa un simbolo del Sud che sa rinnovarsi, senza mai dimenticare chi è, ed in questo, per me, la pizzeria i Borboni, ha già vinto la corona.

I Borboni

Via Amerigo Vespucci 

Pontecagnano Faiano 

Salerno 

Tel. (+39) 340 499 4871

Photo Credit: @Angela D’Esposito, @Valerio Iessi per gentile concessione.

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Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
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