I giovedi di QB: A Paluzza c’è il Palio das Cjarogiules

Fabiana Romanutti

I giovedi di QB: A Paluzza c’è il Palio das Cjarogiules

A Paluzza c’è il Palio das Cjarogiules il 9 e il 10 agosto 2025- Trascinando cjarogiules, antichi mezzi di trasporto, i rappresentanti di 15 contrade si sfidano in costumi tipici. Il Palio è l’evento clou di un animato weekend con cucina carnica, mercatino artigianale, musica e tanto divertimento (anche per i bambini).

Questa manifestazione rappresenta un’occasione per ricordare e rivivere le proprie origini, attraverso il simbolo della cjarogiule (assale con ruote e timone) e della louze (slitta in legno), mezzi che erano utilizzati in passato per il trasporto di ogni bene di famiglia.

In programma domenica 10, a partire dalle 17.00, dopo la Sfilata e la presentazione delle contrade, le sfide del Palio accendono la curiosità di tutti e invitano a tifare per l’una o l’altra squadra. Sono cinque le disfide, a cui tutti partecipano con i tradizionali abiti contadini: alle donne viene richiesto di correre trascinando una cjarogiule carica di 15 kg di fieno (Palio del fen cu la cjarogiule); gli uomini sono chiamati a tagliare porzioni circolari di tronco d’abete con il segaccio (Palio del seòn), assemblare e caricare nel minor tempo possibile un carico di legna di 1 quintale sulla cjarogiule (Palio da Cjame), per assicurarsi la miglior posizione di partenza nel Palio vero e proprio.

E c’è persino un mini-palio speciale per i bambini.

La festa prende il via già nella mattinata con la solenne Santa Messa del Palio in Duomo.

Dalle 15.00 esibizione degli Sbandieratori di Palmanova e di suonatori di tamburo.

I genuini sapori della Carnia sono protagonisti della rassegna gastronomica Golosets: Amôr di Contrada, che anima Paluzza nelle due giornate del Palio e che prende il via sabato alle 18.00. Nelle varie contrade sono allestiti chioschi con specialità tipiche, i tradizionali cjarsòns, i maltagliati con burro e ricotta affumicata, orzotto con i funghi, gnocchi ripieni di susine, spezzatino con polenta, formaggi di malga, polenta con capriolo e cervo, taglieri d’alpeggio, l’immancabile polenta e frico e dessert  come gnocchi dolci, frittelle di mele o alle erbe, torte caserecce.

 

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Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un'età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di filosofia e di storia l'hanno spinta all'approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.
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