I giovedì di QB: La storia del biscotto britannico dedicato all’eroe italiano

I giovedì di QB: La storia del biscotto britannico dedicato all'eroe italiano

 

I giovedì di QB: La storia del biscotto britannico dedicato all’eroe italiano

Forse non tutti sanno che la Gran Bretagna vanta una sorta di biscotto nazionale dedicato a Giuseppe Garibaldi: i Garibaldi biscuits.

Resi recentemente ancora più celebri da una citazione di Re Carlo III.

Questi dolcetti di pasta frolla con uvetta o ribes hanno una storia affascinante che affonda le radici nell’epoca in cui l’eroe dei Due Mondi era una figura di fama internazionale.

I Garibaldi biscuits furono ideati nel 1861 da John Carr, un pasticcere britannico.

Perfetti per l’ora del tè, questi biscotti sono composti da due strati di pasta frolla che racchiudono un goloso strato di ribes schiacciati, anche se varianti con uvetta o altra frutta essiccata sono comuni.

I Garibaldi biscuits vennero presto soprannominati “squashed fly biscuits”.

“Biscotti delle mosche schiacciate”, a causa dell’aspetto della frutta secca che poteva ricordare piccole mosche nere.

Il Gambero Rosso segnala un piccolo forno italiano che prepara quotidianamente questi storici biscotti.

La Bottega di San Leo, situata nell’Alta Valmarecchia (Rimini), insignita di due pani dal Gambero Rosso.

Questo punto vendita è gestito dalla cooperativa di comunità Fer-menti Leontine.

La ricetta dei Garibaldi di San Leo è stata portata dal capo fornaio Giulio Ceccoli.

Una delle caratteristiche distintive di questi biscotti è il ripieno a base di Confettura biologica di albicocche.

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Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un'età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di filosofia e di storia l'hanno spinta all'approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.
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