I “Pupi di Zucchero” in mostra al Museo Pitrè di Palermo
In questi giorni, Palermo e la Sicilia tutta si preparano ad una delle feste più sentite e partecipate, la Commemorazione dei defunti del 2 novembre o, semplicemente, “i Morti”.
Tralasciando le antiche origini greche e romane, poi cristiane che onoravano i defunti deponendo sulle loro tombe corone di fiori ma anche dolcetti al miele o pane inzuppato nel vino, prima dell’avvento della moda di Halloween, “i Morti” erano una festa per bambini.
L’usanza di portare doni ai bambini in occasione de “i Morti”
La mattina del 2 novembre, infatti, iniziava la ricerca negli angoli più remoti della casa alla scoperta dei giocattoli che “i morti” avevano portato in dono ai bambini buoni.
E i discoli cosa ricevevano?
Alla domanda “Chi ti misiru i morti?” avrebbero dovuto rispondere “u pupu cu l’anchi torti” ossia il pupo o pupa con le anche storte il che significava che si doveva aspettare Natale per i giochi desiderati.
Cosa portavano “i morti”?
Ma anche se il giocattolo preferito “i morti” non lo portavano, il premio di consolazione lo ricevevano sia grandi sia piccini: il cannistro.
Il cannistro era un cesto colmo di frutta secca come mandorle, noci o nocciole tostate e dolciumi a volontà come a marturana, i mustazzola o ossa ri morti, i biscotti tetù e teio, i biscotti regina, cioccolatini e in cima alla piramide la pupaccena, o pupa di zucchero che di solito aveva le sembianze di un cavaliere, una santa o, addirittura di uno scheletro, proprio come è possibile appurare visitando la mostra “Pupi di zucchero”, visitabile fino al 2 novembre 2025 al Museo Etnografico Giuseppe Pitrè di Palermo.
I pupi di zucchero
Tale esposizione riunisce una straordinaria raccolta di rari esemplari di pupi di zucchero con i relativi calchi in gesso, affiancata da un corpus di fotografie e di un video esplicativo che raccontano le tradizioni, i volti e i gesti di una Palermo che vive ancora oggi nella memoria e nel cuore della sua comunità.
Questa preziosa raccolta è parte della Collezione Raffa donata al Museo Pitrè dalla Fondazione Sergio Poggianella e rappresenta un viaggio visivo e antropologico reso possibile grazie alla ricerca indipendente ed internazionale condotta da Christine Armengaud con Pier Paolo Raffa, oggi finalmente restituita alla città.
Nel suggestivo allestimento, che ricrea idealmente le bancarelle della fiera dei morti dove i palermitani erano soliti acquistare i pupi di zucchero e le luccumarie (o leccornie) da gustare fino all’indigestione il 2 novembre, sono esposti antichi pupi di zucchero che raffigurano santi e sante, madonne, paladini e personaggi vari dell’opera dei pupi, galli o pecore e alcuni calchi di gesto su cui era anticamente colato lo zucchero mescolato ad acqua.
I pupi di zucchero o pupaccena sono, infatti, figure interamente di zucchero che, una volta essiccate, sono ancora oggi dipinte con colori naturali e ghiaccia.
Una mostra da non perdere
Poiché sono un vero e proprio simbolo della festa dei morti i pupi di zucchero si sono rinnovate nelle forme e nelle fogge nel corso degli anni al punto che, quando le si trova magnificamente esposte nelle vetrine e sui banconi di una pasticceria, è facile trovare Topolino o Peppa Pig accanto ad un Orlando più furioso che innamorato.
La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 18:30 fino al 15 novembre 2025.





