“I rossi inaspettati di Bordeaux”: una nuova prospettiva emersa al Vinitaly
In occasione del Vinitaly, la masterclass “I Rossi inaspettati di Bordeaux” ha rivelato un nuovo volto di uno dei territori vitivinicoli più rinomati del mondo. Vini più snelli e non pensati per i lunghi affinamenti; calici che sanno affascinare i giovani con nuove vibes e immediatezza gustativa.

Bordeaux, tra storia e contemporaneità. Così una delle realtà vitivinicole più rinomate al mondo si è presentata al Vinitaly durante la Masterclass “I rossi inaspettati di Bordeaux”. Un territorio che si dimostra in grado di rispondere con vision alle mutate esigenze del mercato, intercettando la domanda di vini meno concentrati, più dinamici e, per certi versi, più “attuali”.
Un gruppo di vignaioli della New Generation capace di raccogliere le nuove sfide del mercato e del cambiamento climatico, condensando le proprie scelte e la propria esperienza in bottiglie dalla veste moderna, ma dall’eleganza immutata. Non già vini sostitutivi dei blasonati Châteaux, ma alternativi, compagni ideali di tavole quotidiane ed occasioni meno formali.
Vini diversi, d’avanguardia, ma rispettosi delle proprie origini e di un territorio che dona indiscutibilmente finezza gustativa e longevità. Calici dall’esilità ragionata tutt’altro che scontata o banale; etichette concepite per sottrazione per mettere a nudo la trama di vitigni protagonisti di blend iconici. Un altro volto di Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc, che sa farsi apprezzare anche dalla GenZ, senza velleità di resistere al tempo, ma con la consapevolezza di continuare a far vivere un terroir ricco di storia.
E a confermalo è anche il recente riconoscimento del Bordeaux Claret come PDO e della nuova denominazione Entre-deux-Mers anche per i rossi.
La degustazione ha svelato un piacevole puzzle di filosofie produttive, passando dalle interpretazioni giocate sul frutto croccante ad altre che fanno della spezia il leit motiv della bevuta.
Le etichette in degustazione

Château Sainte Barbe – Bordeaux Claret “Claretttt” 2025 (100% Merlot):
un pot-pourri di frutta rossa croccante, dal mirtillo alla ciliegia, dal lampone alla mora. Fanno da sfondo piacevoli nuances vegetali che richiamano la macchia mediterranea e la foglia di pomodoro. La bocca è scattante, nonostante il voluto residuo zuccherino, ma mai ridondante. Un calice POP che accompagna bene le reunion familiari o tra amici.
Hugues Laborde – Entre-deux- Mers Rouge “Liber” 2023:
il naso è un mosaico di frutti a bacca rossa, violetta e abbrivi vegetali. Il sorso è esile, ma non scontato, sorretto da una trama tannica ben integrata e mai invasiva. Un vino ideale per aperitivi o pasti frugali.
Château de Martinat – Cotes de Bourg – 100% Malbec 2022:
l’olfatto è espressione pura e non mediata del carattere di questo vitigno: frutta scura, note di sottobosco, cui si aggiungono la spezia ed il boisée dell’affinamento in legno. La bevuta è più concentrata, con un tannino presente ma mediato dalla freschezza. Una bottiglia sicuramente gastronomica.
Domaine de Merlet – Pessac Léognan AOC (70% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot):
il bouquet tradisce immediatamente l’affinamento in legno di questo vino: sentori di vaniglia, tabacco, boisée, cacao e caffè dominano la scena olfattiva. Più in profondità, si scovano note piraziniche e di frutta scura. Il sorso è sorretto da una fitta trama tannica e da un retro-olfatto balsamico.
Il tasting ha permesso di leggere (o ri-leggere) il territorio di Bordeaux con una nuova lente, dimostrandone la duttilità e sfumature finora inimmaginabili, senza alcun pregiudizio.
Un plauso particolare va infine ai convinti vignerons che hanno fatto da traino per un progressivo miglioramento della qualità media delle produzioni.



