I Vesuviani scrivono un nuovo capitolo della pizza a Napoli

I Vesuviani scrivono un nuovo capitolo della pizza a Napoli

 

I fratelli De Maria e Gabriele Bonci
I fratelli De Maria e Gabriele Bonci

La storia

Due fratelli a Napoli e un corso di panificazione per casalinghe. Così è nato I Vesuviani, progetto che ora è piena realtà, con una sede a Pomigliano d’Arco, nove anni fa, e da due anni un locale a Casoria, sempre con lo stesso spirito, quello della pizza in teglia.

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A Napoli, patria della pizza, sarebbe sembrato un affronto, eppure, Federico e Francesco De Maria ci sono riusciti.

Amano ricordare che loro sono generazione zero di questo marchio, nessuno li ha indirizzati, solo l’idea di approfondire il mondo della panificazione.

Questo Federico, che oggi ha 35 anni, lo ha fatto e, prima di aprire i Vesuviani, ha seguito un corso per casalinghe nel 2016 (scuola di Anna Moroni), tutte donne, come ama ricordare quando racconta l’aneddoto. A insegnare però un maestro di eccellenza, Gabriele Bonci, della cui fama non è necessario parlare.

“Ero la pecora nera del corso e Gabriele mi chiese che cosa ci facessi lì! Gli dissi che volevo portare l’idea di pizza croccante a Napoli e lui si affezionò a questo progetto. Mi ha fatto crescere con lui tra le varie sedi. Da lì è nato tutto questo. Nel 2018 era paradossale, i fornitori che ci davano i forni elettrici ci dicevano, siete pazzi, e invece ce l’abbiamo fatta”.

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Gabriele lo ha preso sotto di sé, indirizzandolo in varie località, a Roma, poi Sardegna e Torino (tranne in Campania). Non da ultima la formazione all’Associazione Pizzaioli Italiani di Angelo Iezzi. Solo dopo Federico ha finalmente aperto il primo locale a Pomigliano, insieme al fratello più piccolo Francesco, che si occupa di amministrazione. Braccio e mente che si fondono e il risultato è davvero impressionante. La pizzeria a Casoria che abbiamo visitato è accogliente, in uno stile ultramoderno ma molto azzeccato, per una clientela che non vuole la confusione ma ricercatezza e brio.

“La pizza è pizza sempre, quella di nonna e quella di Sorbillo, qualsiasi impasto fatto bene e lievitato e cotto a dovere, è sempre pizza. Qui l’dea era univoca ed è proprio questo che abbiamo voluto sdoganare”. Hanno preso l’impasto romano e condito golosamente con gli ingredienti del posto, facendo una pizza alla pala che potesse inizialmente avvicinare il cliente locale.

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Sono pizze ma nate da panificatori e portarle al tavolo era una vera scommessa. “Siamo diventati una sorta di bistrot, abbiamo prodotti come le bruschette, pane in cassetta, bao e panifichiamo anche per un’hamburgheria a Napoli (Gigione, uno dei migliori in Italia), che all’epoca faceva numeri stratosferici, noi quattro consegne al giorno. Adesso continuiamo a panificare per loro per amicizia”.

Altre proposte che vanno dalle frittatine, alla pizza in teglia con diversi topping, il padellino e gli abbinamenti con i vini.

Abbiamo assaggiato un menù a quattro mani, perché Federico e Gabriele si sono messi insieme, per un giorno, dopo tanto tempo e hanno dato vita a un’esperienza unica.

In cucina c’era un gran fermento, Federico emozionato e Gabriele a capo di una brigata

efficientissima. Più di 60 i dipendenti tra le due sedi e apertura 7 giorni su 7 solo a cena in entrambi le sedi. Il pranzo salta per permettere a tutti di ricarburare. La cena è sempre assicurata.

Ecco quello che abbiamo assaggiato.

Frittatina Carbonara di Bonci, un’esplosione di bontà pura con un ripieno gustosissimo. Abbinata a Metodo Charmat, Asprinio d’Aversa Trentapioli.

Frittatina Carbonara
Frittatina Carbonara

Pizza in teglia con burrata (di Andria) e gambero (di Mazzara) de I Vesuviani. Con spolverata di polvere di pomodoro, sale e pepe. Ottimo l’abbinamento con lo spumante che ben si adatta alla grassezza e corposità del gambero. Farine semi integrali e di farro, lievitazione 48 ore.

La Marinarella di Bonci, che crea una base molto fine e croccante, un topping di marinara e tra i due strati alcune fette di mortadella, morbida e saporita. Ci abbiniamo un vino rosso frizzante, Ottouve, Gragnano, Penisola Sorrentina, Salvatore Martusciello.

I Vesuviani hanno proposto a seguire Padellino prosciutto e nocciole (farine semi integrali, lievito madre liquido, stracciatella, crudo di Parma e nocciole di Avella), e Porchetta in crosta (con porchetta campana, sfoglia di patate di Avezzano, maionese, rosmarino e olio), con topping di patate, che Francesco dice essere la varietà di pizza (quella con le patate) più venduta dopo la Margherita.

Bonci/I Vesuviani con pizza Napoletana al primo sale, miele e alici (fiordilatte, primosale, acciughe, miele, impasto di farina bianca con 80% di idratazione), dove gli ingredienti si esaltano a vicenda, tutto è definito, la cremosità del primo sale con la sua lieve acidità, il languore del miele e la sferzata minerale delle alici. Ottimo con l’abbinamento di vino rosso di Salvatore Martusciello, Piedirosso da vigneti a piede franco di Settevulcani dei Campi Flegrei.

Primosale miele e alici
Primosale miele e alici

Per terminare questo scenario di assoluta bontà e gusto una creazione di Bonci, Genovese di Coniglio (con base di pizza rossa). Un piatto che va oltre le linee consuete della Genovese, grazie a un topping che è creazione culinaria a sé stante.

Genovese
Genovese

Tutto buono, tutto top. Servizio veloce e personale preparato. I due fratelli De Maria sembrano aver vinto la loro scommessa, portare a Napoli una varietà di pizza “che prima nessuno avrebbe immaginato”. Ma da loro l’impasto che è in parte integrale, o anche di farina bianca, prende vita sotto forme nuove. Ben venga la crosta leggermente soffice e alta ma la pizza poi è realizzata in versione più bassa, con una croccantezza sorprendente, invitante. Ottimo l’abbinamento con il vino e meno con la birra, ma ammettono i De Maria che eliminare l’idea di pizza e birra è ancora difficile, per un pubblico abituato ad avere il calice o il bicchiere pieno di schiuma, pronto alla beva. Un bere facile al contrario del vino che ancora nell’immaginario collettivo richiede tempo. Siamo sicuri che riusciranno a fare anche questo.

Ad oggi i riconoscimenti sono molteplici: 91/100 per la guida pizzerie d’Italia 2026 Gambero Rosso (con i 3 spicchi dal 2023), 18a posizione secondo la guida 50 Top Pizza Italia 2025, 40a nella 50 Top Pizza World 2025 e 3 galletti per la guida de Il Mattino.

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Laureata in Lettere antiche, inizio a scrivere da giovanissima e divento pubblicista. Da giugno 2024 sono giornalista professionista, regolarmente iscritta presso l'ordine regionale del Lazio. Collaboro con varie riviste online, nel 2019 inizio a curare una rubrica che si chiama Sulla Strada del Vino, insieme al mio collaboratore Massimo Casali, sommelier e master sommelier di grande esperienza. Da quel momento comincia una fitta esperienza nel mondo del vino, visito cantine, partecipo a press tour e mi dedico a eventi, specialmente su Roma, scrivendo per la testata www.gliscomunicati.it, Vinup e Lavinium, in particolare l'ultima che è una rivista di settore. La passione per il vino mi permette di viaggiare e conoscere diverse realtà. L'amore per l'arte e l'antichità si fonde perfettamente con questo mondo che racchiude in sé opportunità uniche per approfondire il territorio e la storia del nostro paese. Uno degli obiettivi è quello di spaziare e andare a scoprire le realtà vinicole anche all'estero, per approfondire e specializzarmi.
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