I vini bianchi dell’Alto Adige, un’occasione per coniugare finezza e complessità

I vini bianchi dell’Alto Adige, un’occasione per coniugare finezza e complessità

Ne parliamo per tanti motivi. Intanto l’occasione. Oltre l’obbligo una volta nella vita di andare nei luoghi dove questi vini vengono prodotti, esiste un’ampia comunicazione curata dal Consorzio di Tutela Vini dell’Alto Adige che ultimamente è approdato a Roma nella cornice dell’hotel Rome Cavalieri a Monte Mario. Con la cura di Fondazione Italiana Sommelier, ha dedicato una ampia degustazione di bianchi, e anche rossi, dettando linee e contorni entro cui i gusti e le percezioni di questi vini si muovono.

Vini bianchi in degustazione
Vini bianchi in degustazione

Territorio innegabilmente vocato e parcellizzato, ad oggi almeno 86 le singole zone o Uga, unità geografiche aggiuntive, che lo compongono su una superficie vitata di 5850 ettari. Il che rappresenta l’apice di uno studio terriotoriale molto approfondito e frutto di anni, per comprenderne appieno la natura e la capacità espressiva.

I vini dell’Alto Adige piacciono per tanti motivi.

Intanto per la loro mineralità data dal territorio e poi perché una lunga tradizione ne precede il lustro di oggi. I vitigni coltivati sono soprattutto bianchi, e già giocano una partita che può vedersela tutti i giorni con il gusto dei consumatori. Alcune parcelle arrivano anche a 1000 metri, una viticoltura d’altura e che va a pescare tutto quello che l’altitudine può regalare, finezza e maturazione buona delle uve. Qui dove siamo il caldo si fa sentire, Bolzano è una delle città più torride d’Italia, ma grazie alla vicinanza del Lago di Garda, il vento che soffia da nord, L’Ora, imprime alle uve un tocco di freschezza e salubrità cacciandone via le potenziali malattie.

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viticoltura eroica
viticoltura eroica

Ogni contadino ama il suo pezzetto di terra. Lo cura con tutte le attenzioni e la media di proprietà arriva a stento a un ettaro, per questo le cooperative e le grandi cantine che accolgono le uve dei conferitori sono un punto di riferimento costante per i piccoli che, da soli, stenterebbero ad uscire fuori sul mercato.

Che cosa influisce sulla qualità dei vini?

Intanto l’altitudine, come abbiamo accennato, e poi le escursioni termiche che portano a maturazione perfetta delle uve, profumi, tannini e acidità. Non da ultime le esposizioni al sole e alla luce, rifratta in alcuni casi dai laghi che ne amplificano l’effetto. E infine il terreno. Qui troviamo grandi varietà di suoli, a Bolzano porfido vulcanico, nella Valle Isarco e in Val Venosta roccia e quarzo, ardesia e mica, a sud rocce calcaree e dolomitiche. Si punta sulla cura delle rese per ettaro, mantenendo tutto molto basso, portando le uve a un limite teso di stress, spinte nel loro potenziale di ampiezza aromatica e di invecchiamento.

Doc Alto Adige
Doc Alto Adige

La storicità dell’Alto Adige, per saperne di più.

A raccontare una storia che attraversa centinaia di anni, è un volume monumentale curato dal Consorzio Vini Alto Adige edito da Athesia, lungo un percorso che va dai Reti ai Romani, alle influenze monastiche del medioevo, fino all’innovazione dei secoli scorsi, e finanche spaccati sul mercato e sul futuro del vino legato in modo impellente al cambio di passo del clima, imprevedibile.  Sono stati gli Asburgo a portare il Riesling e la vicinanza al confine ha contribuito alla diffusione delle varietà internazionali. Al 1893 risale la prima cantina sociale e nel 1901 arriva la fillossera a imporre importanti ripensamenti. Nel 1931 il Regio Decreto sancisce i cosiddetti vini tipici, Santa Maddalena, Lago di Caldaro, Terlano e Lagrein di Gries. Tra il 1970 e il 1975 abbiamo le due Doc, Lago di Caldaro e Alto Adige.

Vigneti Bolzano
Vigneti Bolzano

Equilibri, suoli, interpretazioni diverse dei viticoltori, anfiteatri vitati magnifici, narrati da splendide architetture per ospitare cantine e bottiglie, continuano a scrivere una storia inarrestabile che si impone sui mercati grazie a vini slanciati, fini, eleganti, fortemente minerali e spesso strutturati, capaci di affrontare il tempo ma anche abili a rispondere a esigenze più immediate. Andiamo a qualche assaggio.

Gli assaggi

Alto Adige Terlano Doc Pinot Bianco Riserva Vorberg, 2023, Cantina Terlano, naso floreale, biancospino, tocchi agrumati a contorno e poi pepe, pera, tiglio. Spiccata la freschezza al palato, agile, invitante.

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Pinot Bianco Vorberg
Pinot Bianco Vorberg

Alto Adige Terlano Doc, Chardonnay Sophie, 2023, Manincor, identitario nella sua ricchezza di erbe aromatiche, sorso accattivante, fresco e cremoso, un soffio nella sua eleganza sussurrata.

Sophie
Sophie

Alto Adige Doc Gewürztraminer Riserva Brenntal, 2023, Cantina Kurtatsch, un impero di profumi, dalla rosa canina al mondo vegetale, in una chiave moderna molto attraente. Il sorso sprigiona immediata mineralità abbandonando le sponde gliceriche e parlando la lingua del territorio. Pervade il palato una grassa acidità, l’avvolgenza che spalanca ad una persistenza incantevole.

Brenntal Kurtatsch
Brenntal Kurtatsch

Alto Adige Doc Sauvignon Lafòa, 2023, Colterenzio, il Sauvignon che tutti conoscono, non fosse altro che per l’etichetta. Bellissima, decorata con uno sfondo blu ritagliato da una figura che richiama tratti klimtiani. Naso cremoso, ampio e vegetale, tagliato da una sferzata di agrume dolce. La componente del legno è dosata, bilanciata, il fumé gradito, la spezia dolce addomestica l’arroganza del Sauvignon di Colterenzio. Bocca sapida e fresca, con richiami vegetali intriganti.

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Lafóa
Lafóa

Photo Credit:  foto in parte originali di Massimo Casali e in parte concesse da Südtirol Wein_benjamin_pfitscher

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Romano di origine, conosco ogni angolo di Trastevere e dintorni e da sempre amo il buon cibo e il buon bere. Da piccolo mi piaceva studiare ma anche lavorare e viaggiare. Terminati gli studi, ho iniziato l’arte della panificazione, aprendo poi un’attività insieme ai miei fratelli, una pizzeria al taglio proprio dietro San Pietro. Luogo magnifico e pieno di risorse, dove passano ogni giorno migliaia di turisti. Ho ampliato l’attività integrando l’offerta con piatti freschi del giorno, tutto take away, o da consumare sul posto ma rigorosamente in piedi. La bontà della pizza e la nostra simpatia hanno contribuito a creare un ambiente solido e piacevole, dove tutti vengono, sapendo di trovare accoglienza e prodotti di prima qualità. Con il tempo mi sono appassionato al vino e ho iniziato un viaggio che mi ha portato a conoscere la realtà Bibenda. Nel 2014 mi sono diplomato sommelier Ais e Fis e nel 2024 ho conseguito il Master, acquisendo sempre maggiori conoscenze nel mondo del vino. Amo degustare buone bottiglie e cercare sempre nuovi stimoli. Per questo viaggio e assaggio, senza pregiudizi e aprendomi a tutto quello che la vita offre.
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