Il caffè, tra riti ed arte

De Crescenzo immaginario

Il caffè, tra riti ed arte

Secondo uno dei più grandi intellettuali del secondo Novecento, il compianto Luciano De Crescenzo, sorseggiare il caffè è un vero e proprio rito che, oltre a dissetare, alimenta la socialità. Celebri sono le sue frasi contenute inserite in “Così parlo Bellavista” (1977) e ne “Il caffè sospeso” (2015) nei quali enfatizza come l’atto del bere caffè come sia un fatto quasi filosofico, umano ma soprattutto, napoletano.

Il caffè a Napoli

Entrare al bar per sorseggiare un caffè segue per De Crescenzo una sequenza di gesti per precisi perché “A Napoli il caffè non è una bevanda: è un modo di socializzare“: innanzitutto la pausa-caffè non può essere un momento vissuto di fretta ma è una vera e propria interruzione del flusso della giornata; ogni sorsata deve essere accompagnata dallo scambio di uno sguardo, una battuta o una vera conversazione con chi ci accompagna o si incontra.

A fine consumazione, dovrebbe essere una routine ben collaudata quella di lasciare un caffè sospeso, cioè di pagare due caffè se si è soli e lasciarne uno per chi arriverà dopo, sia esso un conoscente o uno sconosciuto perché “il caffè sospeso è un atto d’amore verso l’umanità“.

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Certo è che molta gente, al giorno d’oggi, non ma bere caffè e gli preferisce “surrogati”come il tè, la cioccolata, il ginseng o il ginocciola ma il suo inconfondibile aroma è un profumo quasi celestiale e, sopratutto il caffè preparato con la moka,  inebria al mattino cucine, soggiorni e persino pianerottoli e scale.

Coffee painting e Coffee Art

Il caffè, oltre ad essere bevuto o gustato nelle torte o nei dolciumi ed annusato, è da qualche anno il protagonista indiscusso di una corrente artistica contemporanea denominata coffee painting o coffee art.

I coffee artist, come si può immaginare, dipingono, le loro opere usando quasi esclusivamente il caffè come pigmento naturale.

Il caffè è adoperato come un colore ad acquerello ed è più o meno diluito in base agli effetti che si vogliono realizzare. Per creare tonalità beige o miele il caffè deve essere molto diluito, mentre, per ottenere marroni intensi, si può tranquillamente usare il caffè preparato con la moka ma precedentemente raffreddato.

Modesto Jess Aceves

Tra gli artisti contemporanei della Coffee Art spicca il nome dell’artista texano Modesto Jess Aceves, che mi ha raccontato che ha avuto l’ispirazione di cominciare a dipingere col caffè dalla sorella non vedente: è stata, infatti, lei che, non potendo ammirare le sue opere ad esortarlo ad usare questa bevanda così aromatica in modo da poterla annusare. Il caffè sa avere un’anima come direbbe forse De Crescenzo ed è realmente un vero e proprio simbolo di condivisione.

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opera 1 di modesto
opera 1 di modesto

Nel creare le sue opere Modesto Jess Aceves mi ha raccontato come procede: “Preparo il mio caffè molto concentrato, quasi come uno sciroppo, per ottenere una consistenza più ricca, utilizzando pennini da calligrafia per delineare ogni dettaglio, in modo che anche i non vedenti possano percepirne l’aroma”.

opera 2 di modesto
opera 2 di modesto

L’artista texano ha esposto in tutto il mondo ed ha recentemente curato una mostra internazionale nella sua città, Dallas. La sua è un’arte figurativa che mescola fantasia e realtà…dall’intenso aroma di caffè.

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Sono un'antropologa culturale di formazione e, per passione verso l’arte, il dialetto e le tradizioni popolari siciliane e l’enogastronomia, sono una blogger - con lo pseudonimo di Marga Rina - di Panormitania (https://panormitania.altervista.org/). Da qualche anno, sono pure diventata organizzatrice e curatrice di mostre d’arte: oltre a redigere tutti i testi e ad occuparmi della loro diffusione ai media, curo la grafica di ogni evento e la sua promozione sui social network. Come scrittrice, con Edizioni L’Arca di Noè, ho pubblicato due racconti brevi in italiano e siciliano: "Minicu e lu re di Sicilia" e il seguito "Chi si ferma è...beccato!". Sono stata premiata al concorso di Illustramente 2025 col racconto "Giufà e il gatto", col quale faccio parte della mostra itinerante in giro per l'Italia e l'Europa. Vivo a Palermo, dove sono nata e cresciuta.
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