Il cedro: l’agrume più antico del Mediterraneo 

Il cedro: l’agrume più antico del Mediterraneo 

Introduzione

Molto prima che arrivassero arance e limoni, sulle rive del Mediterraneo cresceva già il cedro, considerato dagli studiosi il più antico tra gli agrumi coltivati dall’uomo. Originario, probabilmente, dell’area compresa tra India, Birmania e Persia, il cedro giunse nel Mediterraneo attraverso le rotte commerciali dell’antichità, diffondendosi, successivamente, nelle colonie greche della Magna Grecia e lungo le coste dell’Italia meridionale.

Autori classici come Plinio il vecchio, ne descrivevano già le caratteristiche, mentre, nella tradizione ebraica, il cedro occupava un ruolo religioso fondamentale. Nel corso dei secoli, il cedro ha trovato il suo habitat ideale in Calabria, dove, ancora oggi, viene coltivata la varietà più ricercata e prestigiosa al mondo.

Cedro liscio diamante DOP
Cedro liscio diamante DOP

Le principali varietà 

Esistono vari tipi di cedro, ognuno con caratteristiche e destinazioni d’uso differenti. I più conosciuti sono:

Cedro liscio Diamante è la varietà simbolo della Calabria, quella utilizzata, tra l’altro, per la produzione dell’Etrog (nome ebraico del cedro) destinato al rito religioso del Sukkot. Possiede una scorza molto spessa, profumata e ricca di oli essenziali. È la cultivar alla base della DOP “Cedro di Santa Maria del Cedro”.

Cedro Mano di Buddha
Cedro Mano di Buddha

Cedro Mano di Buddha originario dell’Asia centrale presenta una forma spettacolare che ricorda una mano con molte dita. Viene utilizzato soprattutto in profumeria, decorazione e aromatizzazione.

Cedro corsicano
Cedro corsicano

Cedro corsicano molto diffuso in Corsica ed alcune aree mediterranee viene impiegato prevalentemente per la produzione dei canditi.

Cedro Yemenita
Cedro Yemenita

Cedro yemenita ed Etrog israeliano sono le varietà coltivate esclusivamente per scopi religiosi ebraici, utilizzati durante le festività.

La coltivazione in Calabria 

Il cedro richiede condizioni molto specifiche e coltivarlo è molto impegnativo: clima mite, umidità moderata, pochissimo gelo, protezione dal vento, terreno drenante e ricco di minerali. Motivi per cui in Italia prospera quasi solo nella Riviera dei cedri calabrese.

Un graticcio
Un graticcio

Una caratteristica della coltivazione è il tradizionale “graticcio”, una struttura di sostegno al peso dei frutti, di protezione dai venti marini e dall’ eccessiva esposizione solare. Questo sistema contribuisce a determinare l’aspetto e la qualità finale del frutto.

La fioritura principale avviene tra primavera ed inizio estate i cui frutti generalmente sono considerati i migliori in assoluto. La raccolta, invece, si svolge in più momenti dell’anno, a seconda della destinazione commerciale del prodotto. È quasi totalmente manuale perché il frutto si danneggia facilmente.

Simboli del Sukkot
Simboli del Sukkot

I frutti destinati alla selezione religiosa vengono raccolti tra luglio e ottobre, momento in cui i rabbini arrivano dal mondo direttamente in Calabria per selezionare i frutti migliori. Per l’industria dolciaria e la canditura la raccolta avviene tra novembre e gennaio.

Oggi la Calabria concentra circa il 98% della produzione nazionale. Nonostante l’eccellenza del prodotto, il comparto ha conosciuto una forte contrazione negli ultimi decenni. Si è passati dai 50.000 quintali di cedro l’anno negli anni 70’ ai  meno di 7000 odierni a causa dell’ abbandono delle campagne, dei costi di produzione elevati e della concorrenza internazionale.

Solo nel 2023 il cedro di Santa Maria ha ottenuto ufficialmente il riconoscimento DOP dell’Unione Europea, un passaggio fondamentale per la tutela della filiera e la valorizzazione del prodotto.

La Riviera dei Cedri in Calabria
La Riviera dei Cedri in Calabria

La riviera dei cedri

Si estende lungo la costa tirrenica settentrionale della Calabria, in provincia di Cosenza, tra i paesi di Tortora e Cetraro. Il territorio comprende 24 comuni e prende il nome proprio dalla storica presenza del frutto. Tra i centri più importanti figurano: Santa Maria del Cedro, Scalea, Praia a mare, Buonvicino, Orsomarso, Belvedere Marittimo e Cetraro.

È qui che l’incontro tra le correnti marine del Tirreno e le brezze provenienti dai rilievi del Pollino, genera un microclima quasi unico al mondo, permettendo al cedro liscio diamante di sviluppare caratteristiche organolettiche difficilmente reperibili altrove. 

Infatti è considerato dalla scienza come un superfood prezioso per la salute. È ricco di antiossidanti, vitamina C e bioflavonoidi, favorisce la digestione, ha un elevato potere antinfiammatorio e drenante, è ipocalorico (11kcal per 100gr). Recenti studi hanno dimostrato il suo aiuto a contrastare l’obesità e tenere sotto controllo la glicemia.

il Museo del Cedro
il Museo del Cedro

Il museo, il consorzio e gli eventi 

Se si vuole capire davvero l’importanza del cedro in Calabria, la visita fondamentale è quella al Museo del cedro nato nel 2004 a Santa Maria del cedro in un vecchio opificio del XVI secolo. Ogni anno riceve migliaia di visitatori, studiosi, studenti, giornalisti e rappresentanti delle comunità ebraiche internazionali.

Non è un semplice museo agricolo ma si è dato per scopo di raccontare la storia del cedro nei secoli attraverso documenti storici e percorsi speciali come il Percorso artistico ed il Percorso archeologico. Entrambi collegati, il primo racconta il cedro attraverso ceramiche ed opere d’arte con riferimenti letterari che spaziano da Apicio a Boccaccio, da Torquato Tasso a Gabriele D’Annunzio.

Il secondo collega la storia dell’ agrume al vicino sito archeologico di Laos, situato a Marcellina, (frazione di Santa Maria), antica colonia della Magna Grecia, mostrando come il frutto sia arrivato e si sia diffuso nel Mediterraneo.

Manifesto del Consorzio del cedro di Calabria
Manifesto del Consorzio del cedro di Calabria

Il consorzio del cedro di Calabria è un’organizzazione agricola nata agli inizi degli anni 2000 a Santa Maria del Cedro con lo scopo di tutelare, promuovere e valorizzare l’agrume. Riunisce i produttori locali specializzati nella coltivazione e trasformazione degli agrumi (con specifico codice ATECO) e la diffusione dei prodotti derivati del cedro come liquori, conserve, olio essenziali e dolciumi.

Collabora attivamente con istituti di ricerca locali e nazionali per studi e progetti di innovazione agraria. Oltre l’aspetto produttivo, il ruolo del consorzio è fondamentale per la custodia delle tradizioni legate al cedro diamante, organizzando eventi divulgativi con il museo e varie associazioni territoriali, portando la conoscenza di questo frutto a livello internazionale.

Rabbini in Calabria
Rabbini in Calabria

È proprio dalla collaborazione tra il museo ed il consorzio che tra i mesi di luglio e settembre sono concentrati eventi speciali dedicati al cedro. È il periodo più ricco, quando la Riviera vive il suo momento più intenso tra festival, turismo, raccolta preliminare e presenza delle comunità ebraiche internazionali. Segnaliamo:

Mediterraneo Cedro Festival la prima settimana di settembre sul lungomare di Santa Maria del Cedro 

Selezione degli Etrog da parte dei rabbini internazionali tra luglio e settembre 

Eventi del Museo del cedro con visite guidate ed attività didattiche attraverso i percorsi de Le vie del cedro

Giornate dedicate al cedro DOP tutto l’anno 

La Festa dei popoli 

Sagre e fiere in piazza in diversi comuni della Riviera principalmente nel periodo estivo.

Varie colorazioni del cedro
Varie colorazioni del cedro

Utilizzo e prodotti derivati 

Una domanda che si pongono in tanti riguarda il colore della buccia e se esiste una differenza di varietà, di utilizzo e di gusto. In realtà la differenza sta nel grado di maturazione. Quando il frutto è in fase di sviluppo, la buccia contiene molta clorofilla come le foglie per questo appare di un colore verde chiaro a verde intenso o verde giallastro.

Con la maturazione la clorofilla si degrada rendendo visibili altri pigmenti soprattutto carotenoidi ed allora il cedro assume gradualmente il colore giallo ed è in questa fase che aumenta l’intensità aromatica della scorza. Il clima influisce moltissimo su questo aspetto; infatti la mancanza di freddo intenso aiuta a non degradare completamente la clorofilla quindi può capitare di avere cedri maturi ancora verdi.

Quindi un cedro verde può essere sia acerbo che quasi maturo o perfettamente utilizzabile per alcuni impieghi. I coltivatori non valutano il frutto soltanto dal colore ma anche dalle dimensioni, forma, spessore della scorza, profumo e consistenza. Anche se il frutto è raccolto quando è ancora verde, il colore tenderà a virare naturalmente verso il giallo. Ed è per questo motivo che, a seconda della destinazione d’uso, la raccolta avviene in vari periodi dell’anno.

Prodotti tipici al cedro
Prodotti tipici al cedro

Per capire come viene utilizzato in cucina o trasformato, basta tagliare un cedro a metà ed analizzare la sua anatomia. Si notano quattro parti principali: 

flavedo è la parte verde o gialla esterna che rappresenta la percentuale più piccola del frutto ma molto preziosa. Viene utilizzata in profumeria, cosmesi, per liquori e bevande e per l’estrazione di oli essenziali.

albedo è la parte bianca interna, vera ricchezza del frutto che può raggiungere i 5cm di spessore come nella DOP. È poco amara, carnosa, contiene molta pectina, assorbe bene gli sciroppi. È con l’albedo che si confeziona il cedro candito utilizzato in pasticceria, vanto del territorio per la sua importanza economica.

polpa è la parte più ridotta del frutto composta da poco succo, fibre, zuccheri e acidi organici. Generalmente viene utilizzata per succhi, bevande ed aggiunta a flavedo e albedo per confezionare marmellate. Un cedro con poca polpa ma con 4cm di albedo può valere molto di più di uno ricco di succo.

semi ne produce tanti e contengono oli vegetali e composti aromatici utilizzati per vivaismo, ricerca agronomica e selezione genetica.

Cedro candito
Cedro candito

Ecco perché, da questa analisi, si deduce un dato abbastanza curioso: oltre il 70% del peso del frutto è costituito dalla buccia, parte bianca compresa. È una proporzione quasi impensabile per qualsiasi altro agrume e spiega perché il cedro sia diventato, da secoli, la materia prima ideale per l’industria dolciaria italiana, vanto nel mondo.

Museo del cedro 

Via Imprese, 52

87020 Santa Maria del Cedro CS

Tel. 0985 42598

https://www.facebook.com/share/17mTh2NRSN/

Consorzio del cedro di Calabria 

Corso del Tirreno, 353

87020 Marina di Santa Maria del Cedro CS

Tel. 0985 42598

https://www.cedrodicalabria.it/home.html

Photo Credit: museodelcedro©; consorziodelcedrodicalabria©; Italiafruit©; vivaighellere©; fruitgourmet©; corsicatours©; dreamstimes.com©; ugei.it©; calabriastraordinaria©; sfizidicalabria©

Questo articolo è stato visualizzato: 44531 volte.
Condividi Questo Articolo
Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
Nessun commento

Lascia un commento